Il Tirreno

Livorno

Addio “Nigio” Il sogno Londra spazzato via

di Gianni Tacchi
Addio “Nigio” Il sogno Londra spazzato via

Matteo è morto nel frontale durante la bufera Lavorava come barman e stava per trasferirsi

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LIVORNO. «Mamma, dobbiamo ancora smontare il catering: torno tra un po’, non aspettarmi sveglia...». Erano quasi le 6 quando Matteo, in un momento di pausa dal lavoro, ha chiamato a casa per avvertire del ritardo. Era in un locale di Cecina per un matrimonio, lui che si era diplomato all’istituto alberghiero di Rosignano e faceva il barman. Ma Matteo, a casa, non è più tornato. È morto nello scontro frontale sulla via Emilia, all’altezza dell’incrocio per Santa Luce, nella notte infernale di Livorno.

Matteo Nigiotti non aveva neanche 22 anni, li avrebbe compiuti il prossimo 21 dicembre probabilmente nella “sua” Londra: stava per trasferirsi in Inghilterra e aveva già comprato un biglietto di sola andata per il 24 ottobre, sperando di trovare laggiù un lavoro in un pub o una discoteca. Prima di mettersi alla guida della sua auto, una Mini ritrovata nella scarpata dopo l’incidente stradale, aveva tirato fuori il suo smartphone per scrivere un post sulle Instagram Stories, un messaggio che resta visibile sul social network per 24 ore e poi sparisce. «Entri alle 17 il pomeriggio e finisci alle 7 del mattino... Non si molla nulla!», il suo commento sulla giornata di lavoro con l’orario in cui è stato pubblicato, le 6.55. Neanche un’ora dopo è andato incontro al suo destino.

“Nigio”, come lo chiamavano gli amici, aveva lavorato a lungo tra i due bar Il Folletto: uno è a Porta a Mare, l’altro al centro commerciale Fonti del Corallo. Fino ad agosto era invece il cameriere della Siesta, a Tirrenia. Ma nel frattempo aveva seguito anche un corso per diventare sommelier, riuscendo così a strappare qualche contratto a chiamata tra i locali di tutta la costa. «Si faceva in quattro per il lavoro - raccontano gli amici - ma in cinque per chi aveva bisogno. Matteo era così: un buono, un generoso, uno sempre disponibile. Era impossibile non avere un bel rapporto con lui».

Da ragazzino giocava a calcio, nello storico Livorno Nord Pontino, e proprio il pallone era tra le sue passioni, tanto che seguiva il Livorno Calcio dalla curva Nord ed era molto conosciuto nell’ambiente. Poi la palestra, il mare e soprattutto i viaggi. Matteo doveva andare a Bali, in Indonesia, tra neanche venti giorni: biglietto già comprato con un amico e conto alla rovescia partito da settimane. Al ritorno avrebbe rifatto i bagagli e sarebbe andato a Londra, sperando di servire cocktail magari tra Piccadilly Circus e Oxford Street. Sono i sogni, le speranze e i progetti che si sono scontrati sulla via Emilia con un’altra auto che viaggiava in direzione opposta: lui stava tornando a casa, in via della Bernardina, il babbo e il figlio 13enne dell’altra vettura erano diretti invece a sud.

«Londra era il suo chiodo fisso, un’esperienza di vita che voleva fare da tanto tempo - il ricordo degli amici - Matteo era un ragazzo splendido, con il sorriso sempre stampato in faccia. Non è possibile, è una tragedia». E così Livorno resta a pezzi mentre piange anche un ragazzo con una valigia di progetti, una valigia da fare e disfare. Una valigia che resta chiusa nell’armadio, insieme a sogni svaniti in una delle notti più tragiche della storia della nostra città. Addio “Nigio”, il tuo sorriso risplende anche a Londra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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