Il Tirreno

Livorno

I ragazzi livornesi più sani e sportivi

di Giulio Corsi
I ragazzi livornesi più sani e sportivi

Uno studio su tremila liceali di Livorno, Milano e Taranto Da noi il 77% fa attività, solo il 50% sta più di 2 ore a pc o tv

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LIVORNO. Sportivi, attenti all’alimentazione, amanti del mare e dell’aria aperta più che delle giornate passate al computer e alla televisione. In una parola: sani. Eccoli gli adolescenti livornesi, nella fotografia scattata dai primari dei reparti di nefrologia e dialisi di Livorno e Cecina, Roberto Bigazzi e Stefano Bianchi.

Il dato è emerso in uno studio dal titolo “Ipertensione e obesità negli studenti delle scuole superiori: fattori ambientali e genetici”, finanziato da Ministero della Salute e Regione Toscana che ha coinvolto tremila adolescenti tra i 15 e i 18 anni arruolati in tutte le scuole superiori di Livorno e Rosignano (1500 ragazzi), di Milano (750) e di Grottaglie, provincia di Taranto, (750), e che ha visto l’Asl di Livorno capofila con l’importante collaborazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, dell’Università di Bari e della Onlus Medici per San Ciro.

Per una volta insomma la scienza ci ha dato una buona notizia: i nostri figli fanno più attività fisica, mangiano meglio, non sono in sovrappeso e quindi hanno meno possibilità di sviluppare ipertensione e danni renali rispetto ai loro coetanei del Nord e del Sud Italia.

Lo studio non ha praticamente precedenti e prevedeva la misurazione sistematica di alcuni parametri tra i quali altezza, peso e indice di massa corporea, circonferenza vita, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, ma si interessava anche degli stili di vita dei ragazzi e dei loro genitori per verificare non solo aspetti genetici, ma anche la trasmissione di abitudini in famiglia.

A LIVORNO SOLO 8 SU 100 IN SOVRAPPESO. «I risultati mostrano che l’11.20% dei ragazzi è in sovrappeso, ma “solo” il 2.7% è obeso a vari livelli - spiega Bigazzi -. Quello che fa più riflettere è, però, l’esistenza di differenze significative tra le varie zone d’Italia. La percentuale dei ragazzi in sovrappeso oscilla, infatti, tra l’8.7% di Livorno e il 14.6% di Taranto ai quali andrebbero aggiunti i 4.7% di obesi nella città pugliese contro gli 1.7% da noi. A metà strada si colloca, invece, la rilevazione dei ragazzi di Milano che fanno registrare un 12.3% di sovrappeso e un 2.3% di obesità. Da non sottovalutare e per certi aspetti altrettanto preoccupante è la significativa prevalenza di sottopeso specie nelle ragazze ed in particolare al nord Italia. Questo dato rende ancora più evidente la necessità di una efficace campagna a favore della corretta alimentazione».

PIÙ SALE, PIÙ PESO? A questi dati va poi associata una significativa relazione fra sovrappeso, obesità e circonferenza vita con l’aumento dei valori pressori. «La più elevata escrezione – dice ancora Bigazzi – di sodio urinario al sud rispetto al centro-nord nasce probabilmente delle diverse abitudini alimentari, basti pensare all’utilizzo del pane che nelle regioni meridionali è generalmente “salato”, al contrario di quanto avviene nel resto d’Italia. Apparentemente chi mangia più salato tende ad essere più sovrappeso o obeso».

POCA FRUTTA E VERDURA. Anche da noi non è tutto rose e fiori: «È preoccupante in tutta Italia il dato relativo al potassio urinario che sappiamo essere espressione di quanta frutta e verdura mangiamo - aggiunge Bigazzi -. Ovunque emerge un valore basso con una significativa differenza fra il sud, stavolta più virtuoso, ma comunque carente, rispetto al centro-nord. I ragazzi, in generale, mangiano poca frutta e verdura . D’altra parte sappiamo come questi alimenti con il loro contenuto in potassio siano importanti per una corretta alimentazione e una favorevole condizione cardiovascolare».

SPORT: IL PRIMATO DEI LIVORNESI. A migliorare le condizioni dei ragazzi la bassa percentuale di “non praticanti sport” che a Livorno raggiunge il 23%, il dato minimo rispetto al 42% della provincia pugliese e al 31% di quella lombarda. Maggiore è il tempo impiegato in attività sportiva e minore risulta quello passato davanti a computer e televisioni, facendo registrare fin da giovani una vita sedentaria con tutte le conseguenza che ben conosciamo: a Livorno il 51% passa più di due ore al giorno davanti a pc o tv, a Milano il 71%, a Taranto il 56%. Su questo aspetto una correlazione importante esiste fra lo stile di vita dei genitori e quello dei figli che generalmente tendono ad essere simili.



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