Il Tirreno

Livorno

Vespucci: insieme a noi alla scoperta dei meravigliosi segreti della nave - Video

di Alessandro Guarducci
Vespucci: insieme a noi alla scoperta dei meravigliosi segreti della nave - Video

Tutte le volte che la nave Amerigo Vespucci fa ritorno in porto a Livorno, ci sembra sempre più bella e non ci stanchiamo mai di guardarla estasiati dal suo fascino

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LIVORNO. Tutte le volte che la nave Amerigo Vespucci fa ritorno in porto a Livorno, ci sembra sempre più bella e non ci stanchiamo mai di guardarla (e magari fotografarla) estasiati dal suo fascino. Eppure dovremmo essere abituati, visto che abbiamo la possibilità di vederla più volte ogni anno, ma l’imponenza dei suoi alberi, la meraviglia delle vele gonfiate dal vento e la sinuosità delle linee dello scafo rendono questo vascello qualcosa di unico. E poi non è solo il simbolo della marineria italiana: la regina del mare è motivo di orgoglio perché porta Livorno a giro per tutto il mondo ed è per questo che forse sentiamo nave Vespucci ancora più “nostra”.


E sono stati in tanti ad approfittare di questa sosta al “Mediceo”, di ritorno dalla campagna di addestramento con una traversata transoceanica che ha toccato anche il Canada e gli Stati Uniti, per visitare la nave che si ispira alla grande tradizione dei vascelli del XVII e XVIII secolo come imbarcazione a vela da battaglia. Centinaia di livornesi (ma anche tanti turisti) in questi giorni hanno avuto la possibilità di osservare i tre ponti principali continui da prua a poppa (coperta, batteria e corridoio) e le due sovrastrutture principali, il castello a prua e il cassero a poppa, che si elevano sul ponte di coperta.

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A prua c’è poi la polena, realizzata in bronzo dorato, che rappresenta l’esploratore e navigatore italiano Amerigo Vespucci, a cui è stata intitolata la nave varata nel febbraio 1931. E ancora la timoneria e la campanella per l’abbandono nave. Particolarmente affascinanti i tre alberi verticali (trinchetto, maestra e mezzana), le vele di taglio (fiocchi, stralli e randa), le barche a remi e a motori di cui è dotata la nave (non sono scialuppe), tra cui spicca a prua la “baleneria” su cui possono salire solo il comandante e gli alti ufficiali. Il Vespucci è equipaggiato con un motore elettrico ausiliari, ma come spiegano con orgoglio gli ufficiali a bordo, nella «campagna di addestramento durata cinque mesi, il 70% del percorso è stato fatto a vela inseguendo gli alisei ed altri venti».

I visitatori non hanno però potuto ammirare che cosa si cela nella “pancia” del Vespucci, zona normalmente interdetta ai civili, ma il Tirreno offre ai suoi lettori la possibilità di prolungare il viaggio sulla nave scuola e di scoprire altre meraviglie: grazie infatti alla disponibilità della Marina, del comandante capitano di vascello Angelo Patruno e di Iccab, l’azienda che produce i capi di abbigliamento del marchio Marina Militare, è stato infatti possibile osservare e fotografare per voi lettori gli alloggi degli ufficiali, la Sala Consiglio (un vero e proprio salotto di rappresentanza) e il Quadrato Ufficiali. Buona visita.
 

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