Gioco
ESPOSTO DI FRATELLI D’ITALIA
«Maxi-Darsena, la Corte dei conti indaghi sulle spese della Regione»
LIVORNO. Nella vasta fenomenologia sulla Darsena Europa c’è da aggiungere ora anche un esposto, che è stato inviato ieri via pec dal portavoce livornese di Fratelli d’Italia (Fdi) Andrea Romiti alla...
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LIVORNO. Nella vasta fenomenologia sulla Darsena Europa c’è da aggiungere ora anche un esposto, che è stato inviato ieri via pec dal portavoce livornese di Fratelli d’Italia (Fdi) Andrea Romiti alla Corte dei Conti, alla guardia di finanza di Livorno e all’autorità nazionale anticorruzione.
Nel mirino dell’esposto, che è stato illustrato ieri all’Andana degli Anelli dallo stesso Romiti insieme al capogruppo in consiglio regionale Giovanni Donzelli, e che suona più che altro come un attacco diretto al governatore Enrico Rossi, ci sono le spese di denaro pubblico previste per lo studio di fattibilità e quelle del piano regolatore portuale sostenute per il bando di gara sull’opera che è stato revocato il 27 luglio scorso dall’Autorità di sistema.
«I livornesi si sono stancati di essere trattati da sudditi dal “principe” Rossi – ha attaccato subito Romiti, sparando sul governatore della Regione – e di tutte queste scelte che sono fatte in modo approssimativo: il bando di gara da 800 milioni è stato revocato dopo che si era sollecitato il M5s a votare il piano regolatore portuale dicendo che la Banca europea degli investimenti anticipava i fondi. Poi dalla Bei arrivano solo 90 milioni e si modifica il bando dicendo che sono cambiate le leggi».
Un bando annullato in cinque righe a luglio ricorda ancora l’esponente di Fdi, con le motivazioni che sono rimandate ad un link del sito dell’Autorità portuale che si apre con due pagine vuote.
«Abbiamo fatto l’esposto non solo sulle motivazioni della revoca – prosegue Romiti – ma anche per sapere come sono stati spesi i soldi per lo studio di fattibilità, che si dice sia costato 190 mila euro, per un progetto che non si farà. senza contare il piano regolatore: è costato 1 milione di euro e ora dovrà essere modificato se si cambia la Darsena Europa?».
Donzelli, intanto, annuncia che la prossima settimana presenterà un’interrogazione in merito in Regione per chiedere conto di una cifra che secondo Fdi si aggira su 800 mila euro spesi per il progetto che è stato accantonato.
«Chiederemo alla Regione di renderci conto fino all’ultima virgola su queste spese», dice il capogruppo di Fratelli d’Italia: «Non si può continuare a spendere denaro pubblico per progetti che poi non vengono realizzati. Vogliamo sapere – afferma – le cifre precise rispetto agli stanziamenti per il progetto annullato e se quello nuovo ha costi aggiuntivi».
Fratelli d’Italia tiene a precisare che non è contro il progetto, anzi, lo ritiene fondamentale per Livorno. «Non siamo contrari all’opera – chiude Donzelli – ma bisogna spendere bene i soldi dei cittadini e non buttare via denaro pubblico».
Enrico Paradisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel mirino dell’esposto, che è stato illustrato ieri all’Andana degli Anelli dallo stesso Romiti insieme al capogruppo in consiglio regionale Giovanni Donzelli, e che suona più che altro come un attacco diretto al governatore Enrico Rossi, ci sono le spese di denaro pubblico previste per lo studio di fattibilità e quelle del piano regolatore portuale sostenute per il bando di gara sull’opera che è stato revocato il 27 luglio scorso dall’Autorità di sistema.
«I livornesi si sono stancati di essere trattati da sudditi dal “principe” Rossi – ha attaccato subito Romiti, sparando sul governatore della Regione – e di tutte queste scelte che sono fatte in modo approssimativo: il bando di gara da 800 milioni è stato revocato dopo che si era sollecitato il M5s a votare il piano regolatore portuale dicendo che la Banca europea degli investimenti anticipava i fondi. Poi dalla Bei arrivano solo 90 milioni e si modifica il bando dicendo che sono cambiate le leggi».
Un bando annullato in cinque righe a luglio ricorda ancora l’esponente di Fdi, con le motivazioni che sono rimandate ad un link del sito dell’Autorità portuale che si apre con due pagine vuote.
«Abbiamo fatto l’esposto non solo sulle motivazioni della revoca – prosegue Romiti – ma anche per sapere come sono stati spesi i soldi per lo studio di fattibilità, che si dice sia costato 190 mila euro, per un progetto che non si farà. senza contare il piano regolatore: è costato 1 milione di euro e ora dovrà essere modificato se si cambia la Darsena Europa?».
Donzelli, intanto, annuncia che la prossima settimana presenterà un’interrogazione in merito in Regione per chiedere conto di una cifra che secondo Fdi si aggira su 800 mila euro spesi per il progetto che è stato accantonato.
«Chiederemo alla Regione di renderci conto fino all’ultima virgola su queste spese», dice il capogruppo di Fratelli d’Italia: «Non si può continuare a spendere denaro pubblico per progetti che poi non vengono realizzati. Vogliamo sapere – afferma – le cifre precise rispetto agli stanziamenti per il progetto annullato e se quello nuovo ha costi aggiuntivi».
Fratelli d’Italia tiene a precisare che non è contro il progetto, anzi, lo ritiene fondamentale per Livorno. «Non siamo contrari all’opera – chiude Donzelli – ma bisogna spendere bene i soldi dei cittadini e non buttare via denaro pubblico».
Enrico Paradisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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