Lutto
«Troppi detenuti e docce ko le Sughere sono indecenti»
di Gianni Tacchi
La denuncia del garante regionale Corleone dopo la visita all’interno del carcere «La cucina della media sicurezza andrebbe chiusa per motivi igienici: è vergognosa»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «La sezione di media sicurezza è sempre più invivibile e gli interventi di ristrutturazione in quest’area restano la nostra priorità: le docce sono inagibili e i detenuti sono costretti ad andare in un’altra struttura del carcere per lavarsi, mentre la cucina è in condizioni indecenti e andrebbe chiusa subito per motivi igienici. Ma i problemi non mancano neanche tra i piani dell’alta sicurezza, che non sono adatti per far scontare pene così lunghe alle persone». E proprio sulle criticità della sezione che riunisce anche 33 ergastolani, dopo la visita di ieri mattina all’interno delle Sughere, si è concentrato il garante regionale dei diritti dei detenuti Franco Corleone, che aveva «ricevuto numerose lettere dall’alta sicurezza per denunciare condizioni di vita inaccettabili».
DANNI POST-ALLUVIONE. Accompagnato dal garante comunale Marco Solimano e da Alessandro Scotto che fa parte dello stesso ufficio livornese, Corleone ha riscontrato anche i danni causati dal tragico nubifragio dello scorso 10 settembre. «L’alluvione ha colpito alcune apparecchiature elettriche e mandato in tilt il sistema informatico del carcere - ha sottolineato - inoltre l’acqua ha invaso un magazzino in cui c’erano anche capi di abbigliamento dei detenuti. Insomma, problemi su problemi. Noi denunciamo da anni che qualcosa non va in questo carcere, ma adesso la situazione è diventata insostenibile sotto ogni punto di vista».
L’ALTA SICUREZZA. È il sovraffollamento, secondo il garante regionale, a rappresentare il problema principale dell’alta sicurezza. «In questa sezione ci sono 117 detenuti - ha evidenziato Corleone - ma il limite massimo è di 99. Com’è possibile? È possibile perché alcune celle, nate e strutturate per ospitare due persone, hanno tre letti. E questo è un problema enorme per chi deve passare la vita in carcere. Inoltre i passaggi sono troppo stretti e mancano gli spazi fuori dalle celle per studiare e socializzare». E poi c’è l’assurdità di una cucina nuova, completata due anni fa, che però non è mai stata usata. «Anche questo è qualcosa di incredibile - ha aggiunto - i locali non hanno superato il collaudo perché le colonne portanti hanno un diametro inferiore rispetto a quanto previsto dalla legge, dunque mancano le condizioni di sicurezza. Per l’adeguamento stiamo aspettando l’intervento del Provveditorato per le opere pubbliche, ma intanto i pasti per i detenuti della sezione di alta sicurezza vengono preparati nella cucina del reparto di media sicurezza, dove ci sono altri 112 carcerati. Ecco perché bisogna intervenire urgentemente anche sotto questo punto di vista».
L’ISOLA-CARCERE. In mezzo alle riflessioni sul futuro delle Sughere è finita anche la casa di reclusione dell’isola di Gorgona, che dipende da Livorno e non ha una sua autonomia. «Questo non può essere più accettato - le parole di Corleone - Gorgona ha circa 100 detenuti e una sua specificità, pertanto obbliga ad avere delle responsabilità precise. Serve una direzione diversa rispetto a Livorno, altrimenti il rischio è quello di occuparsi dell’isola solo nei ritagli di tempo». E anche questo, come ha detto e ripetuto il garante regionale dei diritti dei detenuti, verrà portato all’attenzione del nuovo provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone e del presidente regionale del Tribunale di sorveglianza Marcello Bortolato. «D’altronde i problemi sono troppi, manca uniformità di trattamento rispetto ad altri istituti penitenziari e certi interventi non si possono più rimandare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
DANNI POST-ALLUVIONE. Accompagnato dal garante comunale Marco Solimano e da Alessandro Scotto che fa parte dello stesso ufficio livornese, Corleone ha riscontrato anche i danni causati dal tragico nubifragio dello scorso 10 settembre. «L’alluvione ha colpito alcune apparecchiature elettriche e mandato in tilt il sistema informatico del carcere - ha sottolineato - inoltre l’acqua ha invaso un magazzino in cui c’erano anche capi di abbigliamento dei detenuti. Insomma, problemi su problemi. Noi denunciamo da anni che qualcosa non va in questo carcere, ma adesso la situazione è diventata insostenibile sotto ogni punto di vista».
L’ALTA SICUREZZA. È il sovraffollamento, secondo il garante regionale, a rappresentare il problema principale dell’alta sicurezza. «In questa sezione ci sono 117 detenuti - ha evidenziato Corleone - ma il limite massimo è di 99. Com’è possibile? È possibile perché alcune celle, nate e strutturate per ospitare due persone, hanno tre letti. E questo è un problema enorme per chi deve passare la vita in carcere. Inoltre i passaggi sono troppo stretti e mancano gli spazi fuori dalle celle per studiare e socializzare». E poi c’è l’assurdità di una cucina nuova, completata due anni fa, che però non è mai stata usata. «Anche questo è qualcosa di incredibile - ha aggiunto - i locali non hanno superato il collaudo perché le colonne portanti hanno un diametro inferiore rispetto a quanto previsto dalla legge, dunque mancano le condizioni di sicurezza. Per l’adeguamento stiamo aspettando l’intervento del Provveditorato per le opere pubbliche, ma intanto i pasti per i detenuti della sezione di alta sicurezza vengono preparati nella cucina del reparto di media sicurezza, dove ci sono altri 112 carcerati. Ecco perché bisogna intervenire urgentemente anche sotto questo punto di vista».
L’ISOLA-CARCERE. In mezzo alle riflessioni sul futuro delle Sughere è finita anche la casa di reclusione dell’isola di Gorgona, che dipende da Livorno e non ha una sua autonomia. «Questo non può essere più accettato - le parole di Corleone - Gorgona ha circa 100 detenuti e una sua specificità, pertanto obbliga ad avere delle responsabilità precise. Serve una direzione diversa rispetto a Livorno, altrimenti il rischio è quello di occuparsi dell’isola solo nei ritagli di tempo». E anche questo, come ha detto e ripetuto il garante regionale dei diritti dei detenuti, verrà portato all’attenzione del nuovo provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone e del presidente regionale del Tribunale di sorveglianza Marcello Bortolato. «D’altronde i problemi sono troppi, manca uniformità di trattamento rispetto ad altri istituti penitenziari e certi interventi non si possono più rimandare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
