Gioco
«Nuovo palazzo di giustizia» Nogarin incontra il ministro
Il sindaco da Orlando per realizzare un tribunale unico per civile e penale «Alla città serve un nuovo spazio, confronto positivo, andiamo avanti»
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LIVORNO. È il primo passo formale fuori dai confini della città, dopo che a primavera – come anticipato dal Tirreno – il sindaco aveva incontrato i rappresentanti dell’ordine degli avvocati e del mondo della giustizia: ieri Filippo Nogarin si è visto a Roma con il ministro Andrea Orlando per parlare della costruzione del nuovo palazzo di giustizia della città. Un nuovo tribunale, insomma, dove riunire la sezione penale di via Falcone e Borsellino, dove ha sede la Procura, e la sezione civile ingabbiata dietro le infinite impalcature di via de Larderel. Un’ipotesi che negli anni passati era già rimbalzata in città, senza però mai trovare soluzione.
«Abbiamo parlato del progetto del nuovo palazzo di giustizia», palazzo che «Livorno merita» per «dare una risposta idonea sia alla parte civile che alla parte penale», conferma il sindaco al termine del faccia a faccia con il guardasigilli: «Stiamo predisponendo una conferenza dei servizi, il riscontro è stato positivo, andiamo avanti».
I due si sono visti nel primo pomeriggio nella capitale, dove Nogarin (come raccontiamo a pagina 7) ha poi incontrato i vertici della protezione civile nazionale per parlare della fase post-alluvione. Sul tavolo dell’incontro con Orlando anche i problemi del carcere delle Sughere e l’isola-carcere di Gorgona. Partendo appunto dal progetto del nuovo tribunale.
Riunire in un’unica struttura le due sezioni permetterebbe di liberare gli storici palazzi del centro che per anni sono stati “prestati” alla macchina della giustizia nonostante i tanti problemi strutturali e logistici, come raccontano le impalcature senza fine in via de Larderel.
«Gli avvocati e tutti coloro che ruotano intorno al mondo della giustizia – ripete Nogarin – meritano di lavorare in spazi migliori. Poi ci sono problemi oggettivi come quelli della viabilità, del parcheggio. È doveroso trovare una soluzione».
Si sa che il Comune sta lavorando da mesi all’ipotesi di una nuova area. Nel verbale che avevamo pubblicato il 10 maggio scorso dopo alcuni incontri tra Comune, ordine degli avvocati e rappresentanti del mondo della giustizia, si parlava di due possibili localizzazioni: nella zona del Picchianti e lungo il viale Boccaccio (ma su questa seconda ipotesi Nogarin si era mostrato da subito più perplesso). Sul grande spazio che l’amministrazione avrebbe già individuato, oggi il sindaco non vuole aggiungere molto («stiamo predisponendo il lavoro per la conferenza dei servizi, è prematuro»), ma sottolinea che «il ministro si mostrato interessato, è un dato significativo, ora c’è da costruire quello che sta intorno».
Juna Goti
«Abbiamo parlato del progetto del nuovo palazzo di giustizia», palazzo che «Livorno merita» per «dare una risposta idonea sia alla parte civile che alla parte penale», conferma il sindaco al termine del faccia a faccia con il guardasigilli: «Stiamo predisponendo una conferenza dei servizi, il riscontro è stato positivo, andiamo avanti».
I due si sono visti nel primo pomeriggio nella capitale, dove Nogarin (come raccontiamo a pagina 7) ha poi incontrato i vertici della protezione civile nazionale per parlare della fase post-alluvione. Sul tavolo dell’incontro con Orlando anche i problemi del carcere delle Sughere e l’isola-carcere di Gorgona. Partendo appunto dal progetto del nuovo tribunale.
Riunire in un’unica struttura le due sezioni permetterebbe di liberare gli storici palazzi del centro che per anni sono stati “prestati” alla macchina della giustizia nonostante i tanti problemi strutturali e logistici, come raccontano le impalcature senza fine in via de Larderel.
«Gli avvocati e tutti coloro che ruotano intorno al mondo della giustizia – ripete Nogarin – meritano di lavorare in spazi migliori. Poi ci sono problemi oggettivi come quelli della viabilità, del parcheggio. È doveroso trovare una soluzione».
Si sa che il Comune sta lavorando da mesi all’ipotesi di una nuova area. Nel verbale che avevamo pubblicato il 10 maggio scorso dopo alcuni incontri tra Comune, ordine degli avvocati e rappresentanti del mondo della giustizia, si parlava di due possibili localizzazioni: nella zona del Picchianti e lungo il viale Boccaccio (ma su questa seconda ipotesi Nogarin si era mostrato da subito più perplesso). Sul grande spazio che l’amministrazione avrebbe già individuato, oggi il sindaco non vuole aggiungere molto («stiamo predisponendo il lavoro per la conferenza dei servizi, è prematuro»), ma sottolinea che «il ministro si mostrato interessato, è un dato significativo, ora c’è da costruire quello che sta intorno».
Juna Goti
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