Morta sul colpo, indagini sull’auto
di Manolo Morandini
Incidente sulla vecchia Aurelia, la ragazza è stata sbalzata fuori dalla Porsche
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LIVORNO. Morta sbalzata dall’auto. Sul colpo. La conferma sulla causa del decesso di Giada Russo, 21 anni di Rosignano, arriva nella giornata di ieri. Lo schianto contro un albero sulla vecchia Aurelia poco dopo la mezzanotte di sabato scorso.
La giovane stava viaggiando a bordo della Porsche guidata da Martina Mucci, 19 anni di Cecina. Una serata come tante da trascorrere insieme, con la leggerezza dei vent’anni. Dopo la cena in un locale a Bolgheri stavano viaggiando in direzione del porto di San Vincenzo. L’urto, tremendo, ha scompaginato nel più tragico dei modi quel programma.
Il medico legale David Forni ha eseguito l’esame esterno del cadavere della giovane. E sulla scorta dei risultati la pubblico ministero della Procura di Livorno Antonella Tenerani ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura. La salma di Giada è composta nella camera ardente del cimitero comunale di Donoratico, dove rimarrà fino al 27 settembre. Tra oggi e domani intorno ai familiari si stringeranno parenti e amici per un ultimo saluto. Poi alle 15 del 27 settembre sarà celebrato il funerale, nella chiesa di Santa Teresa di Rosignano.
Sul fronte degli accertamenti il pubblico ministero Tenerani ha affidato gli approfondimenti tecnici sulla macchina, posta sotto sequestro in una carrozzeria di San Pietro in Palazzi, ai carabinieri del comando di Cecina. I militari dell’Arma nella giornata del 25 settembre hanno raccolto informazioni sentendo alcuni testimoni e la giovane che si trovava al volante, che il 24 settembre è stata dimessa dall’ospedale di Cecina. Tutto materiale che sarà messo a disposizione del pubblico ministero che sta valutando la formulazione di una specifica ipotesi di reato.
La dinamica dell’incidente non lascia spazio alle interpretazioni. Anche se resta da capire che cosa abbia originato la perdita di controllo del veicolo in un tratto di strada rettilineo, a cui si arriva procedendo in direzione di San Vincenzo superando un cavalcavia sulla Variante Aurelia. Tra gli accertamenti condotti dai carabinieri quello sulla patente di guida di Martina Mucci che come neopatentata per il codice della strada non avrebbe potuto mettersi al volante di quell’auto sportiva. Una risposta al perché la giovane avesse la disponibilità della Porsche, che risulta di proprietà di una società di noleggio, viene dalla sua attività lavorativa. Mucci, infatti, da tempo collabora per un’azienda che è specializzata proprio nel noleggio di auto sportive e di lusso.
La giovane stava viaggiando a bordo della Porsche guidata da Martina Mucci, 19 anni di Cecina. Una serata come tante da trascorrere insieme, con la leggerezza dei vent’anni. Dopo la cena in un locale a Bolgheri stavano viaggiando in direzione del porto di San Vincenzo. L’urto, tremendo, ha scompaginato nel più tragico dei modi quel programma.
Il medico legale David Forni ha eseguito l’esame esterno del cadavere della giovane. E sulla scorta dei risultati la pubblico ministero della Procura di Livorno Antonella Tenerani ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura. La salma di Giada è composta nella camera ardente del cimitero comunale di Donoratico, dove rimarrà fino al 27 settembre. Tra oggi e domani intorno ai familiari si stringeranno parenti e amici per un ultimo saluto. Poi alle 15 del 27 settembre sarà celebrato il funerale, nella chiesa di Santa Teresa di Rosignano.
Sul fronte degli accertamenti il pubblico ministero Tenerani ha affidato gli approfondimenti tecnici sulla macchina, posta sotto sequestro in una carrozzeria di San Pietro in Palazzi, ai carabinieri del comando di Cecina. I militari dell’Arma nella giornata del 25 settembre hanno raccolto informazioni sentendo alcuni testimoni e la giovane che si trovava al volante, che il 24 settembre è stata dimessa dall’ospedale di Cecina. Tutto materiale che sarà messo a disposizione del pubblico ministero che sta valutando la formulazione di una specifica ipotesi di reato.
La dinamica dell’incidente non lascia spazio alle interpretazioni. Anche se resta da capire che cosa abbia originato la perdita di controllo del veicolo in un tratto di strada rettilineo, a cui si arriva procedendo in direzione di San Vincenzo superando un cavalcavia sulla Variante Aurelia. Tra gli accertamenti condotti dai carabinieri quello sulla patente di guida di Martina Mucci che come neopatentata per il codice della strada non avrebbe potuto mettersi al volante di quell’auto sportiva. Una risposta al perché la giovane avesse la disponibilità della Porsche, che risulta di proprietà di una società di noleggio, viene dalla sua attività lavorativa. Mucci, infatti, da tempo collabora per un’azienda che è specializzata proprio nel noleggio di auto sportive e di lusso.
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