La protesta
Sos Arcipelago Così la Finanza proteggerà il mare
di Nicolò Cecioni
Accordo tra Ente parco e Fiamme gialle per controllare sia gli accessi nelle zone interdette sia l’inquinamento
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LIVORNO. Le nostre coste e le isole del parco nazionale dell’Arcipelago Toscano da oggi saranno sorvegliate dalla Guardia di finanza di Livorno che, con i mezzi marittimi e, all’occorrenza, con i supporto degli elicotteri della Sezione Aerea della sezione di Pisa, monitoreranno il litorale, evitando che le imbarcazioni ormeggino o vadano a pescare nei luoghi interdetti alla navigazione.
Tutto ciò sarà possibile grazie a un protocollo operativo firmato tra finanza ed Ente Parco per la sorveglianza delle zone di tutela a mare sotto la giurisdizione del Parco stesso. «Utilizzeremo le nostre unità aeree e navali – spiega il colonnello Amedeo Antonucci – dalle basi di Livorno, Portoferraio e Santo Stefano, per effettuare monitoraggio del mare, per contrastare i traffici illeciti. A questa attività di polizia economico/finanziaria che già svolgiamo, aggiungeremo la sorveglianza delle zone marine confinanti con le acque protette dell’Arcipelago. Le isole sono soggette a differenti regimi di accesso e avvicinamento. Giannutri e Pianosa hanno un regime sensibile che necessita di una vigilanza rafforzata per evitare l’approdo di imbarcazioni».
Ente Parco e finanza, dunque, si coordineranno per sanzionare i trasgressori. «Siamo arrivati a questo protocollo – prosegue Stefano Feri, vicepresidente dell’ente – perché il Parco ha necessità di specializzare una tutela e una vigilanza nelle aree marine protette ed è necessario farlo con un corpo importante come la Guardia di finanza. Crediamo sia la soluzione migliore. È l’inizio di un cammino condiviso, questa convenzione a livello nazionale, specializza ancora di più questo compito. Le nostre isole stanno bene, noi come istituto dobbiamo cercare di sistemare le piccole cose che non vanno e il protocollo ha proprio questo obiettivo». Particolare attenzione, infine, alle microplastiche presenti nel nostro mare. «Sono uno dei problemi più evidenti che derivano dall’inquinamento. Abbiamo fatto sensibilizzazione e speso milioni di euro per la pulizia, ma è fondamentale che ci sia qualcuno che controlli».(n.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutto ciò sarà possibile grazie a un protocollo operativo firmato tra finanza ed Ente Parco per la sorveglianza delle zone di tutela a mare sotto la giurisdizione del Parco stesso. «Utilizzeremo le nostre unità aeree e navali – spiega il colonnello Amedeo Antonucci – dalle basi di Livorno, Portoferraio e Santo Stefano, per effettuare monitoraggio del mare, per contrastare i traffici illeciti. A questa attività di polizia economico/finanziaria che già svolgiamo, aggiungeremo la sorveglianza delle zone marine confinanti con le acque protette dell’Arcipelago. Le isole sono soggette a differenti regimi di accesso e avvicinamento. Giannutri e Pianosa hanno un regime sensibile che necessita di una vigilanza rafforzata per evitare l’approdo di imbarcazioni».
Ente Parco e finanza, dunque, si coordineranno per sanzionare i trasgressori. «Siamo arrivati a questo protocollo – prosegue Stefano Feri, vicepresidente dell’ente – perché il Parco ha necessità di specializzare una tutela e una vigilanza nelle aree marine protette ed è necessario farlo con un corpo importante come la Guardia di finanza. Crediamo sia la soluzione migliore. È l’inizio di un cammino condiviso, questa convenzione a livello nazionale, specializza ancora di più questo compito. Le nostre isole stanno bene, noi come istituto dobbiamo cercare di sistemare le piccole cose che non vanno e il protocollo ha proprio questo obiettivo». Particolare attenzione, infine, alle microplastiche presenti nel nostro mare. «Sono uno dei problemi più evidenti che derivano dall’inquinamento. Abbiamo fatto sensibilizzazione e speso milioni di euro per la pulizia, ma è fondamentale che ci sia qualcuno che controlli».(n.c.)
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