Il Tirreno

Livorno

Il giallo delle chat Lami: io avvertito solo dalla prefettura

Il giallo delle chat Lami: io avvertito solo dalla prefettura

Il capo di gabinetto: «Nessuno mi ha informato dal Comune Ho scritto al sindaco alle 6.46 e chiamato Pucciarelli alle 6.49»

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LIVORNO. Chi ha chiamato chi? Chi avrebbe dovuto avvisare chi? Come è possibile che i vertici della macchina comunale, dal sindaco al capo della protezione civile, oggi dichiarino a turno di essere stati informati di quello che stava accadendo in città solo dopo le 6.46 di domenica, quando era già scoppiato il caos da ore?

Dopo il report degli uffici comunali che ha ricostruito le azioni della protezione civile e della macchina dei soccorsi la notte del nubifragio, in Comune hanno iniziato a fioccare i distinguo e le precisazioni. Prima il sindaco, che ieri ha corretto la versione diramata dai suoi stessi uffici, precisando di essere stato «avvertito del disastro per la prima volta dal mio capo di gabinetto, Massimiliano Lami, alle ore 6.46». Poi Riccardo Pucciarelli, che ha chiesto di smentire ufficialmente (smentita che peraltro ieri non è arrivata dai vertici del Comune) la versione saltata fuori dal rapporto di quella protezione civile che lui stesso comanda («nessuno mi ha chiamato tra le 4.10 e le 7.30»), e che gli è finita in mano solo da poche settimane, da quando la giunta Nogarin ha deciso di rimescolare le carte dei dirigenti e gli incarichi, spostando lo storico capo della protezione civile, Leonardo Gonnelli .

Oggi il quadro rispetto a quella notte si annoda ancora di più. Il sindaco ha messo per scritto di essere stato informato che qualcosa stava accadendo solo dal suo capo di gabinetto alle 6.46. Ma chi ha avvisato il capo di gabinetto? «Io – ci ha risposto ieri Lami – sono stato avvisato dalla capa di gabinetto della prefettura alle 6.44». Solo dalla prefettura? «Sì, non sono stato avvisato dalla protezione civile del Comune, bensì dalla capa di gabinetto del prefetto». Che tra l’altro, sottolinea, lo ha fatto per una sorta di «eccesso di scrupolo, per confermarmi la riunione che ci sarebbe stata alle 8 in via Terreni». Riunione urgente, nel centro della protezione civile, in azione quella notte per cercare di arginare il disastro.

«Alle 6.46 – ricostruisce quindi Lami – ho inviato un messaggio nel gruppo WhatsApp del coordinamento della segreteria». Gruppo che «viene visto dal sindaco e dallo staff del gabinetto». Quando richiamerà Nogarin? «Alle 7.14», quindi mezz’ora dopo. Nel messaggio Lami riferisce quello che gli è stato comunicato dalla prefettura, ovvero che di lì a breve ci sarebbe stata una riunione sul maltempo e sui soccorsi. Non sa ancora delle vittime e delle condizioni della città. Scrive anche a Pucciarelli. «Alle 6.48 ho inviato lo stesso messaggio al capo della protezione civile (e della polizia municipale, ndr), il dottor Pucciarelli. L’ho poi chiamato alle 6.49 e mi ha detto che era in arrivo a Livorno». Subito dopo, «alle 7.01, ho mandato un altro messaggio nella chat al sindaco, alle 7.14 mi ha richiamato: a quel punto abbiamo concordato che sarebbe andata a prenderlo una macchina della protezione civile, perché era impossibilitato a usare la sua».

Perché allora Pucciarelli ha detto di non essere stato chiamato da nessuno tra le 4.10 e le 7.30? «Confermo esattamente quello che ho dichiarato», ci ha risposto ieri. Il che significa smentire la ricostruzione fatta nel report della protezione civile: da lì, nessuno lo avrebbe chiamato. Almeno questa è l’interpretazione più probabile.

Juna Goti

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di Redazione web