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M5s: pesci morti, la Regione deve chiarire
ROSIGNANO. «La Regione deve chiarire la catena di responsabilità sul mancato accertamento della cause dietro alla morte dei pesci nel Fosso Bianco», dice Giacomo Giannarelli, consigliere regionale...
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ROSIGNANO. «La Regione deve chiarire la catena di responsabilità sul mancato accertamento della cause dietro alla morte dei pesci nel Fosso Bianco», dice Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S, firmatario dell’interrogazione. «Se i pesci erano già marci esigiamo la pubblicazione del verbale di accertamento dove sta scritto. E il rimpallo di responsabilità tra Asl e Istituto Zooprofilattico non deve fare da diversivo. Qui c’è qualcuno che ha prelevato quei pesci e o non si è accorto che erano marci – e ci chiediamo come sia possibile trattandosi presumibilmente di biologi - o li ha lasciati marcire».
«Quei pesci avrebbero potuto dirci molto sull’inquinamento del fosso bianco: ad esempio se l’ammoniaca l’avevano ‘respirata’ solo in quella occasione o con una certa ricorrenza” prosegue Giannarelli che aggiunge: “La perdita della loro capacità probatoria rende impossibile l’accertamento della magistratura, con profondo danno per la comunità di Rosignano» «La giunta PD-Rossi deve anche chiarire la discrepanza dei dati pubblicati da Arpat sui campionamenti tra 29, 30 agosto e 1 settembre. Ma soprattutto deve accertare se Solvay ha fatto quanto Arpat prescriveva 10 anni fa dopo un caso analogo, cioè la revisione di ‘procedure e i dispositivi di emergenza’ per evitare la dispersione di ammoniaca”. E chiude: «Ci dica la giunta se è vero quanto dichiarato dal sen. Matteoli: nel 1994 Solvay ha preso 100miliardi di lire pubbliche per modificare il sistema di produzione della soda per renderlo sostenibile? Non ci pare nel caso che sia stato un investimento dai risultati percepibili».
«Quei pesci avrebbero potuto dirci molto sull’inquinamento del fosso bianco: ad esempio se l’ammoniaca l’avevano ‘respirata’ solo in quella occasione o con una certa ricorrenza” prosegue Giannarelli che aggiunge: “La perdita della loro capacità probatoria rende impossibile l’accertamento della magistratura, con profondo danno per la comunità di Rosignano» «La giunta PD-Rossi deve anche chiarire la discrepanza dei dati pubblicati da Arpat sui campionamenti tra 29, 30 agosto e 1 settembre. Ma soprattutto deve accertare se Solvay ha fatto quanto Arpat prescriveva 10 anni fa dopo un caso analogo, cioè la revisione di ‘procedure e i dispositivi di emergenza’ per evitare la dispersione di ammoniaca”. E chiude: «Ci dica la giunta se è vero quanto dichiarato dal sen. Matteoli: nel 1994 Solvay ha preso 100miliardi di lire pubbliche per modificare il sistema di produzione della soda per renderlo sostenibile? Non ci pare nel caso che sia stato un investimento dai risultati percepibili».
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