Sicurezza
l’arpat
«Pesci morti per mancanza di ossigeno»
LIVORNO. Moria di pesci nel fosso Chiara «nessun inquinamento da idrocarburi, ma poco ossigeno nell’acqua», dicono da Arpat, risultati delle analisi alla mano. L’agenzia regionale per la protezione...
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LIVORNO. Moria di pesci nel fosso Chiara «nessun inquinamento da idrocarburi, ma poco ossigeno nell’acqua», dicono da Arpat, risultati delle analisi alla mano. L’agenzia regionale per la protezione ambientale conferma quello che aveva detto nei giorni scorsi al Tirreno, che ha seguito sin dall’inizio la vicenda che ha coinvolto il fosso che si snoda nel comune di Pisa lungo la strada Arnaccio e termina nel canale Scolmatore sulla sponda nord. «Dai riscontri in campo e dagli esiti finora pervenuti ed ancora da terminare, si può escludere la presenza di idrocarburi, anche i parametri chimico-fisici non evidenziano anomalie, ad eccezione della misura dell'ossigeno che è risultato estremamente basso, inferiore al limite minimo vitale», spiegano da Arpet. «Questo indica che nel fosso Chiara si era instaurata una importante situazione di anossia: i risultati del test di tossicità acuta evidenziano un valore leggermente non nullo, ma tale da essere compatibile con la vita ittica». Per escludere ogni dubbio tecnici specificano: «Fatti salvi gli esiti analitici ancora in corso, non è stata rilevata alcuna situazione di inquinamento antropico». I tecnici che hanno effettuato il sopralluogo hanno rilevato che le acque del fosso erano scure, non presentavano alcuna iridescenza e non si percepiva alcuna maleodoranza. Hanno ispezionato lo scarico di Camp Darby, che risultava regolare, e hanno risalito il fosso Chiara verso monte, fino all'idrovora in località Biscottino, dove confluiscono le acque di altri due fossi.
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