Gioco
Il salto di Sara oltre il fango
di Andrea Masini
Dopo 7 giorni a spalare nell’azienda di famiglia ha vinto il titolo toscano juniores nel “triplo”
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LIVORNO. Sara ha un bellissimo sorriso. E’ forte come l’acciaio. Rocciosa come la sua città. Sara di cognome fa Biricotti. Ed è figlia di Paolo, titolare della Floricoltura Biricotti – insieme ai fratelli Giovanni e Roberto – spazzata via dall’alluvione del 10 settembre. Ma Sara è anche una ragazza di 19 anni. Educata. Coscienziosa. Che per tutta la scorsa settimana si è divisa tra fango e allenamenti. Già, perché Sara è una sportiva. Una gran bella saltatrice di talento e prospettiva, tesserata per l’Atletica Livorno. Talmente brava che domenica scorsa, in occasione dei campionati toscani svolti a Siena, si è aggiudicata il titolo regionale Juniores di salto triplo sbaragliando la concorrenza.
«Nonostante la situazione drammatica della nostra azienda e i quintali di fango che sembravano non finire mai – racconta con un velo di sgomento – non ho mai rinunciato agli allenamenti per distrarmi un po’ e scaricare la tensione. Al mercoledì, però, la stanchezza ha cominciato a farsi sentire, avevo dolori sparsi in tutto il corpo e allora, d’accordo con il mio allenatore (Massimo Favoriti, ndr), la mia presenza ai regionali è rimasta in dubbio fino alla vigilia».
L’azienda agricola Biricotti è stata travolta dall’esondazione del Rio Maggiore. Una furia di fango e detriti che ha messo in ginocchio uno dei simboli commerciali della nostra città: «Di fronte ad un disastro del genere – continua – mai e poi mai avremmo pensato di poter riaprire il negozio e le serre dopo sette giorni. E invece grazie all’aiuto dei “bimbi motosi”, dei volontari, della Protezione Civile, dei miei compagni di squadra e un sacco di altre persone siamo riusciti ieri a far ripartire tutto. C’è ancora un bel po’ da fare, ma la spia di Biricotti è nuovamente accesa».
Sara ricorda ogni singolo istante di una settimana fatta di sudore e orgoglio. E nel frattempo quel dubbio se prender parte o meno alla gara, si è trasformato in un desiderio sconfinato di saltare il più lontano possibile: «Anche durante il viaggio da Livorno a Siena non ero tranquilla - racconta -. Sapevo di non essere al top della condizione, ma una volta in pedana mi sono detta: adesso Sara pensa ai salti, solo ed esclusivamente ai salti».
L’asse di battuta e la sabbia sono lì che l’aspettano, ma davanti agli occhi di Sara - inevitabilmente - tornano numerosi flash del nubifragio abbattutosi su Livorno e sull’azienda di famiglia: «In tutta sincerità non pensavo di avere chance di vittoria. Lasciando un attimo da parte il risultato, ho capito quanto sia stato importante continuare ad allenarmi e gareggiare».
Neodiplomata, Sara ora punta al campionato nazionale di società in programma il prossimo weekend ad Ostia: «Vediamo di far meglio - scherza, ma non troppo - però tutti i sacrosanti giorni andrò in negozio per dare una mano al mio babbo e ai miei zii. Ce n’è bisogno. Grazie, inoltre, alla mia mamma e al mio fidanzato per essere venuti a Siena. Manuel è di origine svizzera ed era tornato a Livorno il giorno prima dell’alluvione. Pure lui, con l’aiuto dei suoi amici, si è rimboccato le maniche e per tutta la settimana ha contribuito a togliere il fango».
Si è fatta ora di pranzo, Sara Biricotti torna a casa (dall’azienda…) per un boccone veloce e per preparare la borsa degli allenamenti. Nel primo pomeriggio ancora un salto in azienda e poi diretta al campo scuola per allenarsi con le compagne dell’Atletica Livorno. Perché i salti fanno parte della sua vita. Saltando è riuscita a vivere sette giorni di enorme difficoltà con il sorriso, sempre, stampato sulle labbra. Sara ha vinto a prescindere. Sarà forte come l’acciaio. Rocciosa come la sua famiglia e la sua città.
«Nonostante la situazione drammatica della nostra azienda e i quintali di fango che sembravano non finire mai – racconta con un velo di sgomento – non ho mai rinunciato agli allenamenti per distrarmi un po’ e scaricare la tensione. Al mercoledì, però, la stanchezza ha cominciato a farsi sentire, avevo dolori sparsi in tutto il corpo e allora, d’accordo con il mio allenatore (Massimo Favoriti, ndr), la mia presenza ai regionali è rimasta in dubbio fino alla vigilia».
L’azienda agricola Biricotti è stata travolta dall’esondazione del Rio Maggiore. Una furia di fango e detriti che ha messo in ginocchio uno dei simboli commerciali della nostra città: «Di fronte ad un disastro del genere – continua – mai e poi mai avremmo pensato di poter riaprire il negozio e le serre dopo sette giorni. E invece grazie all’aiuto dei “bimbi motosi”, dei volontari, della Protezione Civile, dei miei compagni di squadra e un sacco di altre persone siamo riusciti ieri a far ripartire tutto. C’è ancora un bel po’ da fare, ma la spia di Biricotti è nuovamente accesa».
Sara ricorda ogni singolo istante di una settimana fatta di sudore e orgoglio. E nel frattempo quel dubbio se prender parte o meno alla gara, si è trasformato in un desiderio sconfinato di saltare il più lontano possibile: «Anche durante il viaggio da Livorno a Siena non ero tranquilla - racconta -. Sapevo di non essere al top della condizione, ma una volta in pedana mi sono detta: adesso Sara pensa ai salti, solo ed esclusivamente ai salti».
L’asse di battuta e la sabbia sono lì che l’aspettano, ma davanti agli occhi di Sara - inevitabilmente - tornano numerosi flash del nubifragio abbattutosi su Livorno e sull’azienda di famiglia: «In tutta sincerità non pensavo di avere chance di vittoria. Lasciando un attimo da parte il risultato, ho capito quanto sia stato importante continuare ad allenarmi e gareggiare».
Neodiplomata, Sara ora punta al campionato nazionale di società in programma il prossimo weekend ad Ostia: «Vediamo di far meglio - scherza, ma non troppo - però tutti i sacrosanti giorni andrò in negozio per dare una mano al mio babbo e ai miei zii. Ce n’è bisogno. Grazie, inoltre, alla mia mamma e al mio fidanzato per essere venuti a Siena. Manuel è di origine svizzera ed era tornato a Livorno il giorno prima dell’alluvione. Pure lui, con l’aiuto dei suoi amici, si è rimboccato le maniche e per tutta la settimana ha contribuito a togliere il fango».
Si è fatta ora di pranzo, Sara Biricotti torna a casa (dall’azienda…) per un boccone veloce e per preparare la borsa degli allenamenti. Nel primo pomeriggio ancora un salto in azienda e poi diretta al campo scuola per allenarsi con le compagne dell’Atletica Livorno. Perché i salti fanno parte della sua vita. Saltando è riuscita a vivere sette giorni di enorme difficoltà con il sorriso, sempre, stampato sulle labbra. Sara ha vinto a prescindere. Sarà forte come l’acciaio. Rocciosa come la sua famiglia e la sua città.
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