Gioco
I vettori sono soprattutto gli uccelli, ma solo nell’1% dei casi è pericoloso
Il virus West Nile (Wnv) è un flavivirus trasmesso da zanzare. È ampiamente diffuso in Africa, nel bacino del Mediterraneo (Medio Oriente e Sud Europa) e in Asia. Dal 1999 è presente anche in Nord...
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Il virus West Nile (Wnv) è un flavivirus trasmesso da zanzare. È ampiamente diffuso in Africa, nel bacino del Mediterraneo (Medio Oriente e Sud Europa) e in Asia. Dal 1999 è presente anche in Nord America.
Gli uccelli sono implicati nel ciclo di trasmissione come ospiti amplificatori, ma il Wnv è in grado di infettare diverse specie di mammiferi, anfibi e rettili.
Gli uomini e i cavalli, che talvolta mostrano sintomatologia clinica, sono considerati ospiti accidentali a fondo cieco, in quanto la viremia è di breve durata e con un titolo considerato non infettante per il vettore.
Sono comunque stati registrati casi di trasmissione interumana attraverso emotrasfusioni, trapianti di organo, allattamento al seno e per via verticale.
Nell’uomo la maggior parte delle infezioni ha decorso asintomatico. In un 15-20% dei casi invece si manifesta, dopo un periodo di incubazione di 3-15 giorni, una sindrome influenzale (febbre, mal di testa, mialgia nausea e vomito).
La sindrome dura di norma 2-3 giorni. In meno dell’1% dei casi invece la malattia si manifesta con sintomi neurologici (meningite o meningoencefalite o mielite) associati a febbre elevata.
I decessi sono registrati soprattutto nei soggetti di età più elevata. Sono stati segnalati casi di trasmissione diretta dell’infezione da Wnv attraverso la placenta, l’allattamento al seno, le emotrasfusioni e i trapianti di organo.
Anche nel cavallo la maggior parte delle infezioni da Wnv ha decorso asintomatico. In poco meno del 10% dei casi però i cavalli infetti mostrano sintomatologia nervosa.
Il periodo di incubazione è compreso tra i 3 e i 15 giorni post-infezione, sintomi più comunemente descritti sono paresi, atassia, cadute improvvise, difficoltà nell’andatura, fascicolazione dei muscoli, digrignamento dei denti, cecità, ptosi delle labbra, ipereccitabilità o letargia. La maggior parte dei soggetti che si ammala guarisce spontaneamente; di norma il tasso di letalità rimane compreso tra il 30% e il 40%.
Gli uccelli sono implicati nel ciclo di trasmissione come ospiti amplificatori, ma il Wnv è in grado di infettare diverse specie di mammiferi, anfibi e rettili.
Gli uomini e i cavalli, che talvolta mostrano sintomatologia clinica, sono considerati ospiti accidentali a fondo cieco, in quanto la viremia è di breve durata e con un titolo considerato non infettante per il vettore.
Sono comunque stati registrati casi di trasmissione interumana attraverso emotrasfusioni, trapianti di organo, allattamento al seno e per via verticale.
Nell’uomo la maggior parte delle infezioni ha decorso asintomatico. In un 15-20% dei casi invece si manifesta, dopo un periodo di incubazione di 3-15 giorni, una sindrome influenzale (febbre, mal di testa, mialgia nausea e vomito).
La sindrome dura di norma 2-3 giorni. In meno dell’1% dei casi invece la malattia si manifesta con sintomi neurologici (meningite o meningoencefalite o mielite) associati a febbre elevata.
I decessi sono registrati soprattutto nei soggetti di età più elevata. Sono stati segnalati casi di trasmissione diretta dell’infezione da Wnv attraverso la placenta, l’allattamento al seno, le emotrasfusioni e i trapianti di organo.
Anche nel cavallo la maggior parte delle infezioni da Wnv ha decorso asintomatico. In poco meno del 10% dei casi però i cavalli infetti mostrano sintomatologia nervosa.
Il periodo di incubazione è compreso tra i 3 e i 15 giorni post-infezione, sintomi più comunemente descritti sono paresi, atassia, cadute improvvise, difficoltà nell’andatura, fascicolazione dei muscoli, digrignamento dei denti, cecità, ptosi delle labbra, ipereccitabilità o letargia. La maggior parte dei soggetti che si ammala guarisce spontaneamente; di norma il tasso di letalità rimane compreso tra il 30% e il 40%.
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