Il dolore
Le zone colpite erano tutte a rischio elevato
di Giulio Corsi
In una cartina della Regione aggiornata al 2012 strade e quartieri in pericolo in caso di alluvione
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LIVORNO. Viale Nazario Sauro. I Tre Ponti. Via Pacinotti. Il ponte di Ardenza Terra. Collinaia. Sant’Alò. Piazza delle Carrozze. Stagno. A rivedere oggi la mappa delle zone a rischio idraulico aggiornata nel novembre 2012 dalla Regione Toscana sembra che fosse già tutto scritto.
Tutte le zone colpite dal disastro di domenica sono macchiate di blu e viola nella cartina che pubblichiamo qua a fianco, due colori che nella legenda indicano pericolosità idraulica elevata o molto elevata.
A guardare la cartina si nota che di fatto le zone a rischio in città sono tutte quelle in prossimità dei corsi d'acqua. E negli anni - con danni certamente infinitesimali rispetto alla strage di domenica - tutte erano già state colpite, più o meno duramente, da piene, esondazioni, allagamenti. Domenica mattina invece sono state colpite tutte insieme come mai era accaduto prima: nessuna è stata risparmiata. Compresa, scendendo a sud, Chioma, che nella mappa in pagina non si vede ma che è colorata rigorosamente di viola in tutta l’area della foce e della valle.
Cominciando da nord le grandi lingue blu e viola che si intersecano nei quartieri di Stagno e lungo via Firenze seguono il percorso dell’Ugione e del Rio Puzzolente. I due fiumiciattoli mettono a rischio via Provinciale Pisana e via Pian di Rota e tutte le abitazioni e le attività che vi si affacciano, di qua e di là dalla ferrovia. Ancor più a rischio le molte attività e le poche case che scorrono lungo l’Aurelia nel territorio di Collesalvetti e poi su via Firenze. L’Ugione sfocia in porto, nel canale Industriale, e nel suo ultimo chilometro “mette in pericolo” i piazzali retroportuali utilizzati prevalentamente per lo stoccaggio delle auto nuove.
Nella stessa foce sbuca il Fosso della Cigna, che tuttavia è ritenuto molto più sicuro, almeno nel lungo tratto cittadino dalla stazione al porto. È in zona stazione invece che il Fosso della Cigna e poco più ad est il Rio Cignaiolo cominciano ad essere considerati pericolosi. Il primo mette a grave rischio la sicurezza del Rombolino, il secondo quella di Porta a Terra, dalla zona del PalaModigliani e del circolo Libertas a quella delle Fonti del Corallo.
Scendendo a sud della città, il Rio Maggiore, il fiume killer della strage di viale Nazario Sauro, è considerato pericoloso fin da quando, scendendo da Valle Benedetta e Limoncino, arriva in pianura a Salviano. Qui nella parte vecchia del quartiere il Rio Maggiore si avvicina al Fosso della Cigna e non è un caso che la zona di via del Giaggiolo sia una di quelle considerate più pericolose.
Correndo verso il mare il fiume continua poi vicino al distretto dell’Asl, al deposito del Ctt, in via dei Pelaghi e sbuca nel Nuovo Centro e al parco Levante, dove sono state create le nuove casse di espansione di portata duecentennale che secondo gli addetti ai lavori l’altra notte hanno funzionato a dovere e limitato le dimensioni della strage. Il punto più a rischio del Rio Maggiore nel tratto cittadino è considerato quello a cavallo tra l’Aurelia e via Cattaneo, subito dopo il cimitero della Purificazione: esattamente dove il fiume l’altro giorno è impazzito. Proprio in via Cattaneo il Rio Maggiore entra nel tombamento che lo porta fino al mare. Ma anche il percorso lungo questi due chilometri scarsi è considerato a rischio: via Montelungo, via dei Pensieri, via Lusena, via Rodocanacchi, via Toti, viale Nazario Sauro. D’altra parte la “scatola” di cemento armato in cui scorre il Maggiore è percorsa da “appositi chiusini che permettono l'accesso per le opere di sorveglianza e manutenzione”. Non è ancora chiaro se è uno di questi ad essersi aperto proprio nella zona in cui è avvenuta la tragedia della famiglia Ramacciotti. Di certo il rischio era giustificato. E la portata dell’eventuale allagamento del Rio Maggiore nella sua parte finale la si capisce bene guardando quanto la zona blu si estenda anche in via Goito addirittura fino a via Lepanto.
Ben noto è il percorso del Rio Ardenza, da sempre sorvegliato speciale per la mancanza di casse di espansione: da via di Popogna arriva fino ai Tre Ponti. Le zone a rischio sono identificate fin dalle colline, nella Fattoria Sant’Alò, in tutta Collinaia, lungo via San Martino. E poi quando il rio arriva all’Apparizione, c’è il ponte dell’Aurelia e andando verso il mare via Pacinotti.
Infine il Rio Banditella che da Montenero arriva fino al Sale: il punto più a rischio del suo percorso è considerata piazza delle Carrozze, cancellata dall’alluvione di domenica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutte le zone colpite dal disastro di domenica sono macchiate di blu e viola nella cartina che pubblichiamo qua a fianco, due colori che nella legenda indicano pericolosità idraulica elevata o molto elevata.
A guardare la cartina si nota che di fatto le zone a rischio in città sono tutte quelle in prossimità dei corsi d'acqua. E negli anni - con danni certamente infinitesimali rispetto alla strage di domenica - tutte erano già state colpite, più o meno duramente, da piene, esondazioni, allagamenti. Domenica mattina invece sono state colpite tutte insieme come mai era accaduto prima: nessuna è stata risparmiata. Compresa, scendendo a sud, Chioma, che nella mappa in pagina non si vede ma che è colorata rigorosamente di viola in tutta l’area della foce e della valle.
Cominciando da nord le grandi lingue blu e viola che si intersecano nei quartieri di Stagno e lungo via Firenze seguono il percorso dell’Ugione e del Rio Puzzolente. I due fiumiciattoli mettono a rischio via Provinciale Pisana e via Pian di Rota e tutte le abitazioni e le attività che vi si affacciano, di qua e di là dalla ferrovia. Ancor più a rischio le molte attività e le poche case che scorrono lungo l’Aurelia nel territorio di Collesalvetti e poi su via Firenze. L’Ugione sfocia in porto, nel canale Industriale, e nel suo ultimo chilometro “mette in pericolo” i piazzali retroportuali utilizzati prevalentamente per lo stoccaggio delle auto nuove.
Nella stessa foce sbuca il Fosso della Cigna, che tuttavia è ritenuto molto più sicuro, almeno nel lungo tratto cittadino dalla stazione al porto. È in zona stazione invece che il Fosso della Cigna e poco più ad est il Rio Cignaiolo cominciano ad essere considerati pericolosi. Il primo mette a grave rischio la sicurezza del Rombolino, il secondo quella di Porta a Terra, dalla zona del PalaModigliani e del circolo Libertas a quella delle Fonti del Corallo.
Scendendo a sud della città, il Rio Maggiore, il fiume killer della strage di viale Nazario Sauro, è considerato pericoloso fin da quando, scendendo da Valle Benedetta e Limoncino, arriva in pianura a Salviano. Qui nella parte vecchia del quartiere il Rio Maggiore si avvicina al Fosso della Cigna e non è un caso che la zona di via del Giaggiolo sia una di quelle considerate più pericolose.
Correndo verso il mare il fiume continua poi vicino al distretto dell’Asl, al deposito del Ctt, in via dei Pelaghi e sbuca nel Nuovo Centro e al parco Levante, dove sono state create le nuove casse di espansione di portata duecentennale che secondo gli addetti ai lavori l’altra notte hanno funzionato a dovere e limitato le dimensioni della strage. Il punto più a rischio del Rio Maggiore nel tratto cittadino è considerato quello a cavallo tra l’Aurelia e via Cattaneo, subito dopo il cimitero della Purificazione: esattamente dove il fiume l’altro giorno è impazzito. Proprio in via Cattaneo il Rio Maggiore entra nel tombamento che lo porta fino al mare. Ma anche il percorso lungo questi due chilometri scarsi è considerato a rischio: via Montelungo, via dei Pensieri, via Lusena, via Rodocanacchi, via Toti, viale Nazario Sauro. D’altra parte la “scatola” di cemento armato in cui scorre il Maggiore è percorsa da “appositi chiusini che permettono l'accesso per le opere di sorveglianza e manutenzione”. Non è ancora chiaro se è uno di questi ad essersi aperto proprio nella zona in cui è avvenuta la tragedia della famiglia Ramacciotti. Di certo il rischio era giustificato. E la portata dell’eventuale allagamento del Rio Maggiore nella sua parte finale la si capisce bene guardando quanto la zona blu si estenda anche in via Goito addirittura fino a via Lepanto.
Ben noto è il percorso del Rio Ardenza, da sempre sorvegliato speciale per la mancanza di casse di espansione: da via di Popogna arriva fino ai Tre Ponti. Le zone a rischio sono identificate fin dalle colline, nella Fattoria Sant’Alò, in tutta Collinaia, lungo via San Martino. E poi quando il rio arriva all’Apparizione, c’è il ponte dell’Aurelia e andando verso il mare via Pacinotti.
Infine il Rio Banditella che da Montenero arriva fino al Sale: il punto più a rischio del suo percorso è considerata piazza delle Carrozze, cancellata dall’alluvione di domenica.
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