Il Tirreno

Livorno

«Buoni acquisto da dare agli alluvionati»

«Buoni acquisto da dare agli alluvionati»

Il presidente: stiamo vendendo quel che è rimasto, il ricavato andrà alle nostre famiglie del quartiere 

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LIVORNO. «Tanti sono i generi alimentari accumulati durante l’emergenza che nessuno è venuto a ritirare: stiamo facendo dei pacchi da dare ai cittadini, ognuno al costo di 10 euro, e il ricavato andrà alle famiglie di Salviano e dintorni alluvionate». Fabio Altini è il presidente del circolo arci Carli Salviano. Va orgoglioso del lavoro del “suo” circolo e della Casa del Popolo durante l’emergenza alluvione.

In modo del tutto spontaneo intorno a quelle “quattro mura” nate nei primi anni Settanta si è formato un esercito di volontari che subito si è messo a disposizione di chi ha perso tutto, o quasi. «In quei giorni sfornavamo qualcosa come cinquecento pasti al giorno per tutte quelle persone maggiormente colpite dall’alluvione». Ognuno «in quei giorni devastanti», ricorda Altini aveva un compito. C’era chi gestiva la distribuzione del materiale raccolto, chi era addetto alla cucina e pensava a sfornare piatti caldi. «Abbiamo fatto una grandissima raccolta di generi alimentari e di vestiti: sono arrivati anche dalla Sardegna, da Prato, da Pistoia e ovviamente i livornesi hanno dimostrato un grande cuore».

Altini ricorda la telefonata di Massimiliano Allegri, l’allenatore della Juventus che ha chiamato il circolo per sapere di che cosa c’era bisogno. «Allegri da ragazzo ha giocato nel Carli Salviano a cui è rimasto molto legato: ha saputo che l’alluvione aveva danneggiato i nostri impianti sportivi e quindi ha telefonato». In questi giorni, quindi, il circolo si sta impegnando nella vendita di pacchi alimentari (quel che è rimasto delle donazioni): l’obiettivo è raccogliere soldi per le famiglie alluvionate di Salviano e dintorni.

E Fabio Altini, insieme a tutto il gruppo, ha pensato anche a questo. A fare un censimento delle persone che hanno perso tutto. «Tre persone del circolo stanno facendo questo censimento: consideriamo chi ha perso mobili, abbigliamento, mezzi, elettrodomestici. Quello che faremo è non dare a queste persone contanti, bensì buoni mirati per acquistare quello che è andato perso».

La parola d’ordine è ricostruire. Tornare alla normalità. «Se nessuno ci chiede i vestiti, quelli che sono rimasti al circolo li daremo alla Caritas». Sulla riapertura della strada: «Dico che al momento in cui i lavori finiscono, dovrà essere riaperta, ma questa emergenza ha messo in evidenza ancor di più il fatto che è quanto mai necessaria la bretella».

Francesca Suggi

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