Sicurezza
Bambini e vaccini, irregolare uno su dieci ai nidi e alle materne
Livorno, ecco gli elenchi parziali delle scuole esaminati dall’Asl. Tra 0 e 6 anni ci sono 5200 iscritti, analizzati al momento 1000 profili
LIVORNO. Più di un bambino su dieci non risulta essere vaccinato al nido e alla scuola materna. «Abbiamo appena finito di esaminare gli elenchi dei piccoli che frequentano gli asili nido e le materne e adesso stiamo procedendo sugli studenti più grandi». C’è un gran da fare negli uffici e negli ambulatori della Asl: a fare il punto sulla questione controlli e obbligo vaccinale (esavalente e quadrivalente) su una popolazione scolastica (0-16 anni) di oltre 20mila studenti è Alberto Tomasi, responsabile del dipartimento della prevenzione per l’Asl Nord Ovest.
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Seppur parziali, già alcuni dati emergono da un primo screaning dell’azienda sanitaria rispetto ai bambini che ad oggi non risultano in regola. Dati parziali che fanno riflettere, se si pensa alla soglia di sicurezza minima per la copertura dei vaccini raccomandata dall’organizzazione mondiale della Sanità pari al 95% (per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge).
PIÙ DI UN BAMBINO SU DIECI IRREGOLARE. I primi dati emersi sono quelli legati ai bambini che frequentano materne comunali e nidi privati (sei strutture): si parla di quasi mille baby (995 per la precisione), su una popolazione scolastica 0-6 che conta 5200 iscritti (1200 al nido e 4000 alla materna). Sono i piccoli, per capirci, che ad oggi – salvo nuove evoluzioni normative – a marzo rischiano di essere esclusi dall’asilo, che non è considerata scuola dell’obbligo. Rispetto ai dati disponibili fino ad ora, emerge un 12% di irregolari per le scuole dell’infanzia comunali. Il dato si alza al 13. 5% per i baby da zero a tre anni. In soldoni più di un bambino su dieci non risulta essere vaccinato.
IL SINDACO-PORTAVOCE. È direttamente il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, a farsi portavoce dei dubbi delle famiglie contrarie all’obbligo vaccinale. Lo fa all’interno del dibattito organizzato dal giornale Il Tirreno l’altro ieri: «Quello che mi chiedo è se l’obbligatorietà vaccinale introdotta dalla legge Lorenzin abbia risolto il problema, oppure abbia aumentato la distanza nel dibattito tra chi è pro e chi è contro. Noto che uno dei problemi principali è quello della comunicazione, le famiglie hanno bisogno di essere rassicurate». Sia lui che la collega Stella Sorgente sottolineano che in Comune stanno arrivando esposti di famiglie livornesi contro l’obbligo vaccinale. «Mi metto a disposizione di queste persone, per confrontarsi se hanno bisogno, anche insieme alla provveditrice: la comunicazione e l’ascolto stanno alla base di tutto».
LETTERE ALLE FAMIGLIE. Alberto Tomasi scandisce quel che sarà, da qui al 10 marzo, termine ultimo del percorso di verifica alla conclusione del quale si deciderà la sorte degli studenti irregolari: sanzione e esclusione dalle strutture per l’infanzia. «È fondamentale questa fase di controllo, verifica e sollecito, perché il dato potrebbe cambiare: magari un bambino è in regola, ma il dato non è stato registrato – premette – Detto questo tra gli inadempienti, ci sono molte persone che non sono in regola per dimenticanza». Alle famiglie fuori regola la Asl sta inviando lettere di sollecito. C’è tempo fino a marzo per regolarizzare.
AMBULATORI EXTRA. «Stiamo ricevendo come Asl un sacco di telefonate con richiesta di colloquio dalle famiglie cosiddette indecise: stiamo valutando di fare in questo periodo degli ambulatori extra per questo – e aggiunge – Comunque i dubbiosi, davanti alla normativa, decidono nella grande maggioranza dei casi di vaccinare il figlio».
Rispetto alla questione degli esposti, anche la Asl ne sta ricevendo: «Arrivano lettere lunghissime di avvocati su mandato di famiglie contrarie all’obbligo vaccinale: si contesta la questione privacy e si cercano espedienti per ritardare l’applicazione della legge».
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