Gioco
l’osservatorio trasformazioni urbane polemico con l’amministrazione
«Tragica lezione dal disastro ma il piano strutturale non c’è»
di Diletta Fallani
LIVORNO. L’Osservatorio trasformazioni Urbane punta il dito contro la mancata presentazione del nuovo Piano strutturale da parte dell’amministrazione. «Questa preoccupante mancanza- interviene...
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LIVORNO. L’Osservatorio trasformazioni Urbane punta il dito contro la mancata presentazione del nuovo Piano strutturale da parte dell’amministrazione. «Questa preoccupante mancanza- interviene Leonardo Bertelli dell’Osservatorio Trasformazioni Urbane- fa riflettere soprattutto dopo l’alluvione che ne ha evidenziato la fragilità». Alla conferenza erano presenti. Daria Faggi, Daniela Bertelli, Tommaso Tocchini, Leonardo Bertelli, Simona Corradini e Marco Dinetti in rappresentanza della Lipu. «Quello di cui la città ha bisogno è la cura ed il rispetto del territorio naturale – spiega Tocchini – di interventi riparatori verso una urbanizzazione gestita sino ad ora con superficialità ed incoscienza». Alcuni rappresentanti dell’Osservatorio raccontano che, in più di due anni di incontri con il sindaco e l’assessore all’urbanistica Aurigi, hanno sottoposto periodicamente questioni politiche capaci di evidenziare l’estrema fragilità del territorio livornese chiedendo una discontinuità con il passato «fortemente annunciata in campagna elettorale- interviene Faggi- che ad oggi non si è ancora minimamente manifestata» .
A tal proposito l’Osservatorio ha proposto 3 punti ai quali la nuova amministrazione, a loro parere, dovrebbe dare ascolto per essere considerata “credibile”. La necessità di sostituire gli indirizzi di piano dati dalla giunta precedente insieme al nuovo incarico a Gregotti- Cagnardi con nuovi indirizzi di piano coerenti con la piattaforma programmatica. La necessità di aprire un capitolo nuovo nella pianificazione sostituendo l’urbanistica partecipata, cioè discussa con la cittadinanza, all’ urbanistica contrattata con portatori di interessi privati. Individuare un luogo di incontro/ confronto che faccia da interfaccia tra governo e cittadinanza come potrebbe essere la Casa della Cultura da integrare con le sedi delle ex Circoscrizioni creando così un “Urban Center”.
«Ad oggi sappiamo che non sono mai stati dati a Cagnardi nuovi indirizzi per il nuovo strumento urbanistico», dice spiega Daria Faggi: «L’architetto dunque ha sino ad oggi lavorato sui vecchi indirizzi e dobbiamo prendere atto che il progetto urbanistico è quasi finito, in assenza della benchè minima reale informazione e di un autentico coinvolgimento da parte della cittadinanza. Dopo il 10 settembre non può più essere tollerato lo stallo e il silenzio riguardo al piano strutturale».
A tal proposito l’Osservatorio ha proposto 3 punti ai quali la nuova amministrazione, a loro parere, dovrebbe dare ascolto per essere considerata “credibile”. La necessità di sostituire gli indirizzi di piano dati dalla giunta precedente insieme al nuovo incarico a Gregotti- Cagnardi con nuovi indirizzi di piano coerenti con la piattaforma programmatica. La necessità di aprire un capitolo nuovo nella pianificazione sostituendo l’urbanistica partecipata, cioè discussa con la cittadinanza, all’ urbanistica contrattata con portatori di interessi privati. Individuare un luogo di incontro/ confronto che faccia da interfaccia tra governo e cittadinanza come potrebbe essere la Casa della Cultura da integrare con le sedi delle ex Circoscrizioni creando così un “Urban Center”.
«Ad oggi sappiamo che non sono mai stati dati a Cagnardi nuovi indirizzi per il nuovo strumento urbanistico», dice spiega Daria Faggi: «L’architetto dunque ha sino ad oggi lavorato sui vecchi indirizzi e dobbiamo prendere atto che il progetto urbanistico è quasi finito, in assenza della benchè minima reale informazione e di un autentico coinvolgimento da parte della cittadinanza. Dopo il 10 settembre non può più essere tollerato lo stallo e il silenzio riguardo al piano strutturale».
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