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Trovato morto in casa dopo una settimana: l’allarme dai vicini
Giuseppe Forceri aveva 63 anni e viveva in via Bikonacki Il corpo era in un avanzato stato di decomposizione
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LIVORNO. La tragedia della solitudine. Il corpo senza vita di Giuseppe Forceri, 63 anni, livornese, è stato trovato all’interno della sua abitazione a distanza di diversi giorni dal decesso, che risalirebbe ad almeno una settimana fa. Sono stati i condomini del palazzo in cui abitava, al civico 3 di via Bikonacki nel quartiere della Rosa, a lanciare l’allarme per via del cattivo odore che sentivano per le scale dell’edificio e per il fatto che non lo vedevano da tanti, troppi giorni. Così, intorno alle 16,30 di ieri pomeriggio, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco sul posto: hanno aperto l’appartamento del 63enne al sesto piano e all’interno hanno trovato il corpo di Forceri in un avanzato stato di decomposizione. «Era praticamente irriconoscibile», ripete chi è intervenuto ieri pomeriggio in quell’abitazione e si è ritrovato il cadavere davanti agli occhi.
A causare la morte, secondo quanto raccolto nelle ultime ore, sarebbe stato un malore che si è rivelato poi fatale: Forceri, che era nato nel 1954 e viveva da solo in quell’appartamento alla Rosa, lottava da tempo contro una tremenda malattia e le sue condizioni di salute si erano aggravate nell’ultimo periodo. In via Bikonacki, pochi minuti dopo l’intervento dei vigili del fuoco nell’abitazione, sono arrivati anche gli agenti della polizia di Stato e gli uomini della scientifica per i rilievi, oltre al medico legale e al magistrato per l’autorizzazione alla rimozione della salma. Il 63enne lascia una sorella, rintracciata poco dopo dal personale della questura per informarla di quanto accaduto.
Gianni Tacchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A causare la morte, secondo quanto raccolto nelle ultime ore, sarebbe stato un malore che si è rivelato poi fatale: Forceri, che era nato nel 1954 e viveva da solo in quell’appartamento alla Rosa, lottava da tempo contro una tremenda malattia e le sue condizioni di salute si erano aggravate nell’ultimo periodo. In via Bikonacki, pochi minuti dopo l’intervento dei vigili del fuoco nell’abitazione, sono arrivati anche gli agenti della polizia di Stato e gli uomini della scientifica per i rilievi, oltre al medico legale e al magistrato per l’autorizzazione alla rimozione della salma. Il 63enne lascia una sorella, rintracciata poco dopo dal personale della questura per informarla di quanto accaduto.
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