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In piazza Cavour regna l’indisciplina, auto e scooter invadono l’area pedonale - Le foto
Livorno, martedì 5 settembre abbiamo osservato per 45 minuti quello che accade in pieno centro, il risultato è la totale anarchia nonostante i divieti. E i controlli?
LIVORNO. Un'occhiata a sinistra, uno sguardo distratto a destra. E poi via, ad attraversare la piazza in sella al motorino. Peccato che ci si trovi in una zona pedonale e che quella manovra sia assolutamente vietata. Ma cosa vuoi che sia - si dirà - lo fanno tutti... Eh sì, purtroppo piazza Cavour continua ad essere chiusa al traffico ma solo per finta. Solamente secondo i segnali e i cartelli previsti dal codice della strada. In realtà, ogni giorno la piazza - in parte pedonale e in parte aperta al transito dei bus e dei soli mezzi autorizzati - viene perforata da scooter e auto che, in un modo o nell'altro, l’attraversano sotto lo sguardo impotente dell'immobile Cavour. Da via Maggi verso agli scali d'Azeglio, e al contrario, oppure da via Ginori a via Michon, o ancora da via Cairoli a via Ernesto Rossi. Basta passare da quella zona e soffermarsi qualche minuto per rendersi conto di quanti motorini sfreccino con disinvoltura in su e in giù.
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È pur vero che se uno vuole andare da via Maggi a via Indipendenza deve fare un giro lunghissimo per un tragitto che, in linea d'aria, è poco più di 50 metri. Ma questo non giustifica chi infrange un divieto, rischiando anche di causare di mettere in pericolo pedoni, carrozzine e passeggini. La piazza è chiusa al traffico da decenni e anche se ciclicamente si riaffaccia l’ipotesi di riaprire l’attraversamento - il maggior sostenitore fu l’ex sindaco Pd Alessandro Cosimi che poi però non ne fece di nulla - il divieto resta, solo che troppi cittadini non lo rispettano e pochi sono i controlli per sanzionare i comportamenti sbagliati. Nella mattina di martedì 5 settembre, da un quarto alle 11 alle 11.30, il Tirreno ha fatto una prova contando i mezzi a due ruote che hanno attraversato piazza Cavour: ben 68 e solamente due persone sono scese a piedi e hanno spinto il motorino con il motore spento. In 19, infatti, sono sì scesi, ma hanno lasciato il motore acceso, mentre 47 sono proprio rimasti in sella. Più o meno la metà ha attraversato a bassa velocità. Altri, forse per paura di incrociare una pattuglia dei vigili, sono sfrecciati ad altissima velocità, con il rischio di andare addosso alle persone.
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Ma in quasi un'ora di osservazione, si sono visti solamente una vettura dei carabinieri e un paio di motociclette della polizia municipale. Troppo poco per arginare l’indisciplina degli scooteristi. Anni fa, l’amministrazione guidata da Cosimi, decise di installare delle transenne tra il bar Cavour e l'edicola lato sud-est, in modo da impedire il passaggio dei motorini. Ma la gente, pur di andare dall'altra parte della piazza, ha iniziato a salire sul marciapiede con lo scooter, per poi scendere e dirigersi verso gli scali Manzoni. Ma qualcuno ha deciso di ovviare al “problema” e così - spiegano alcuni residenti e commercianti della zona - qualcuno ha deciso di rimuovere due transenne laterali, in modo da lasciare un piccolo varco aperto. Così non si corre più il rischio di venire arrotati da un motorino sul marciapiede, ma è davvero incredibile il livello di inciviltà in questa zona del centro.
«Sono andato più volte in Comune – spiegato il titolare del bar, Enrico Bonomo – per dire che queste transenne non hanno risolto il problema, anzi. Se vogliono mantenere piazza Cavour chiusa al traffico, l'unica soluzione è mettere i vigili. Inoltre questo sbarramento ha creato anche altri problemi. Io, per esempio, sono stato costretto a spostare i bidoni della differenziata dal muro fuori del locale a davanti alle transenne, sennò le carrozzine dei diversamente abili non ci passavano più. Prima, invece, potevano passare tranquillamente. Io spero che prima o poi riaprano la piazza. Sono 30 anni che è chiusa e in tanti hanno riconosciuto che è stata una scelta sbagliata. Per fare 40 metri in linea d'aria, bisogna fare un giro di almeno due chilometri. Potrebbero aprire un corridoio in mezzo alla zona pedonale, anche solo per motorini o mezzi d'emergenza, tra via Maggi e gli scali. Così la situazione è insostenibile e pericolosa».
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