Gioco
Stroncato da un malore a 53 anni: lascia due figli
Livorno, era andato in bagno nella notte e lì è stato ritrovato dalla moglie. Conosciuto nel mondo del basket, lavorava in un’azienda a Porta a Terra
LIVORNO. La moglie si sveglia, non trova il marito nel letto. Si alza dal letto e va a vedere dov’è e per prima cosa si dirige verso il bagno ma trova la porta è chiusa a chiave dall’interno. La donna lo chiama disperatamente, ma non ottiene risposta. Solo silenzio. Allora, disperata, chiama subito i soccorsi. Ma ormai non c'è più niente da fare per Gian Luca Gargiani: quando i vigili del fuoco forzano la porta, la mattina di domenica 24 settembre, lui è disteso sul pavimento, stroncato da un malore a 53 anni
Li avrebbe compiuti a dicembre i suoi 53 anni, tutti da festeggiare in famiglia, con la moglie e i due figli Matteo e Gabriele, in quella casa di via Manasse, nella zona dell’ospedale, dove è morto. Strappato in un attimo alla vita e all’affetto dei suoi cari da un malore.
L’uomo, che lavorava per un’azienda che distribuisce il latte con sede nella zona di Porta a Terra, era in casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, intervenuti come da prassi in questi casi, l’uomo è andato in bagno nella notte: non è chiaro se lo abbia fatto perché si sentiva male o se invece sia stato sorpreso dal malore mentre era nella stanza che aveva chiuso a chiave come era sua abitudine.
I primi ad arrivare in via Manasse, dopo l’allarme lanciato dalla moglie, sono stati i vigili del fuoco che sono riusciti ad entrare nel bagno, trovando l’uomo a terra. A quel punto non c’era più niente da fare: i soccorritori della Misericordia di via Verdi non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto, come detto, è intervenuto anche una pattuglia dei carabinieri della stazione Livorno Centro. Il magistrato di turno ha disposto l’intervento del medico legale. «La salma è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria - spiegano i militari - Comunque confermiamo il decesso dell’uomo per cause naturali, anche se bisogna aspettare il definitivo parere del medico legale».
Un dramma che ha colpito improvvisamente casa Gargiani. Quella che non ti aspetti e quella da cui non si può più tornare indietro. Il dolore è anche tra gli amici. «Era un uomo mite, buono, sempre con la battuta pronta per scherzare: lo vedevo spesso il palestra», è addolorata Claudia Leone. Suo figlio gioca a basket insieme a Gabriele, il bambino più piccolo della famiglia Gargiani. Entrambi sono nella Libertas, così come il figlio di un altro genitore che conosceva Gian Luca, Alessandro Coppola: «Era sempre presente alle partite, ci vedevamo in palestra ed era un persona allegra ma al tempo stesso riservata». Il basket era una delle passioni di Gian Luca Gargiani. Il figlio più grande, Matteo, per qualche tempo ha fatto il vice allenatore nella società di basket Libertas, dove, appunto, gioca anche il più piccolo. L’amore per questo sport trapela anche dalla sua pagina Facebook, insieme a quello per i viaggi. «Sono incredula - chiude Leone - L’abbiamo visto poco tempo fa, una bella famiglia, era giovane, troppo giovane per morire così».
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