Il Tirreno

Livorno

Tutta Italia fa il tifo per il nostro trenino

di Nicolò Cecioni
Tutta Italia fa il tifo per il nostro trenino

L’appello di centinaia di pellegrini: riapritelo presto

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LIVORNO. «A Pisa la conosciamo benissimo la funicolare. È tradizione che a cento giorni dall'esame di maturità i ragazzi delle quinte vengano a Montenero e salgano in cima proprio con la funicolare. Speriamo che la sistemino velocemente, magari in tempo per i prossimi “cento giorni”». Ieri mattina si è svolto il decimo pellegrinaggio al Santuario organizzato dal coordinamento Benedetto XVI e in piazza delle carrozze si sono ritrovati circa un centinaio di fedeli arrivati per l'occasione un po' da tutta la Toscana e anche da varie parti d'Italia. Si festeggiavano, infatti, i 10 anni dalla nuova istituzione della messa in latino e, dal 2008 in poi, ogni anno va in scena questo pellegrinaggio per celebrare la Madonna di Montenero. «Noi pisani – ha chiuso Alice Loria – veniamo spesso qui e salire sulla funicolare è un rito». Il santuario è conosciuto anche in Sardegna.

«Ormai mi sono trasferita in Toscana – racconta Angela Porcu – ma Montenero è molto famoso anche nella mia terra. Così come la funicolare. È un vero peccato che sia chiusa, non solo dal punto di vista simbolico, ma soprattutto per la funzionalità e l'utilità. Questo blocco ha creato un grosso disagio per tante persone, non tutti hanno la patente o guidano la macchina. Qui si arriva in autobus e su si deve andare a piedi». In realtà ieri mattina tutti sono andati a piedi, perché il pellegrinaggio lo prevede, però a scendere molti si sarebbero voluti gustare un bel giro sulla funicolare. Uno di questi è don Joseph Luzuy, dell'Istituto Cristo Re, che ha organizzato l'incontro. «Ovviamente all'andata andiamo a piedi, ma a scendere sarei montato volentieri lì sopra. È un vero peccato che sia chiusa. Il nostro intento, comunque, è quello di pregare per la città che in questi giorni ha sofferto tanto. In occasione del decimo pellegrinaggio, ci rivolgiamo a Maria per chiederle che catastrofi del genere non accadano più».

La funicolare è un simbolo per tutti i toscani. «Sono di Lucca – racconta Giulio Danteguerra – e quando ho letto che era stata chiusa in seguito ai danni dell'alluvione mi sono molto rammaricato. Sono stato anche a Orvieto, dove c'è un'altra funicolare. Quella, però, non è elettrica come a Livorno, ma funziona con due cassoni d'acqua che si riempiono e si svuotano a seconda che la carrozza scende o sale».

Il fascino di Montenero, però, va ben al di là della nostra regione. «Siamo dell'associazione Beato Ottaviano di Savona – spiegano Rita Bettaglio, Paola Risiglione e Lorenzo Bocci – ed è il secondo anno che veniamo a questo pellegrinaggio. La Madonna di Montenero è famosa in tutta la Liguria e l'anno scorso abbiamo preso la funicolare. Siamo partiti prestissimo stamani per essere qui perché volevamo essere presenti. Siamo dispiaciuti per quello che è accaduto a Livorno e noi liguri questi disastri purtroppo li conosciamo bene. Pregheremo per la vostra città».

«Io non l'ho mai presa la funicolare – aggiunge Riccardo Di Mida – ma a Pomarance la conosciamo tutti. È uno dei simboli di Livorno. Siamo qui per devozione verso la Madonna e per essere vicini alla vostra città». Riccardo è arrivato a Montenero accompagnato da Maria Puppi, la sua ragazza che è nata a Ostuni. «Non sono mai venuta qui e non sapevo che esistesse la funicolare. Peccato che è chiusa, sennò magari l'avremmo presa al ritorno».

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