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Livorno

Studenti a teatro vanno a scuola di legalità

Studenti a teatro vanno a scuola di legalità

Livorno, appuntamento mercoledì 4 ottobre alle 10 ai 4 Mori con l’iniziativa contro la contraffazione di merci e prodotti

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LIVORNO . “Tutto quello che sto per dirvi è falso” al teatro 4 Mori. È questo il titolo dello spettacolo in programma mercoledì 4 ottobre alle 10 per l’educazione alla legalità per le scuole di Livorno. Un’iniziativa organizzata da Confcommercio e finalizzata alla sensibilizzazione sulla contraffazione e su tutte le forme di abusivismo che alterano il mercato e falsano la concorrenza a scapito delle imprese sane, alla conoscenza di fenomeni quali il racket, l’usura la corruzione.

«Cosa c’è dietro i prodotti contraffatti? Chi ci guadagna davvero? Come possono i nostri acquisti diventare uno strumento immediato per l’affermazione della legalità e di uno sviluppo sano dell’economia?». Il presidente provinciale Alessio Carraresi elenca le domande che tutti dovremmo porci prima di procedere a comprare un qualsiasi prodotto.

«Abbiamo invitato le istituzioni, le scuole e gli imprenditori di Livorno a una mattinata di riflessione sulle nostre consuetudini di acquisto e su come esse possano influire su economia e società», afferma il direttore di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli. «La forma scelta è quella della rappresentazione teatrale per arrivare meglio a stimolare pensiero e discussione nei più giovani. Verrà affrontato il tema del business della contraffazione a 360 gradi – continua – e mostrati gli ambiti in cui il “falso” prospera (agroalimentare, moda, farmaceutica, meccanica, audio/video ecc) e assicura utili alle mafie che lo gestiscono. Racconto e interazione con il pubblico costruiranno un appassionante show multimediale in cui parola, immagini, riprese, metteranno a contatto i giovani spettatori con l’industria del falso che si fa sistema».

«Soltanto diventando consumatori consapevoli e responsabili – conclude Carraresi – si può combattere un sistema che sfrutta invece di produrre reddito, che altera il mercato invece di creare sviluppo».

La prefetta Anna Maria Manzone, oltre a contribuire, insieme al Provveditorato, a invitare le scuole di Livorno, spiega: «Le iniziative rivolte alle scuole sono importanti e vanno sostenute, perché si deve far capire ai giovani che l’acquisto di prodotti contraffatti non solo danneggia l’economia legale, ma è anche un comportamento che può costituire un rischio per la salute, in quanto le merci che provengono dal mercato illegale non rispondono alle normative di sicurezza».
 

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