Il Tirreno

Livorno

Il coraggio di Livorno

di ALESSANDRO GUARDUCCI
Il coraggio di Livorno

La ricostruzione in dieci fotografie, per non dimenticare mai quella notte

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Livorno, un mese fa, è ancora in vacanza. Le scuole non hanno ripreso le lezioni e gli stabilimenti balneari sono sempre aperti. Sembra un giorno come tutti gli altri quel sabato 9 settembre 2017. Anzi no, c’è qualcosa di diverso, c’è qualcosa che non va. A Livorno, di solito, il 9 settembre ci si gode ancora il mare, tuffandosi nell’acqua che il sole estivo ha riscaldato, prolungando ancora la tintarella e trascorrendo la serata in qualche locale sul lungomare.

L’autunno a Livorno appare abitualmente lontano, ma non in quel 9 settembre 2017. Il cielo è infatti grigio e le nubi sono basse e minacciose, quasi volessero schiacciare la città. C’è anche un allarme meteo arancione (fenomeni moderatamente forti) diramato dalla Protezione civile regionale e subito amplificato da quella comunale. Ma nessuno ci fa caso più di tanto. Né gli addetti alla sicurezza e all’emergenza (non scatta neppure l’allerta telefonica ai cittadini) né tanto meno i livornesi. Che vuoi che sia, si pensa, del resto anche il fine settimana precedente c’era stata una analoga allerta ma non era successo nulla. Anzi, la domenica era perfino uscito il sole e c’era chi si era divertito a scattare selfie e a pubblicarli su facebook per farsi beffa del cattivo tempo che era stato annunciato e che non era arrivato. E poi le previsioni del tempo dicono che se pioverà, magari forte, lo farà la mattina di domenica 10 settembre tra le 8 e le 13. Dunque, perché preoccuparsi?

E invece, stavolta, c’è da preoccuparsi eccome: su Livorno, di lì a poco, si sarebbe scatenata una tempesta di pioggia, fulmini e vento che non ha uguali negli ultimi decenni della storia della città (cadranno infatti 175 millimetri di acqua in centro e ben 256 in collina, dei quali 210 tra le 1. 45 e le 3. 45. Più della quantità di pioggia registrata a Livorno nei precedenti otto mesi). Quella drammatica notte tra il 9 e il 10 settembre, lascerà dietro di sé danni per decine e decine di milioni di euro e nove morti: Simone 37 anni, Glenda 36 anni, Filippo 4 anni, Roberto 65 anni, Martina 34 anni, Matteo 22 anni, Roberto 74 anni, Gianfranco 67 anni, Raimondo 70 anni. È il tragico bilancio dell’alluvione di Livorno.

Quella malanotte ha cambiato la città e ha segnato profondamente i livornesi. E nulla, dopo quella malanotte, potrà essere uguale a prima. Ma si deve trovare la forza per andare avanti, per ricostruire ciò che è stato distrutto e, soprattutto, per impegnarsi a rendere più sicura la nostra Livorno. Perché il pericolo più grande è che gli enti e le istituzioni, dopo le lacrime e l’emozione, si dimentichino di questa tragedia lasciando le cose così come stanno. Dobbiamo impedire che ciò possa accadere e il Tirreno si prende un impegno civile – prima ancora che professionale – verso tutti i livornesi: continuare a ricordare sulle sue pagine ciò che è successo per non dimenticare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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