Il Tirreno

Livorno

In sei in una casa di 30 metri quadri

di Gianni Tacchi
In sei in una casa di 30 metri quadri

Livorno: gli stranieri costretti a vivere in un monolocale. Blitz anche in un fondo usato come appartamento

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LIVORNO. Trenta metri quadrati, praticamente un monolocale. E dentro sei persone, tutte residenti in quel piccolo appartamento di via Santo Stefano, tra i quartieri Garibaldi e Pontino. Un bagno, un angolo cottura, materassi attaccati e condizioni di vita intollerabili. È questa una delle situazioni che le forze dell’ordine si sono ritrovate davanti all’alba di martedì 26 settembre, durante i controlli congiunti tra gli immobili nelle zone maggiormente a rischio. Nell’abitazione di via Santo Stefano, che sarebbe di proprietà di un livornese, c’erano sei stranieri. Per il momento non sono stati presi provvedimenti, ma sono comunque in corso tutti gli accertamenti del caso per verificare ogni dettaglio: intanto per quanto riguarda l’eventuale contratto di locazione, visto che i residenti hanno detto alle forze dell’ordine di aver preso l’appartamento in subaffitto, poi per le condizioni igieniche, con il coinvolgimento anche dell’azienda sanitaria locale.

L’altro blitz di martedì è andato in scena in via del Leone, sempre nella stessa zona. Il fondo a uso commerciale che si trova al civico 49, di proprietà di un’azienda che l’aveva affittato a una persona poi arrestata, era utilizzato come abitazione da tre tunisini irregolari sul territorio e con precedenti legati a sostanze stupefacenti, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale: sono stati denunciati per false generalità, visto che inizialmente avevano detto di chiamarsi in modo diverso rispetto ai loro veri nomi, ma il questore non ha potuto firmare un ordine di espulsione dal territorio nazionale perché nei confronti di tutti e tre ci sono delle misure cautelari in corso (due obblighi di dimora e un obbligo di firma). «Qui non è stato facile farsi aprire la porta», sottolinea il capo della squadra mobile Salvatore Blasco. All’interno, grazie all’arrivo dell’unità cinofila della guardia di finanza, sono stati poi trovati un pezzo di hashish, una pallina di cocaina e un coltello di 31 centimetri, così uno dei tre tunisini è stato segnalato alla prefettura per l’uso delle sostanze stupefacenti e un altro è stato denunciato anche per la detenzione dell’arma.


Oltre alla polizia, in questi controlli tra gli immobili erano impegnati i carabinieri, la finanza e i vigili urbani, per un totale di oltre 30 persone impegnate. Martedì sono stati ispezionati anche sette fondi a uso commerciale tra via Tonci e via del Seminario, sui quali erano arrivate numerose segnalazioni dai cittadini, ma qui non sono state riscontrate irregolarità. «E proprio questa preoccupazione dei livornesi dimostra il problema dell’insicurezza percepita dalla gente - il commento di Blasco - con questi controlli non vogliamo colpire solo chi vive per esempio in fondi commerciali, ma anche chi affitta spazi del genere. Avevamo annunciato questi servizi, li abbiamo fatti e ne faremo ancora. E voglio sottolineare una cosa: mi avevano parlato dei livornesi come ostili alle forze dell’ordine, invece durante i controlli abbiamo ricevuto prima l’incitamento e poi il ringraziamento da parte dei cittadini».

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