Sicurezza
C’è la senatrice, niente sala comunale
Vertenza invita De Pin. Il sindaco: «Ma quello spazio non è per attività politica»
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LIVORNO. La polemica ieri è scoppiata intorno alla saletta sindacale del municipio e a un’iniziativa messa in agenda da Vertenza Livorno. Una iniziativa che aveva come protagonista Paola De Pin, senatrice ex grillina oggi rappresentante dell’anti-europeista Riscossa Italia. Che alla fine nel pomeriggio ha incontrato i lavoratori fuori dal Comune, davanti al portone, perché non è stata concessa la sala. «Il fascismo non si commenta», è stata la dura reazione di Sergio Landi, di Vertenza, che ha sollevato la polemica. «Ma era una chiara iniziativa politica e non sindacale, per iniziative come queste ci sono le circoscrizioni», hanno replicato dall’amministrazione, sottolineando le regole per l’utilizzo della sala pubblica.
«Il Comune – dice Landi – ci ha sempre messo a disposizione la sala per fare incontri e noi abbiamo spesso invitato tutti i partiti e i sindacati, e non per parlare non di calcio, ma di politica. Perché di questo si tratta quando si parla di lavoro, disoccupazione, misure del governo della Regione, mobilità...». «La senatrice è venuta a conoscenza delle nostre iniziative – riprende – e l’abbiamo invitata per parlare di possibili iniziative parlamentari. Anche gli altri partiti erano invitati». «Ma stamani (ieri, ndr) – ricostruisce – l'assessora Martini ci ha comunicato per la giunta e il sindaco che la disponibilità dello spazio era stata revocata perché l'incontro era considerato politico, e in quella sala si deve discutere solo di cose sindacali...se si fa burocrazia facciamo pure burocrazia, però...così si è impedito anche a un senatore della Repubblica di svolgere il proprio ruolo istituzionale. Che sia una ex 5 Stelle a noi non interessa».
Non ci sta Filippo Nogarin: «Non abbiamo mai negato la sala per tutte le attività di carattere sindacale. Là dove se ne fa però una questione politica, come è accaduto anche per le iniziative dei 5 Stelle ci sono le circoscrizioni». Insomma, si paga e si va lì. Ma cosa c’è di diverso dalle iniziative organizzate prima da Vl? «Fino a oggi – risponde il sindaco – non abbiamo mai visto reclamizzare politici con volantini. Un conto è l’azione sindacale, un altro quella politica, i due contesti devono rimanere separati».
«Il Comune – dice Landi – ci ha sempre messo a disposizione la sala per fare incontri e noi abbiamo spesso invitato tutti i partiti e i sindacati, e non per parlare non di calcio, ma di politica. Perché di questo si tratta quando si parla di lavoro, disoccupazione, misure del governo della Regione, mobilità...». «La senatrice è venuta a conoscenza delle nostre iniziative – riprende – e l’abbiamo invitata per parlare di possibili iniziative parlamentari. Anche gli altri partiti erano invitati». «Ma stamani (ieri, ndr) – ricostruisce – l'assessora Martini ci ha comunicato per la giunta e il sindaco che la disponibilità dello spazio era stata revocata perché l'incontro era considerato politico, e in quella sala si deve discutere solo di cose sindacali...se si fa burocrazia facciamo pure burocrazia, però...così si è impedito anche a un senatore della Repubblica di svolgere il proprio ruolo istituzionale. Che sia una ex 5 Stelle a noi non interessa».
Non ci sta Filippo Nogarin: «Non abbiamo mai negato la sala per tutte le attività di carattere sindacale. Là dove se ne fa però una questione politica, come è accaduto anche per le iniziative dei 5 Stelle ci sono le circoscrizioni». Insomma, si paga e si va lì. Ma cosa c’è di diverso dalle iniziative organizzate prima da Vl? «Fino a oggi – risponde il sindaco – non abbiamo mai visto reclamizzare politici con volantini. Un conto è l’azione sindacale, un altro quella politica, i due contesti devono rimanere separati».
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