Gioco
l’andirivieni dei camion
di Matteo Scardigli
LIVORNO. «Amianto, bombole del gas, copertoni e motori dei frigoriferi. Da quattro giorni dormiamo sopra ad una bomba a orologeria, ma tutti sono lì a dirci che va bene così. No, non va bene per...
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LIVORNO. «Amianto, bombole del gas, copertoni e motori dei frigoriferi. Da quattro giorni dormiamo sopra ad una bomba a orologeria, ma tutti sono lì a dirci che va bene così. No, non va bene per niente». Nonostante il Rio Maggiore sia lì a due passi l’alluvione non ha fatto danni in via Gioberti, ma i residenti temono che l’area di stoccaggio detriti davanti al PalaMacchia possa rivelarsi una trappola killer. Mentre parliamo con loro, nel pomeriggio di venerdì, arrivano i messaggi di allerta meteo, gli operai dell’Asa stanno facendo dei lavori urgenti in strada, e il via-vai continuo di camion non si ferma.
«Vengono per scaricare ma non c’è nessuno a vigilare sul tipo di materiale depositato, che si accumula perché nessuno porta via niente», spiega Alessandro Caselli. Chiamando in causa gli uomini dell'Aamps, indica le collinette di detriti che nel frattempo diventano montagne: «Questa è una zona residenziale in cui vivono anziani, bambini e persone ammalate. Vogliamo conoscere i rischi ambientali e sanitari ai quali siamo esposti e le procedure di sicurezza per quando arriverà il prossimo acquazzone. Abbiamo scritto a Nogarin ma nessuno ci risponde, eppure la situazione è sotto gli occhi di tutti».
Sebbene con difficoltà i residenti raccontano di esser riusciti a contattare Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Aamps, ma senza ottenere risposte esaurienti.
La paura è tripla. La discarica sorge su un’area di emergenza: lì la popolazione dovrebbe radunarsi in caso di pericolo straordinario, e in caso di forti precipitazioni o di un’altra esondazione del Rio Maggiore i grandi cumuli rischiano di smottare nelle strade e nei giardini, sempre che non si verifichi un incendio.
C’è poi un altro aspetto del quale tenere conto: i liquami. «L’Asa sta intervenendo d’urgenza per deviare la fognatura bianca in quella nera – dice ancora Caselli – per evitare che il miscuglio finisca in mare, quindi noi stiamo respirando delle esalazioni nocive».
Sul sito del Comune leggiamo che qui si può conferire «solo attraverso il supporto di volontari strutturati», ma basta guardarsi intorno per vedere ogni tipo di oggetto e materiale tra i rifiuti. Si va avanti così da quattro giorni, e se sulle prime i residenti hanno comprensibilmente tollerato, oggi fanno sentire la loro voce: «Non si doveva permettere di arrivare a questo punto, così si è tolta l’emergenza da una parte e si è messa dall’altra». Oltre al danno, poi, è arrivata anche l’inevitabile beffa. «Gli unici in grado di dirci qualcosa – conclude Caselli – sono stati i vigili urbani che, detto tra parentesi, non stanno controllando la viabilità di via Gioberti: senso unico con i camion che mettono in pericolo i cittadini facendo necessariamente avanti e indietro a tutte le ore. Ci hanno detto di stare tranquilli: entro mercoledì sarà tutto sgomberato. Il motivo? C’è la partita».
«Vengono per scaricare ma non c’è nessuno a vigilare sul tipo di materiale depositato, che si accumula perché nessuno porta via niente», spiega Alessandro Caselli. Chiamando in causa gli uomini dell'Aamps, indica le collinette di detriti che nel frattempo diventano montagne: «Questa è una zona residenziale in cui vivono anziani, bambini e persone ammalate. Vogliamo conoscere i rischi ambientali e sanitari ai quali siamo esposti e le procedure di sicurezza per quando arriverà il prossimo acquazzone. Abbiamo scritto a Nogarin ma nessuno ci risponde, eppure la situazione è sotto gli occhi di tutti».
Sebbene con difficoltà i residenti raccontano di esser riusciti a contattare Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Aamps, ma senza ottenere risposte esaurienti.
La paura è tripla. La discarica sorge su un’area di emergenza: lì la popolazione dovrebbe radunarsi in caso di pericolo straordinario, e in caso di forti precipitazioni o di un’altra esondazione del Rio Maggiore i grandi cumuli rischiano di smottare nelle strade e nei giardini, sempre che non si verifichi un incendio.
C’è poi un altro aspetto del quale tenere conto: i liquami. «L’Asa sta intervenendo d’urgenza per deviare la fognatura bianca in quella nera – dice ancora Caselli – per evitare che il miscuglio finisca in mare, quindi noi stiamo respirando delle esalazioni nocive».
Sul sito del Comune leggiamo che qui si può conferire «solo attraverso il supporto di volontari strutturati», ma basta guardarsi intorno per vedere ogni tipo di oggetto e materiale tra i rifiuti. Si va avanti così da quattro giorni, e se sulle prime i residenti hanno comprensibilmente tollerato, oggi fanno sentire la loro voce: «Non si doveva permettere di arrivare a questo punto, così si è tolta l’emergenza da una parte e si è messa dall’altra». Oltre al danno, poi, è arrivata anche l’inevitabile beffa. «Gli unici in grado di dirci qualcosa – conclude Caselli – sono stati i vigili urbani che, detto tra parentesi, non stanno controllando la viabilità di via Gioberti: senso unico con i camion che mettono in pericolo i cittadini facendo necessariamente avanti e indietro a tutte le ore. Ci hanno detto di stare tranquilli: entro mercoledì sarà tutto sgomberato. Il motivo? C’è la partita».
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