Gioco
A Bruxelles il bando di gara per le nuove difese del porto
di Giulio Corsi
Riparte l’iter per il maxi-terminal: verso l’assegnazione del progetto delle dighe Entro metà 2018 via ai lavori della parte pubblica che dureranno 42 mesi
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LIVORNO. Dopo la rivisitazione del piano-Gallanti, il percorso che dovrà portare all’ampliamento a mare del porto si è rimesso in moto: ieri è stato trasmesso all’Unione Europea il bando che servirà ad assegnare l’incarico della progettazione della parte pubblica della Darsena Europa fase-uno, per la realizzazione delle opere marittime di difesa e dei dragaggi.
La fase-uno è quella che prevede la costruzione del maxi terminal contenitori in 5 anni, costruito sulle vasche di colmata con una super banchina lunga 1200 metri e fondali a 20 metri di profondità.
LE NUOVE OPERE DI PROTEZIONE. Nella progettazione bandita ieri troveranno spazio interventi come la demolizione della diga della Meloria e la realizzazione della nuova diga ad andamento curvilineo che la sostituirà. Sono previsti inoltre i lavori per realizzare la diga foranea Nord e le nuove opere di protezione dal moto ondoso della banchina operativa del futuro terminal contenitori. A completare il quadro ci sono la progettazione del canale di accesso alla nuova area portuale, quella del bacino di evoluzione con un diametro di 600 metri, e le attività di dragaggio necessarie a mettere in comunicazione le aree portuali attuali con il nuovo bacino.
ROSSI: AVVIO DEI LAVORI PUBBLICI ENTRO METÀ 2018. La gara per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria, che verrà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevede un importo complessivo a base d’asta di tre milioni.
Lo scadenzario che il presidente della Regione Enrico Rossi aveva annunciato, per adesso è stato rispettato. I prossimi step previsti dal governatore - decisamente ambiziosi - ora prevedono il progetto esecutivo entro l'anno e l’avvio dei lavori «entro la metà del 2018». Da quel momento, per la parte pubblica, serviranno 42 mesi, dunque tre anni e mezzo.
Nel frattempo ieri Rossi è tornato a chiedere il cronoprogramma con i tempi di realizzazione dello scavalco ferroviario: «Invierò una lettera all’amministratore delegato di Rete ferroviaria per sollecitarne l’invio - ha detto ieri -. A Gentile chiederò anche di firmare, insieme alla Toscana e all’Emilia, un protocollo d’intesa legato alla realizzazione dell’ampliamento delle gallerie della direttissima ferroviaria tra Prato e Bologna, rispetto al quale ho avuto da lui ampie rassicurazioni circa l’avvio dei lavori».
LA FASE UNO. Se il primo progetto - il cui bando è stato azzerato, dopo essere rimasto a lungo allo stato di esplorazione a caccia di manifestazioni d’interesse - prevedeva che le vasche di colmata fossero solo la radice del grande terminal contenitori, adesso saranno proprio le vasche il vero e terminal e sul loro lato mare nascerà la banchina di 1200 metri. Il terminal avrà una capacità di 1,6 milioni di teu. Il costo previsto è di 662 milioni - rispetto agli 882 del progetto originario -, di cui 195 per l’allestimento del terminal.
Il materiale dragato all’interno del nuovo porto - protetto da 4 moli - verrà depositato sul lato nord ovest della Darsena. E rappresenterà la base per il nuovo terminal delle autostrade del mare, previsto nella fase-2.
LE FASI DUE E TRE. Nella seconda fase - con il nuovo terminal contenitori già operativo - è prevista la nascita del polo dei ro-ro. Con un maxi-piazzale creato sull’area deposito dei sedimenti e tre denti da 290 metri che saranno i pontili dei ro-ro. Infine la terza fase - i cui tempi sono ancora da definire - prevederebbe un ulteriore ampliamento del terminal contenitori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La fase-uno è quella che prevede la costruzione del maxi terminal contenitori in 5 anni, costruito sulle vasche di colmata con una super banchina lunga 1200 metri e fondali a 20 metri di profondità.
LE NUOVE OPERE DI PROTEZIONE. Nella progettazione bandita ieri troveranno spazio interventi come la demolizione della diga della Meloria e la realizzazione della nuova diga ad andamento curvilineo che la sostituirà. Sono previsti inoltre i lavori per realizzare la diga foranea Nord e le nuove opere di protezione dal moto ondoso della banchina operativa del futuro terminal contenitori. A completare il quadro ci sono la progettazione del canale di accesso alla nuova area portuale, quella del bacino di evoluzione con un diametro di 600 metri, e le attività di dragaggio necessarie a mettere in comunicazione le aree portuali attuali con il nuovo bacino.
ROSSI: AVVIO DEI LAVORI PUBBLICI ENTRO METÀ 2018. La gara per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria, che verrà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevede un importo complessivo a base d’asta di tre milioni.
Lo scadenzario che il presidente della Regione Enrico Rossi aveva annunciato, per adesso è stato rispettato. I prossimi step previsti dal governatore - decisamente ambiziosi - ora prevedono il progetto esecutivo entro l'anno e l’avvio dei lavori «entro la metà del 2018». Da quel momento, per la parte pubblica, serviranno 42 mesi, dunque tre anni e mezzo.
Nel frattempo ieri Rossi è tornato a chiedere il cronoprogramma con i tempi di realizzazione dello scavalco ferroviario: «Invierò una lettera all’amministratore delegato di Rete ferroviaria per sollecitarne l’invio - ha detto ieri -. A Gentile chiederò anche di firmare, insieme alla Toscana e all’Emilia, un protocollo d’intesa legato alla realizzazione dell’ampliamento delle gallerie della direttissima ferroviaria tra Prato e Bologna, rispetto al quale ho avuto da lui ampie rassicurazioni circa l’avvio dei lavori».
LA FASE UNO. Se il primo progetto - il cui bando è stato azzerato, dopo essere rimasto a lungo allo stato di esplorazione a caccia di manifestazioni d’interesse - prevedeva che le vasche di colmata fossero solo la radice del grande terminal contenitori, adesso saranno proprio le vasche il vero e terminal e sul loro lato mare nascerà la banchina di 1200 metri. Il terminal avrà una capacità di 1,6 milioni di teu. Il costo previsto è di 662 milioni - rispetto agli 882 del progetto originario -, di cui 195 per l’allestimento del terminal.
Il materiale dragato all’interno del nuovo porto - protetto da 4 moli - verrà depositato sul lato nord ovest della Darsena. E rappresenterà la base per il nuovo terminal delle autostrade del mare, previsto nella fase-2.
LE FASI DUE E TRE. Nella seconda fase - con il nuovo terminal contenitori già operativo - è prevista la nascita del polo dei ro-ro. Con un maxi-piazzale creato sull’area deposito dei sedimenti e tre denti da 290 metri che saranno i pontili dei ro-ro. Infine la terza fase - i cui tempi sono ancora da definire - prevederebbe un ulteriore ampliamento del terminal contenitori.
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