Gioco
Ex operai senza ammortizzatori, il mistero dei soldi bloccati da mesi
Ora sul piede di guerra anche i sindacati regionali: «C’è un muro di gomma». Nel mirino i vertici Inps Zannotti: entro fine anno nella nostra provincia 3.500 famiglie rimarranno prive di ogni reddito
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Dev’esser caduta la maledizione della burocrazia su quei 30 milioni di euro destinati in gran parte ai lavoratori di Livorno e Piombino che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. A nulla sono valse finora le sollecitazioni che, una settimana dopo l’altra, un mese dopo l’altro, i sindacati e la Regione hanno rivolto al governo per far sì che questa situazione incredibile si sblocchi: «In ballo – afferma Fabrizio Zannotti, leader della Cgil livornese – è il fatto che a livello provinciale entro fine anno 3.500 famiglie si ritroveranno senza niente, anzi mille di esse sono già precipitate in quest’incubo. E non è tutto: si arriva a quota 9mila se allarghiamo lo sguardo a chi non avrà più nessun ombrello di protezione nella prima parte del prossimo anno».
Adesso scendono in campo anche i vertici dei sindacati confederali a livello regionale: Riccardo Cerza, numero uno della Cisl toscana, prendendo la palla al balzo a margine della presentazione della mobilitazione del 14 ottobre per la manovra, dice chiaro e tondo che il via libera all’erogazione da parte dell’Inps non è arrivato è stato «bloccato dall’alto: un muro di gomma che non si riesce ad abbattere». Zannotti parla di “giro delle sette chiese” «fatto già cento volte...».
Non sono saltate fuori molte speranze di farci qualcosa neanche nel faccia a faccia che le organizzazioni dei lavoratori hanno avuto con deputati e senatori del territorio: «Su questo tema abbiamo notato una certa rassegnazione da parte dei parlamentari», ammette Annalisa Nocentini, che guida la Uil Toscana.
A puntare il dito contro i vertici dell’Inps è Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil regionale: «L’Inps, lo dico a titolo personale, viene gestito come una cosa propria del presidente dell'Inps: capisco che avesse delle ambizioni, ma c’è un problema di governance dell’istituto».
Stiamo parlando di 500 euro al mese per sei mesi legati alla frequenza a un corso di riqualificazione, mica della soluzione di tutti i problemi. Anzi,m dal quartier generale della Camera del lavoro livornese fanno rilevare che manca la contribuzione pensionistica e crea a cascata qualche altro problema di gestione. «Meglio comunque che nulla, visto che l’alternativa non è qualcosa di migliorabile bensì lo zero assoluto», è la sottolineatura sarcastica.
Del resto, già in precedenza non sono mancati problemi paradossali su questo fronte: basti pensare – ribadisce Zannotti – che, da un lato, si crea uno strumento per spingere i lavoratori alla riqualificazione e, dall’altro, quando qualcuno ha poi lavorato anche per pochi giorni si è visto togliere tutto come se avesse risolto i propri problemi occupazionali.
«Al presente – tiene a rimacarcare il dirigente sindacale – da Roma continuano a dirci che si tratta di tempi tecnici: c’è l’intesa fra governo e Regione per rimettere in circolo questi soldi recuperati nelle pieghe di fondi non utilizzati, basta solo aspettare che l’Inps certifichi con esattezza l’importo. Ma poi questa firma non arriva oggi e nemmeno domani o dopodomani: eppure non c’è una sola riga di qualcuno che dica che no, questa strada è impossibile». Intanto, il 18 i metalmeccanici di Piombino andranno a farsi sentire a Roma: anche la pazienza ha un limite.
Mauro Zucchelli
Adesso scendono in campo anche i vertici dei sindacati confederali a livello regionale: Riccardo Cerza, numero uno della Cisl toscana, prendendo la palla al balzo a margine della presentazione della mobilitazione del 14 ottobre per la manovra, dice chiaro e tondo che il via libera all’erogazione da parte dell’Inps non è arrivato è stato «bloccato dall’alto: un muro di gomma che non si riesce ad abbattere». Zannotti parla di “giro delle sette chiese” «fatto già cento volte...».
Non sono saltate fuori molte speranze di farci qualcosa neanche nel faccia a faccia che le organizzazioni dei lavoratori hanno avuto con deputati e senatori del territorio: «Su questo tema abbiamo notato una certa rassegnazione da parte dei parlamentari», ammette Annalisa Nocentini, che guida la Uil Toscana.
A puntare il dito contro i vertici dell’Inps è Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil regionale: «L’Inps, lo dico a titolo personale, viene gestito come una cosa propria del presidente dell'Inps: capisco che avesse delle ambizioni, ma c’è un problema di governance dell’istituto».
Stiamo parlando di 500 euro al mese per sei mesi legati alla frequenza a un corso di riqualificazione, mica della soluzione di tutti i problemi. Anzi,m dal quartier generale della Camera del lavoro livornese fanno rilevare che manca la contribuzione pensionistica e crea a cascata qualche altro problema di gestione. «Meglio comunque che nulla, visto che l’alternativa non è qualcosa di migliorabile bensì lo zero assoluto», è la sottolineatura sarcastica.
Del resto, già in precedenza non sono mancati problemi paradossali su questo fronte: basti pensare – ribadisce Zannotti – che, da un lato, si crea uno strumento per spingere i lavoratori alla riqualificazione e, dall’altro, quando qualcuno ha poi lavorato anche per pochi giorni si è visto togliere tutto come se avesse risolto i propri problemi occupazionali.
«Al presente – tiene a rimacarcare il dirigente sindacale – da Roma continuano a dirci che si tratta di tempi tecnici: c’è l’intesa fra governo e Regione per rimettere in circolo questi soldi recuperati nelle pieghe di fondi non utilizzati, basta solo aspettare che l’Inps certifichi con esattezza l’importo. Ma poi questa firma non arriva oggi e nemmeno domani o dopodomani: eppure non c’è una sola riga di qualcuno che dica che no, questa strada è impossibile». Intanto, il 18 i metalmeccanici di Piombino andranno a farsi sentire a Roma: anche la pazienza ha un limite.
Mauro Zucchelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google