Il Tirreno

Livorno

IL RICOVERO

di Sara Luperini
IL RICOVERO

COLLESALVETTI. Il virus che arriva dal Nilo è comparso in una lingua di asfalto lunga millequattrocento metri e larga quanto basta al passaggio di un’auto, immersa tra il verde sbiadito dei campi,...

3 MINUTI DI LETTURA





COLLESALVETTI. Il virus che arriva dal Nilo è comparso in una lingua di asfalto lunga millequattrocento metri e larga quanto basta al passaggio di un’auto, immersa tra il verde sbiadito dei campi, gli oliveti e l’uva quasi pronta per la vendemmia.

Via delle Buchette, alle porte di Collesalvetti, in direzione nord, è ancora quella campagna di una volta: lontana dal traffico e dalla vita sempre più caotica di una frazione che ha visto il moltiplicarsi dei suoi abitanti. Qualche villetta e tanti piccoli gruppi di case, abitati per lo più, da famiglie che, a cavallo degli anni Cinquanta, con la liberalizzazione delle terre, hanno lasciato la Sicilia e la Campania, per costruirsi una nuova vita.

I cognomi sulle targhette dei citofoni si possono contare sulle dita di una mano, ad essi si aggiungono poi, quelli di chi, nel passato più recente, ha scelto le Buchette per vivere in tranquillità, una ventina di famiglie, poco più. È qui, tra una corte e l’altra che la notizia del caso di meningite, dovuto alla puntura di una zanzara del genere Culex, si è diffusa con l’arrivo dei tecnici della Asl, chiamati per le misure da adottare in questi casi.

«Il sessantacinquenne colligiano aveva febbre alta – spiega uno dei suoi vicini – ma non sapevamo di che cosa si trattasse. Siamo preoccupati, anche perché, è capitato a lui, ma poteva accadere a noi. Qui, vivono i nostri figli ed i nostri nipoti. La disinfestazione dovrebbe coinvolgere l’intero paese e non soltanto la nostra zona». Da mercoledì sera, nella zona interessata, dal civico 1 al 64, come previsto dalle linee guida ministeriali, è scattata la campagna adulticida con un intervento che avrà la durata di tre giorni, con orario 21.00-1.00. Contemporaneamente, il Comune di Collesalvetti, in accordo con Asl, ha provveduto ad effettuare la profilassi anti larvale con pastiglie, mentre, giornalmente, prosegue il monitoraggio delle larve, per verificare se vi siano, o meno, altri esemplari infetti. Ottimismo e fiducia nelle autorità arrivano da altri abitanti della zona. «Non siamo preoccupati spiegano poco più avanti. La macchina si è messa in moto, stanno trattando tutta l’area, non ci resta che attendere le risposte di Asl sulle larve. Sapevamo di questo malessere, della febbre che persisteva ma non della sua gravità. Il nostro compito, adesso, è quello di non utilizzare gli ortaggi, chiudere le finestre durante il trattamento, non lasciare abiti ed animali domestici fuori, all’aria aperta».

Ma le finestre, qui alle Buchette, sono già chiuse e l’unico rumore assordante, paradossalmente, è quello del silenzio: «Ci conosciamo tutti e vogliamo proteggere la nostra privacy e quella della persona interessata, ha chiosa uno degli agricoltori di ritorno dal suo terreno». Del virus del Nilo Occidentale, però, si parla anche in piazza della Repubblica, fuori dal bar, dove in genere si trascorre il pomeriggio a chiacchierare di calcio. Da un lato, il caso della bambina di quattro anni, deceduta nei scorsi per la malaria, dall’altro, il caso che riguarda più da vicino il paese. «La paura c’è sempre e non è possibile aspettare che accadano fatti di questo tipo e poi provvedere. È importante fare prevenzione, come si faceva un tempo, con le vecchie disinfestazioni, ma purtroppo, ci dicono che sono nocive e non possono essere più eseguite». Eppure sarebbero importanti, come spiega Francesco Menichetti, primario del reparto di malattie infettive all’ospedale di Cisanello che ieri mattina ha visitato il sessantacinquenne contagiato dalla meningite. «Il paziente – premette – sta meglio, è in piedi, non è a ancora 100% ma tutto lascia pensare che possa riacquistare il completo benessere. Probabilmente – va avanti – abbiamo capito anche come è avvenuto il contagio. Il paziente abita a un chilometro da un maneggio. È possibile che un cavallo infetto sia stato punto da una zanzara che ha fatto da vettore fino all’uomo...»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa