Il Tirreno

Livorno

«Protezione civile smontata L’errore fatale del sindaco»

«Protezione civile smontata L’errore fatale del sindaco»

Le segreterie Cgil Cisl Uil del Comune scendono in campo in difesa dei dipendenti Dito puntato contro il trasferimento di un dirigente geologo e due tecnici

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LIVORNO. «La Protezione Civile è stata profondamente modificata sia al suo interno, che nella sua collocazione dentro la cosiddetta macchina comunale. L'ufficio ha perso un dirigente geologo molto competente e appassionato della materia, che da 15 anni ne era responsabile e almeno due tecnici, ed è stato inserito nell'organizzazione della Polizia Municipale, limitandone, di fatto, la sua vocazione alla prevenzione, per essere spostato in un settore che privilegia altre tipologie d’intervento riguardanti anche la sicurezza». Sono le segreterie dei sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl del Comune di Livorno ad alzare la voce: nel dopo-alluvione, stop a veder finire nel mirino quel che hanno fatto i lavoratori anziché le scelte di sindaco e giunta sulla macrostruttura” di Palazzo Civico. Lo dicono rivendicando di aver «sospeso il conflitto sindacale per non turbare né ostacolare il lavoro in favore dei cittadini colpiti dall'alluvione» (e di aver lavorato «sia come esponenti dell'amministrazione che come semplici volontari nei luoghi del disastro»).

«La Protezione Civile – afferma – è stata istituita per tutelare i cittadini e il territorio da tutti quegli eventi, anche estremi, che potrebbero costare la vita a molti»: la catena di comando «parte dal sindaco» indicato «come capo della Protezione Civile» e «arriva al dirigente». All’amministrazione si rimprovera di non aver detto una parola «a difesa di chi si è prodigato, prima durante e dopo questa sciagura che ha colpito tutti» ed è finito nel tritacarne delle accuse.

I sindacalisti ricordano che in questo senso si è espresso nell’ultima seduta anche il presidente dell’assemblea consiliare Daniele Esposito: ha preso su di sé – è stato ribadito ogni responsabilità per non aver portato la all’esame del consiglio la revisione del Piano di Protezione Civile e ha ripetuto che è un errore attribuire responsabilità ai dipendenti («troppe responsabilità che si vanno a cercar di dare a chi non possiamo dare responsabilità»). Sulla stessa lunghezza d’onda, ricordano, anche Giovanna Cepparello: troppo spesso c’è la tentazione di dare la colpa all’ultimo ingranaggio della catena («la responsabilità è di chi la responsabilità ce l’ha per legge»).(m.z.)

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