Gioco
La lega: nogarin nel mirino
«Troppo pressapochismo nella gestione dell’emergenza»
LIVORNO. «Perché il sindaco si è disfatto di Gonnelli, il dirigente della protezione civile che ricopriva quell'incarico da 11 anni e che lavorava sul territorio da 30? Perché al suo posto, nell'uffic...
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LIVORNO. «Perché il sindaco si è disfatto di Gonnelli, il dirigente della protezione civile che ricopriva quell'incarico da 11 anni e che lavorava sul territorio da 30? Perché al suo posto, nell'ufficio di difesa del suolo, adesso c'è il personale della polizia municipale, con a capo il comandante dei vigili che si intende di materie giuridiche, ma non di geologia? Perché durante la notte tra il 10 e l'11 settembre, con l'allerta meteo arancione, nella sala operativa della protezione civile era in servizio solo il geometra Soriani? Quando è uscito per fare il sopralluogo, lo ha sostituito qualcuno, oppure nessuno è rimasto in sede per rispondere alle telefonate e per monitorare i vari allarmi?». Sono quattro le domande che la Lega Nord di Livorno pone al sindaco Nogarin in seguito alla tragica alluvione che è costata la vita a nove persone.
Passate due settimane dalla catastrofe, ieri mattina Bruno Tamburini, Pietro Carella e Massimo Ciacchini si sono ritrovati alla ProLoco di Montenero per fare il punto della situazione. «Non voglio attaccare il sindaco sui suoi vuoti di memoria – ha detto Tamburini -. Ma sulla gestione chiaramente incapace, inadeguata e pressappochista dell'alluvione e del post-alluvione. Spero che la magistratura proceda con estrema rapidità per un elementare senso di giustizia e rispetto verso i morti». Ad attaccare Nogarin è stato anche Carella. «Il sindaco è fuggito da tutte le sue responsabilità. Si possono delegare le funzioni e le firme. Ma non le responsabilità. Ciò che è emerso da questo tragico evento è stata l'inadeguatezza della giunta, che in tre anni ha solo riempito la città di rotatorie e semafori e affidare il problema di Aamps alla magistratura».
In conclusione è intervenuto anche Ciacchini, che si è schierato dalla parte del vescovo. «Solidarietà a Monsignor Giusti che ha subito attacchi pesanti dal sindaco. Nel 2005 e nel 2009 il centrodestra fece due interpellanze sulla sicurezza dei rii e sulla manutenzione dell'impianto fognario. Ci venne risposto che era tutto a norma». (n.c.)
Passate due settimane dalla catastrofe, ieri mattina Bruno Tamburini, Pietro Carella e Massimo Ciacchini si sono ritrovati alla ProLoco di Montenero per fare il punto della situazione. «Non voglio attaccare il sindaco sui suoi vuoti di memoria – ha detto Tamburini -. Ma sulla gestione chiaramente incapace, inadeguata e pressappochista dell'alluvione e del post-alluvione. Spero che la magistratura proceda con estrema rapidità per un elementare senso di giustizia e rispetto verso i morti». Ad attaccare Nogarin è stato anche Carella. «Il sindaco è fuggito da tutte le sue responsabilità. Si possono delegare le funzioni e le firme. Ma non le responsabilità. Ciò che è emerso da questo tragico evento è stata l'inadeguatezza della giunta, che in tre anni ha solo riempito la città di rotatorie e semafori e affidare il problema di Aamps alla magistratura».
In conclusione è intervenuto anche Ciacchini, che si è schierato dalla parte del vescovo. «Solidarietà a Monsignor Giusti che ha subito attacchi pesanti dal sindaco. Nel 2005 e nel 2009 il centrodestra fece due interpellanze sulla sicurezza dei rii e sulla manutenzione dell'impianto fognario. Ci venne risposto che era tutto a norma». (n.c.)
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