Il Tirreno

Livorno

Occupato l’ex convitto del Nautico: c'è anche una persona in sedia a rotelle

Occupato l’ex convitto del Nautico: c'è anche una persona in sedia a rotelle

Livorno, la nuova struttura dove si sono stabilite famiglie senza casa è vicino a piazza Magenta

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LIVORNO. Alcune famiglie rimaste senza casa hanno occupato abusivamente l’ex convitto del Nautico in via Battisti, vicino a piazza Magenta.

«All'emergenza alluvione che sta interessando la nostra città, purtroppo si sta sommando anche l'ormai costante emergenza sfratti», intervengono da Asia Usb: «Il nostro sindacato aveva chiesto ufficialmente alla prefettura un blocco temporaneo delle esecuzioni fino a quando la situazione emergenziale non si fosse risolta. Il nostro appello è rimasto inascoltato». Viene così confermato che «nella giornata di sabato scorso alcune famiglie, compresa una pensionata livornese costretta in sedia a rotelle e bombola di ossigeno, hanno deciso di entrare all'interno dell'ex convitto dell'istituto Nautico». Una struttura, si legge nella nota del sindacato, «di proprietà della famiglia di armatori D'Alesio, lasciata sfitta da circa tre anni». «Anche in questo caso – è la linea – la mancanza di alternative ha preso il sopravvento».

Dal sindacato raccontano che Rossana, questo il nome della pensionata, «era stata sfrattata dall'abitazione in cui viveva, qualche settimana fa, nonostante la gravità del suo stato di salute»: «con la sua pensione minima non è riuscita a trovare un altro alloggio e si è trovata letteralmente per strada insieme al figlio disoccupato». All'interno del convitto, insieme a lei, «ci sono altre famiglie, quattro italiane e una straniera da anni residente in Italia con diversi minori».

Il sindacato annuncia così il suo sostegno anche a questa occupazione, come a molte altre in città, dove risultano almeno sedici edifici occupati (dal palazzo Maurogordato alla Torre della Cigna). «È vergognoso – chiudono da Asia Usb – che nella nostra città ci siano ancora migliaia di appartamenti abbandonati, di proprietà di grandi società, banche ed enti, quando quotidianamente centinaia di persone, colpite dalla crisi, si trovano per strada. Cosa si aspetta a bloccare gli sfratti? Cosa si aspetta a dare seguito alla delibera consiliare per la requisizione degli immobili privati sfitti e abbandonati?».

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