Sicurezza
Spara a due ragazzini che giocano a calcio
di Gianni Tacchi
Arrestato un livornese di 67 anni per tentato omicidio, nei guai anche la moglie Il pallone era finito nel cortile del loro condominio. «Pensavamo fossero ladri»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Chi, da ragazzino, non ha mai giocato a pallone per strada, in un parco pubblico o sotto casa insieme agli amichetti? È una sorta di prima volta da soli, o magari con i genitori poco più lontani a controllare. Ecco perché quello che è accaduto giovedì scorso, nelle vicinanze delle Terme del Corallo, è davvero sconvolgente.
Cinque adolescenti, tutti minorenni e livornesi, stavano giocando a calcio in un cantiere in zona stazione e due di loro hanno rischiato la vita per la follia di un residente. A un certo punto, infatti, il pallone è finito nel cortile di un piccolo condominio ed entrambi hanno scavalcato una recinzione per andare subito a recuperarlo: l’uomo, pensando che fossero ladri, ha preso il fucile dall’armadio e ha sparato «mirando verso i due ragazzini», come precisano dalla questura. Per fortuna non sono stati colpiti e nessuno è rimasto ferito, ma è stato un vero e proprio incubo. E dopo la denuncia presentata alla Polfer dal gruppetto di adolescenti insieme ai rispettivi genitori, le volanti della polizia hanno ricostruito tutto e fermato lo sparatore: si tratta di Roberto Antichi, 67 anni, livornese, che è stato arrestato per tentato omicidio in concorso. In concorso perché nel gravissimo episodio è coinvolta anche la moglie Lucia Gori, pisana di 60 anni, denunciata in stato di libertà per lo stesso tipo di reato: secondo quanto comunicato ieri dalla polizia di Stato, quando lei ha notato qualcuno nel cortile del condominio, ha urlato al marito di prendere l’arma e sparare. E così ha fatto.
«Pensavamo che fossero ladri, che volessero rubarci in casa», la loro giustificazione ai poliziotti che giovedì pomeriggio si sono presentati alla porta del loro appartamento di piazza Dante, accanto all’ingresso delle Terme del Corallo, a due passi da via Orosi dove i ragazzi avevano giocato fino all’ora di pranzo. Ma no, non possono esserci giustificazioni per un gesto del genere. «Siamo esasperati per i continui tentativi di furto nei nostri confronti - hanno aggiunto davanti alle forze dell’ordine - non ne possiamo più e abbiamo reagito in questo modo». Rischiando di uccidere due innocenti, due giovanissimi che per fortuna hanno potuto riabbracciare i loro genitori.
I due ragazzini, una volta entrati in quel cortile, hanno sentito lo sparo senza però vedere l’autore del gesto: sono scappati subito verso gli altri tre amici e tutti insieme si sono allontanati dal posto. Erano le 14,15 di giovedì. Pochi minuti dopo sono andati verso la stazione centrale, dove hanno passato un altro paio di ore insieme, con il cuore a mille e il terrore negli occhi. Alla fine, tra le 16,30 e le 17, hanno deciso di raccontare tutto e sono entrati negli uffici della sezione di polizia ferroviaria, sempre alla stazione. E la Polfer, una volta raccolta la denuncia tramite le rispettive famiglie, ha richiesto subito l’intervento delle volanti dalla questura, che hanno individuato l’abitazione della coppia e arrestato Antichi, nei guai anche perché la sua licenza di porto d’armi era scaduta nel ’96 e non era mai stata rinnovata. «La donna ha dichiarato spontaneamente le responsabilità del marito - fanno sapere dalla questura - e anche lui ha raccontato tutto quello che è accaduto, dicendo di aver agito su invito della moglie che era affacciata alla finestra».
Anche la perquisizione degli agenti della polizia nell’appartamento di piazza Dante ha dato esito positivo, dato che all’interno sono stati rinvenuti - e poi sequestrati - due fucili con cartucce. Ed è stata trovata anche la pallottola esplosa poco prima verso i due ragazzi: era in cucina, nel contenitore della spazzatura. È inquietante pensare che avrebbe potuto uccidere due adolescenti che stavano giocando a pallone con gli amici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Cinque adolescenti, tutti minorenni e livornesi, stavano giocando a calcio in un cantiere in zona stazione e due di loro hanno rischiato la vita per la follia di un residente. A un certo punto, infatti, il pallone è finito nel cortile di un piccolo condominio ed entrambi hanno scavalcato una recinzione per andare subito a recuperarlo: l’uomo, pensando che fossero ladri, ha preso il fucile dall’armadio e ha sparato «mirando verso i due ragazzini», come precisano dalla questura. Per fortuna non sono stati colpiti e nessuno è rimasto ferito, ma è stato un vero e proprio incubo. E dopo la denuncia presentata alla Polfer dal gruppetto di adolescenti insieme ai rispettivi genitori, le volanti della polizia hanno ricostruito tutto e fermato lo sparatore: si tratta di Roberto Antichi, 67 anni, livornese, che è stato arrestato per tentato omicidio in concorso. In concorso perché nel gravissimo episodio è coinvolta anche la moglie Lucia Gori, pisana di 60 anni, denunciata in stato di libertà per lo stesso tipo di reato: secondo quanto comunicato ieri dalla polizia di Stato, quando lei ha notato qualcuno nel cortile del condominio, ha urlato al marito di prendere l’arma e sparare. E così ha fatto.
«Pensavamo che fossero ladri, che volessero rubarci in casa», la loro giustificazione ai poliziotti che giovedì pomeriggio si sono presentati alla porta del loro appartamento di piazza Dante, accanto all’ingresso delle Terme del Corallo, a due passi da via Orosi dove i ragazzi avevano giocato fino all’ora di pranzo. Ma no, non possono esserci giustificazioni per un gesto del genere. «Siamo esasperati per i continui tentativi di furto nei nostri confronti - hanno aggiunto davanti alle forze dell’ordine - non ne possiamo più e abbiamo reagito in questo modo». Rischiando di uccidere due innocenti, due giovanissimi che per fortuna hanno potuto riabbracciare i loro genitori.
I due ragazzini, una volta entrati in quel cortile, hanno sentito lo sparo senza però vedere l’autore del gesto: sono scappati subito verso gli altri tre amici e tutti insieme si sono allontanati dal posto. Erano le 14,15 di giovedì. Pochi minuti dopo sono andati verso la stazione centrale, dove hanno passato un altro paio di ore insieme, con il cuore a mille e il terrore negli occhi. Alla fine, tra le 16,30 e le 17, hanno deciso di raccontare tutto e sono entrati negli uffici della sezione di polizia ferroviaria, sempre alla stazione. E la Polfer, una volta raccolta la denuncia tramite le rispettive famiglie, ha richiesto subito l’intervento delle volanti dalla questura, che hanno individuato l’abitazione della coppia e arrestato Antichi, nei guai anche perché la sua licenza di porto d’armi era scaduta nel ’96 e non era mai stata rinnovata. «La donna ha dichiarato spontaneamente le responsabilità del marito - fanno sapere dalla questura - e anche lui ha raccontato tutto quello che è accaduto, dicendo di aver agito su invito della moglie che era affacciata alla finestra».
Anche la perquisizione degli agenti della polizia nell’appartamento di piazza Dante ha dato esito positivo, dato che all’interno sono stati rinvenuti - e poi sequestrati - due fucili con cartucce. Ed è stata trovata anche la pallottola esplosa poco prima verso i due ragazzi: era in cucina, nel contenitore della spazzatura. È inquietante pensare che avrebbe potuto uccidere due adolescenti che stavano giocando a pallone con gli amici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
