segnalazioni flash dai cittadini
DOVE SONO FINITI I SOLDI DELLA VASCA DI CONTENIMENTO? «Abito in via dell’Uliveta, a Borgo di Magrignano, e l’alluvione ha gravemente danneggiato la mia casa. Mi chiedo che fine abbiano fatto i 20.000...
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DOVE SONO FINITI I SOLDI DELLA VASCA DI CONTENIMENTO? «Abito in via dell’Uliveta, a Borgo di Magrignano, e l’alluvione ha gravemente danneggiato la mia casa. Mi chiedo che fine abbiano fatto i 20.000 euro versati da ogni famiglia della zona a Edilporto per realizzare un’ulteriore vasca di contenimento lungo il Rio.
Inoltre segnalo che la vasca di fronte a casa mia è stata aperta soltanto alle 3.30 del mattino. A quell’ora è arrivato un mezzo dei soccorsi a fari spenti, ha aperto la vasca e l’acqua in 15 minuti è defluita. Ma ormai era troppo tardi e la piena aveva già invaso le case».
Elisabetta Baldini
DUE ORE E MEZZO SUL TETTO IN VIA GARZELLI. «Mia figlia, mio genero e la mia nipotina di 5 mesi vivevano in via Garzelli, nello stesso palazzo di Martina Bechini e del marito. La notte del nubifragio hanno telefonato ai Vigili del Fuoco per chiedere aiuto, ma si sono sentiti rispondere che c’erano altre priorità. Hanno passato due ore e mezzo sul tetto in mutande con la bambina in braccio prima che qualcuno si interessasse a loro».
Antonella Fiorini
GIÀ NEL 2012 HO SEGNALATO LE INFILTRAZIONI D’ACQUA. «Vivo in una casa popolare di via delle Pianacce. L’edificio è in cattive condizioni da tempo e già nel 2012 ho segnalato a Casalp le numerose infiltrazioni d’acqua che hanno portato a diversi allagamenti. Con il maltempo di sabato le infiltrazioni sono aumentando rovinando tutti i mobili che avevamo in casa. Ora dormiamo in quattro in una camera, ma Casalp si limiterà a risarcire il costo delle porte».
Oretta Esposito
PING PONG DI RESPONSABILITÀ AL BORGO DI MAGRIGNANO. «Abito in via Romiti a Borgo di Magrignano. Qui le fogne sono ostruite e il cemento dei cantieri è pericoloso in caso di nuova piena del Rio Cigna. Ho avvisato la Protezione civile, ma sono stata rimpallata al Comune che a sua volta mi ha rimpallato alle cooperative. Ma le cooperative sono fallite. Intanto ho scritto una mail al prefetto Anna Maria Manzoni. A chi altro devo rivolgermi per essere ascoltata? Ho paura».
Francesca Moschini
CHIEDEVO I SACCHI DI SABBIA, MI HANNO DETTO DI PAGARMELI. «La mia casa si trova in via della Valle Benedetta. Durante l’alluvione io e gli altri sei componenti della mia famiglia - tra cui tre minori - ci siamo rifugiati sul tetto.
Nei giorni successivi ho contattato tutte le autorità, prima fra tutte la Protezione civile, per avere dei sacchi di sabbia con cui creare un argine tra la strada e la casa per evitare nuovi allagamenti con le piogge previste nel prossimo fine settimana. Mi hanno sempre risposto che avrei dovuto pagarmeli da solo. Oggi per fortuna sono venuti in mio soccorso»
Davide Pannunzio
MA DI QUELLE CASE SONO RIMASTI SOLTANTO I MURI. «Sono una volontaria del canile di via del Corbolone, nel comune di Collesalvetti. Volevo segnalare che all’inizio di questa strada abitano due famiglie che hanno perso tutto a causa del nubifragio: delle loro case sono rimasti solo i muri. Quello che è rimasto delle loro cose è ammucchiato nella strada.
Si sono visti solo gli amici e i volontari: dal Comune non è arrivato nessuno».
Elena Meniconi
Inoltre segnalo che la vasca di fronte a casa mia è stata aperta soltanto alle 3.30 del mattino. A quell’ora è arrivato un mezzo dei soccorsi a fari spenti, ha aperto la vasca e l’acqua in 15 minuti è defluita. Ma ormai era troppo tardi e la piena aveva già invaso le case».
Elisabetta Baldini
DUE ORE E MEZZO SUL TETTO IN VIA GARZELLI. «Mia figlia, mio genero e la mia nipotina di 5 mesi vivevano in via Garzelli, nello stesso palazzo di Martina Bechini e del marito. La notte del nubifragio hanno telefonato ai Vigili del Fuoco per chiedere aiuto, ma si sono sentiti rispondere che c’erano altre priorità. Hanno passato due ore e mezzo sul tetto in mutande con la bambina in braccio prima che qualcuno si interessasse a loro».
Antonella Fiorini
GIÀ NEL 2012 HO SEGNALATO LE INFILTRAZIONI D’ACQUA. «Vivo in una casa popolare di via delle Pianacce. L’edificio è in cattive condizioni da tempo e già nel 2012 ho segnalato a Casalp le numerose infiltrazioni d’acqua che hanno portato a diversi allagamenti. Con il maltempo di sabato le infiltrazioni sono aumentando rovinando tutti i mobili che avevamo in casa. Ora dormiamo in quattro in una camera, ma Casalp si limiterà a risarcire il costo delle porte».
Oretta Esposito
PING PONG DI RESPONSABILITÀ AL BORGO DI MAGRIGNANO. «Abito in via Romiti a Borgo di Magrignano. Qui le fogne sono ostruite e il cemento dei cantieri è pericoloso in caso di nuova piena del Rio Cigna. Ho avvisato la Protezione civile, ma sono stata rimpallata al Comune che a sua volta mi ha rimpallato alle cooperative. Ma le cooperative sono fallite. Intanto ho scritto una mail al prefetto Anna Maria Manzoni. A chi altro devo rivolgermi per essere ascoltata? Ho paura».
Francesca Moschini
CHIEDEVO I SACCHI DI SABBIA, MI HANNO DETTO DI PAGARMELI. «La mia casa si trova in via della Valle Benedetta. Durante l’alluvione io e gli altri sei componenti della mia famiglia - tra cui tre minori - ci siamo rifugiati sul tetto.
Nei giorni successivi ho contattato tutte le autorità, prima fra tutte la Protezione civile, per avere dei sacchi di sabbia con cui creare un argine tra la strada e la casa per evitare nuovi allagamenti con le piogge previste nel prossimo fine settimana. Mi hanno sempre risposto che avrei dovuto pagarmeli da solo. Oggi per fortuna sono venuti in mio soccorso»
Davide Pannunzio
MA DI QUELLE CASE SONO RIMASTI SOLTANTO I MURI. «Sono una volontaria del canile di via del Corbolone, nel comune di Collesalvetti. Volevo segnalare che all’inizio di questa strada abitano due famiglie che hanno perso tutto a causa del nubifragio: delle loro case sono rimasti solo i muri. Quello che è rimasto delle loro cose è ammucchiato nella strada.
Si sono visti solo gli amici e i volontari: dal Comune non è arrivato nessuno».
Elena Meniconi
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