Gioco
Pontedera-Livorno 2-3: urlo amaranto in un derby pazzesco
Granata avanti 2-0 a 14’ dalla fine, poi Murilo entra, firma una tripletta e ribalta tutto: decisiva la panchina infinita di Sottil
PONTEDERA. Pazzesco. Non esiste altro aggettivo per dipingere questo derby. Pazzesco. A 14' dalla fine il Pontedera vince 2-0, è padrone della partita e sente non solo il profumo dell'impresa ma la tocca con mano. Dieci minuti dopo, a 4' dalla fine, il Livorno vince 3-2 e porterà al traguardo questo risultato che sa di impresa e che manda in estasi gli oltre 1300 tifosi amaranto. È Murilo l'uomo del derby. Il brasiliano esce dalla panchina e segna tre gol in 9 minuti: uno di petto, uno di testa, uno di piede. Altra storia fuori dalla logica. Pazzesco anche questo.
CUORE AMARANTO. La vittoria del cuore e dell'orgoglio per il Livorno. Ma anche la vittoria della panchina, perché i cinque cambi di Sottil hanno rivoltato come un calzino il Livorno regalando nel finale quella brillantezza che invece ha perso il Pontedera. A lungo è mancata la capacità di chiudere l'azione, di buttarla dentro, di dare un senso a tutto il gioco costruito.
Sul 2-0 è sembrato di rivivere tanti flash del passato, con trasferte oceaniche e maledette. Invece ci ha pensato Murilo, uno che spesso è l'inno del "vorrei ma non posso", perché ha grandi qualità ma si perde. Stavolta il brasiliano si è preso tutto, anche il pallone. E il Livorno resta lassù, capolista solitario circondato dall'entusiasmo della sua gente. Quando vinci partite del genere, sono segnali forti. Ma forti.
RABBIA PONTEDERA. Cosa si può imputare ai granata? Certo, forse la sbandata nell'ultimo quarto d'ora. Ma in quale altro modo poteva giocarsela la squadra di Maraia? Compatta, elastica nelle ripartenze, con un Pesenti là davanti gigantesco (come mai a 30 anni sia in C è un mistero), e con un Contini ultimo baluardo, la squadra granata ha tenuto alla grande sfiorando l'impresa. Non vale questa classifica il Pontedera. E siamo sicuri che qui al Mannucci cadranno diverse teste nobili.
SENSO UNICO E GOL. Il filone della partita è stato chiaro fin dall'inizio, e forse si sapeva già da qualche giorno: Livorno a fare possesso palla e cercare il gol, Pontedera compatto con 10 giocatori sempre dietro la linea della palla e pronto a ripartire con Pesenti a fare la guerra quasi da solo là davanti. A fronte di questa superiorità nel gioco, il Livorno è mancato sottorete se è vero che di palloni buoni in area ne sono arrivati una decina, ma le uniche occasioni vere sono state due conclusioni di Maiorino.
Match a senso unico fino al 40', poi negli ultimi 5 minuti il Pontedera è uscito dal guscio: prima testa di Dettori fuori di poco, poi gran punizione di Caponi e miracolo di Pulidori ma sulla respinta il più rapido è stato Calcagno che da posizione angolata ha infilato la porta amaranto.
FUOCHI D'ARTIFICIO. Servirebbero 8 pagine per raccontare quello che è successo nella ripresa, con i gol ma anche con i mille cambiamenti tattici che hanno trasformato la partita in una gigantesca scacchiera. La splendida azione di contropiede che ha portato il Pontedera a raddoppiare al 30' con Posocco sembrava il colpo di grazia per il Livorno. E invece gli amaranto hanno tirato fuori l’inimmaginabile. Dal cilindro è uscito Murilo che ha trasformato in oro l’assedio finale. E buon per gli amaranto che in pieno recupero il giovanissimo Pulidori ha firmato due parate da favola salvando il risultato. Già, il debuttante Pulidori. Tutto pazzesco. Anche questo.
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