Gioco
Le zucche di Federico e Giulia simbolo della Livorno che si rialza
di Matteo Scardigli
LIVORNO. Federico Rustici due anni fa ha comprato tre ettari di terreno agricolo in disuso. Ad uno ad uno ha estirpato tutti gli alberi da frutto ormai abbandonati, piantando al loro posto verdure di...
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LIVORNO. Federico Rustici due anni fa ha comprato tre ettari di terreno agricolo in disuso. Ad uno ad uno ha estirpato tutti gli alberi da frutto ormai abbandonati, piantando al loro posto verdure di ogni tipo per avviare così la sua azienda. Poi l’alluvione ha seppellito sotto al fango ed alle sterpaglie circa 20 mila euro di raccolto fra cavoli, melanzane, pomodori e zucchine, e danneggiando i trattori.
Tutto è perduto, si sono salvate solo le zucche. Il terreno di Federico è fuori mano, la strada per arrivarci è impervia e sterrata, eppure in questi giorni viene battuta da una fila ininterrotta di persone.
Da lontano sembra di osservare un formicaio brulicante di un’attività febbrile ma organizzata, e solo avvicinandosi ci si rende conto di ciò che sta davvero succedendo. Decine di volontari stanno facendo riaffiorare dal nulla quella terra che sembrava sparita, e tantissimi livornesi, richiamati dal tam-tam dei social network fanno la fila per acquistare quelle che ormai sono diventate “le zucche della solidarietà”.
Con un prezzo simbolico di 10 euro al pezzo spariscono direttamente dal bagagliaio del furgone senza riuscire ad arrivare al container-negozio, ma non sono pochi quelli che lasciano volentieri qualcosa in più nelle mani di Federico o cercano di infilare qualche banconota nelle tasche del grembiule della sorella Giulia, ideatrice dell’iniziativa lanciata su Facebook, mentre è impegnata a tagliare gli ortaggi secondo le indicazioni del cliente di turno. «Non ci aspettavamo tutta questa vicinanza da parte dei livornesi, né tantomeno da tutti coloro che sono venuti anche da fuori città», spiegano i due fratelli, visibilmente commossi, e Federico, che certo ora più che mai non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua terra, aggiunge: «Grazie a loro ho la forza di risollevarmi e andare avanti».
Qualcosa però, sembra indurlo a vacillare. Si tratta di un’offerta arrivata direttamente dai fratelli Leonardo ed Enrico Garzelli, noti venditori all’ingrosso presso il mercato ortofrutticolo di Livorno. «Stiamo cercando un erede per la nostra attività ed abbiamo pensato a Federico perché possa ricominciare fin da subito a coltivare avvalendosi della nostra esperienza e dei nostri canali di distribuzione» spiega il signor Leonardo, che poi prosegue: «Lui è il simbolo di un attaccamento alla terra ed al territorio, ed i suoi sforzi meritano di essere premiati specialmente in un momento come questo».
La tentazione è forte, ma Federico ci confessa: «Ho studiato all’Iti ed avrei potuto fare qualsiasi altro lavoro, ma da quando ho capito che avrei voluto fare l’agricoltore mi sono legato a questi campi. I fratelli Garzelli mi hanno proposto condizioni di affitto vantaggiose e li ringrazio, però sono convinto che il mio posto sia qui».
Tutto è perduto, si sono salvate solo le zucche. Il terreno di Federico è fuori mano, la strada per arrivarci è impervia e sterrata, eppure in questi giorni viene battuta da una fila ininterrotta di persone.
Da lontano sembra di osservare un formicaio brulicante di un’attività febbrile ma organizzata, e solo avvicinandosi ci si rende conto di ciò che sta davvero succedendo. Decine di volontari stanno facendo riaffiorare dal nulla quella terra che sembrava sparita, e tantissimi livornesi, richiamati dal tam-tam dei social network fanno la fila per acquistare quelle che ormai sono diventate “le zucche della solidarietà”.
Con un prezzo simbolico di 10 euro al pezzo spariscono direttamente dal bagagliaio del furgone senza riuscire ad arrivare al container-negozio, ma non sono pochi quelli che lasciano volentieri qualcosa in più nelle mani di Federico o cercano di infilare qualche banconota nelle tasche del grembiule della sorella Giulia, ideatrice dell’iniziativa lanciata su Facebook, mentre è impegnata a tagliare gli ortaggi secondo le indicazioni del cliente di turno. «Non ci aspettavamo tutta questa vicinanza da parte dei livornesi, né tantomeno da tutti coloro che sono venuti anche da fuori città», spiegano i due fratelli, visibilmente commossi, e Federico, che certo ora più che mai non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua terra, aggiunge: «Grazie a loro ho la forza di risollevarmi e andare avanti».
Qualcosa però, sembra indurlo a vacillare. Si tratta di un’offerta arrivata direttamente dai fratelli Leonardo ed Enrico Garzelli, noti venditori all’ingrosso presso il mercato ortofrutticolo di Livorno. «Stiamo cercando un erede per la nostra attività ed abbiamo pensato a Federico perché possa ricominciare fin da subito a coltivare avvalendosi della nostra esperienza e dei nostri canali di distribuzione» spiega il signor Leonardo, che poi prosegue: «Lui è il simbolo di un attaccamento alla terra ed al territorio, ed i suoi sforzi meritano di essere premiati specialmente in un momento come questo».
La tentazione è forte, ma Federico ci confessa: «Ho studiato all’Iti ed avrei potuto fare qualsiasi altro lavoro, ma da quando ho capito che avrei voluto fare l’agricoltore mi sono legato a questi campi. I fratelli Garzelli mi hanno proposto condizioni di affitto vantaggiose e li ringrazio, però sono convinto che il mio posto sia qui».
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