Gioco
Addio Michael «Sei nei nostri cuori» Stamani i funerali
di Gianni Tacchi
Alle 10,30 alla camera mortuaria l’ultimo saluto al trentenne I ricordi degli amici di Gassani: «Eri una roccia, ci mancherai»
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LIVORNO. Centinaia di amici, migliaia di lacrime, un dolore infinito. La processione alla camera mortuaria per l’addio a Michael Gassani, il trentenne morto dopo aver lottato a lungo contro una tremenda malattia, è stata straziante. Occhi gonfi, sguardi fissi nel vuoto, disperazione. Una folla continua alla camera mortuaria del nostro ospedale, dove la salma è stata esposta nella mattinata di ieri e dove stamani verranno celebrati i funerali: l’ultimo saluto al giovane livornese, che si è spento giovedì pomeriggio in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute, è fissato alle 10,30 all’interno della cappella per una funzione religiosa, poi il trasferimento al cimitero dei Lupi per la sepoltura.
«Non è possibile, non è vero...», ripetevano tutti tra le lacrime e il dolore per la scomparsa di Michael, che ha lottato per circa un anno e mezzo contro la tremenda malattia che l’aveva colpito. Alla camera mortuaria c’erano anche gli amici di Shangai, il quartiere dove Gassani era cresciuto: nella zona lo conoscevano praticamente tutti, d’altronde era impossibile non rimanere colpiti dal sorriso di «quel ragazzone solare e generoso», come lo descrivono in queste drammatiche ore. È la disperazione di un rione che ha perso un figlio, un bimbo diventato adulto tra quelle strade.
«Sei stato un guerriero, un esempio per tutti noi», «Eri una roccia», «Hai lottato fino alla fine senza mollare mai». E poi decine di «Sarai sempre nei nostri cuori», di «Ci mancherai», di «Addio Michael». Sono questi i post che hanno trasformato il profilo Facebook di Gassani, che lavorava saltuariamente come cartongessista insieme a un amico diventato poi suo collega, in un muro della disperazione e del ricordo: c’è chi pubblica una canzone significativa, chi ricorda un momento in particolare vissuto insieme e chi ha la forza di lasciare semplicemente un “cuore”. Tutti uniti dallo stesso dolore, dalla stessa rabbia per una tragedia che fa sanguinare il cuore e lascia senza parole. E che stamani, per l’ultimo saluto, farà versare altre lacrime.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non è possibile, non è vero...», ripetevano tutti tra le lacrime e il dolore per la scomparsa di Michael, che ha lottato per circa un anno e mezzo contro la tremenda malattia che l’aveva colpito. Alla camera mortuaria c’erano anche gli amici di Shangai, il quartiere dove Gassani era cresciuto: nella zona lo conoscevano praticamente tutti, d’altronde era impossibile non rimanere colpiti dal sorriso di «quel ragazzone solare e generoso», come lo descrivono in queste drammatiche ore. È la disperazione di un rione che ha perso un figlio, un bimbo diventato adulto tra quelle strade.
«Sei stato un guerriero, un esempio per tutti noi», «Eri una roccia», «Hai lottato fino alla fine senza mollare mai». E poi decine di «Sarai sempre nei nostri cuori», di «Ci mancherai», di «Addio Michael». Sono questi i post che hanno trasformato il profilo Facebook di Gassani, che lavorava saltuariamente come cartongessista insieme a un amico diventato poi suo collega, in un muro della disperazione e del ricordo: c’è chi pubblica una canzone significativa, chi ricorda un momento in particolare vissuto insieme e chi ha la forza di lasciare semplicemente un “cuore”. Tutti uniti dallo stesso dolore, dalla stessa rabbia per una tragedia che fa sanguinare il cuore e lascia senza parole. E che stamani, per l’ultimo saluto, farà versare altre lacrime.
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