Il Tirreno

Livorno

Quarantamila euro di droga in casa, arrestati marito e moglie: ecco chi sono

di Federico Lazzotti
Il cofanetto a forma di cuore pieno di cime di marijuana che la coppia di spacciatori aveva in casa
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Il cofanetto a forma di cuore pieno di cime di marijuana che la coppia di spacciatori aveva in casa

Livorno, la maggior parte della marijuana era nascosta nel controsoffitto dell’abitazione. Accertamenti sull’attività di spaccio della donna: lavorava in una scuola privata 

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LIVORNO. La polizia ha trovato la sintesi del loro rapporto in un cofanetto a forma di cuore che la coppia teneva in salotto. All’interno diverse cime di marijuana che molto probabilmente marito e moglie consumavano insieme attingendo dalla parte, molto più sostanziosa, destinata al commercio. Sotto al coperchio una scritta fatta con un pennarello nero: «Fuma bene/fuma sano/fuma solo pakistano».

Ma più dell’hashish, la specialità di Samuele Balena, 35 anni, e Manuela Cecchi, 38, era il commercio di marijuana. Gli agenti della squadra mobile ne hanno sequestrati sette chili e mezzo all’interno della loro abitazione di via delle Vele, la stradina che da via dei Cavalletti – tra Borgo Cappuccini e il porto – sbuca sugli scali Novi Lena. A pochi metri da piazza Mazzini dove i coniugi sono stati fermati giovedì pomeriggio intorno alle 17 per un semplice controllo. «Addosso avevano pochi grammi – spiegano dalla Questura – l’uomo una ventina, la moglie poco meno della metà. Il grosso era invece nascosto a casa, diviso in sacchi neri della spazzatura».

I poliziotti hanno trovato la droga disseminata per tutto l’appartamento: in camera da letto, salotto, cucina, in cantina. Ma la sorpresa è arrivata quando gli agenti stavano per lasciare l’appartamento al termine della perquisizione. Uno degli investigatori ha notato sul soffitto una botola, ha preso una scala e ha aperto quello che si è poi rivelato l’ingresso del nascondiglio dove la coppia teneva la maggior parte del loro tesoro. In quel pertugio, infatti, erano conservati altri due sacchi di marijuana, per un peso complessivo di cinque chili e mezzo.

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Marito e moglie da giovedì 5 ottobre si trovano in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio: la donna nella sezione femminile del Don Bosco di Pisa, mentre l’uomo già arrestato nel 2006 con uncarico di quasi 500 chili di hashish provenieti dalla Spagna, e alle Sughere. I due, difesi dall’avvocato Mario Maggiolo, questa mattina compariranno davanti al giudice per la convalida dell’arresto. Ma intanto le indagini della squadra mobile, coordinate dalla pubblico ministero di turno Fiorenza Marrara, vanno avanti. Anche perché sono molti, ancora, i punti da chiarire.

A cominciare dagli acquirenti della droga. Anche perché la donna – come hanno accertato gli investigatori – è titolare di una ditta di pulizia che lavora per una scuola superiore privata. E il sospetto di chi indaga è che la trentottenne possa aver sfruttato questo ruolo per incrementare la sua attività illecita. «Per il momento – spiega il capo della squadra mobile Salvatore Blasco – stiamo facendo degli accertamenti».

Oltre alla droga i poliziotti hanno sequestrato anche i telefonini a marito e moglie. La speranza è che analizzando gli smartphone, in particolare le chiamate inviate e ricevute e i messaggi, sia possibile ricostruire la rete dello spaccio attorno ai coniugi. Perché una cosa – conferma anche chi indaga – è certa: vista la quantità a disposizione della coppia, il loro ruolo era di vertice nello spaccio di marijuana al dettaglio in città. Anche perché i sette chili e mezzo trovati, che rappresentano uno dei maggiori sequestri degli ultimi mesi in città, avrebbero garantito sul mercato un guadagno pari a quasi 40mila euro. «Questa operazione – prosegue Blasco – si inserisce in quel progetto di intensificazioni dei controlli del territorio anche attraverso agenti in borghese. In ogni caso – va avanti – è sempre più importante la collaborazione dei cittadini che attraverso le loro segnalazioni possono aiutare concretamente le forze dell’ordine.

 

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