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Livorno

Contro un albero sulla strada del vino

LIVORNO. Lo schianto in cui ha perso la vita Giada Russo è avvenuto dopo la mezzanotte fra il 23 e il 24 settembre. La giovane viaggiava a bordo di una Porsche, guidata da Martina Mucci, 19enne di...

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LIVORNO. Lo schianto in cui ha perso la vita Giada Russo è avvenuto dopo la mezzanotte fra il 23 e il 24 settembre. La giovane viaggiava a bordo di una Porsche, guidata da Martina Mucci, 19enne di Cecina. Le due, poco dopo la mezzanotte, erano dirette verso San Vincenzo dopo aver cenato a Bolgheri. E dopo sarebbero dovute tornare a Marina di Cecina.

Sul rettilineo, il veicolo, dopo aver urtato frontalmente (lato passeggero) il tronco di un platano lungo la carreggiata, ha sbandato. Giada è stata sbalzata fuori e, come emerso dalle analisi del dottore del 118 e poi del medico legale, è deceduta sul colpo. Il veicolo, dopo l’impatto, ha proceduto per qualche decina di metri oltre quell’albero per arrestare la sua cosa sul lato opposto di marcia. Sul posto vengono inviate due ambulanze della Croce rossa di San Vincenzo. Ma al medico non resta che constatare il decesso della giovane di Rosignano. Per la 19enne che si trovava alla guida è servito l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Cecina. È incastrata tra le lamiere, ma da subito non appare grave. La prognosi per lei è di politrauma e viene trasferita al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina, da cui viene dimessa domenica 24 settembre. Lungo la vecchia Aurelia arrivano i carabinieri del nucleo radiomobile di Cecina e una pattuglia della polizia stradale di Venturina.

La pm Antonella Tenerani ai carabinieri del comando di Cecina ha affidato gli accertamenti tecnici sulla vettura, che dopo lo scontro è stata messa sotto sequestro in una carrozzeria di San Pietro in Palazzi. Accertamenti che sono stati avviati mercoledì 27 settembre e sono andati avanti alcuni giorni. Gli uomini dell’Arma hanno rilevato le impronte digitali all’interno dell’abitacolo e verificato la presenza di eventuali altri elementi che potessero in qualche modo essere utili alle indagini. Il materiale è stato messo a disposizione della dottoressa Tenerani, che appunto ha iscritto sul registro degli indagati due persone. Intanto il 27 settembre centinaia di amici di Giada si sono stretti alla sua famiglia nel giorno del funerale.

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