Il Tirreno

Livorno

Case e auto a pezzi Oltre 200 persone a contare i danni

di Nicolò Cecioni
Case e auto a pezzi Oltre 200 persone a contare i danni

Tanti livornesi a ritirare i moduli per la ricognizione «È solo il primo step, la strada per i rimborsi è lunga»

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LIVORNO. C’è chi ha perso tutto, chi deve ricomprare mobili ed elettrodomestici, chi ha ritrovato la macchina a pezzi e chi sta cercando di tornare alla normalità. Tutti in fila ai nuovi sportelli comunali post-alluvione, con la rabbia e il dolore per quella maledetta notte ma anche con la fiducia di ottenere un risarcimento in futuro. Ieri, nel primo giorno di apertura degli uffici per la segnalazione dei danni, sono stati tanti i livornesi che si sono presentati in Comune (all’Ufficio relazioni con il pubblico) e in via Machiavelli (all’ex Circoscrizione 5). Tutti con la speranza che, il prima possibile, arrivino i soldi per la ricostruzione di una vita normale.

Più di duecento persone, 223 per l’esattezza, sono andate a ritirare i moduli per indicare i danni subìti nella notte tra il 9 e il 10 settembre scorsi. Non c’è stata una vera e propria ressa, perché la fila in entrambe le postazioni è sempre stata particolarmente scorrevole, ma comunque si è trattato di un flusso continuo. Soprattutto la mattina. Dopo pranzo, infatti, tra piazza del Municipio e La Rosa, sono stati solo una ventina quelli che hanno fatto richiesta del vademecum agli sportelli allestiti. «Fino a mezzogiorno e mezzo – spiegano dall’ufficio Urp – abbiamo accolto 103 persone. E 10 nel pomeriggio. A tutti abbiamo spiegato cosa fare, come comportarsi e cosa scrivere nei moduli». Stessi numeri, più o meno, anche all’ex circoscrizione.

Per preparare il personale (tre erano le operatrici in Comune e una in via Machiavelli, dove però era aperto anche l’ufficio della polizia municipale), venerdì scorso al Genio Civile era stato organizzato un apposito corso. «Sapevamo come comportarci e la gente è uscita abbastanza soddisfatta. Dovevamo essere comprensivi, perché diverse persone hanno perso tutto. E qualcuno si è presentato allo sportello visibilmente abbattuto. Abbiamo consegnato i moduli con il vademecum, spiegando come funziona il procedimento e dicendo come si dovranno comportare in futuro. Qualcuno pensava di ricevere subito un risarcimento, invece la strada è lunga. Anche perché questa non è una richiesta di rimborso, ma è solo un primo step per fare un conteggio dei danni, che poi dovrà essere presentato dai privati in via Nardini. Lì, dopo l’eventuale stanziamento da parte del governo della legge di bilancio, partirà la richiesta successiva». Ma questo primo passo è comunque fondamentale: per accedere a una qualsiasi forma di risarcimento, è necessario fare la segnalzione dei danni.

Sui moduli consegnati sono state inserite le risposte ai principali quesiti in modo da semplificare il tutto. «Tanti livornesi – continuano dagli uffici comunali – si sono presentati pensando di dover già consegnare le perizie ed erano preoccupati, perché ovviamente sono sempre a carico dell’utente. Ma in questo momento le perizie non sono obbligatorie. Semmai serviranno in futuro. Per presentare la scheda B della “ricognizione del fabbisogno per il ripristino del patrimonio edilizio e privato”, infatti, non è necessaria la perizia ufficiale. Bisognerà presentarla solo quando uscirà il bando del finanziamento vero e proprio». A tutti, insomma, è stato spiegato che questi fogli non sono altro che una sorta di autocertificazione dei danni subiti. Un elenco da fare nel modo più dettagliato possibile, allegando foto e testimonianze di vario tipo. «In futuro uscirà il bando regionale per i mobili e quello nazionale per gli immobili, a quel punto ci si dovrà attenere ai due bandi per ricevere i risarcimenti. E di sicuro bisognerà rendere conto dei danni con delle perizie. Per ora basta una semplice stima, che però dev’essere realistica perché poi nella perizia non si potrà chiedere una cifra troppo differente rispetto a quella stimata. Per esempio, se una macchina di 10 anni fa è andata distrutta, non si potrà dichiarare che il suo valore era di 50mila euro...»

Il modulo ritirato serve per il patrimonio edilizio privato (ma è possibile ritirare anche la modulistica per le attività produttive e commerciali). Va ricordato che i finanziamenti statali sono destinati esclusivamente al risarcimento dei danni ai beni immobili, mentre per i beni mobili i risarcimenti potrebbero essere oggetto di contributi da parte della Regione Toscana attraverso un bando . «Qualcuno - concludono - è rimasto deluso perché ha scoperto che chi ha un Isee superiore a 36mila euro, probabilmente non riceverà alcun risarcimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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