Il Tirreno

Livorno

Tutti in classe e non importa se è venerdì: ecco il perché di questa data

di Stefano Taglione
Tutti in classe e non importa se è venerdì: ecco il perché di questa data

In Toscana la scuola inizia il 15, nonostante sia subito weekend mentre le altre regioni giocano d’anticipo

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LIVORNO. I superstiziosi staranno già toccando ferro, visto che il famoso detto sconsiglia di sposarsi, partire o dar principio all’arte sia «di Venere» che «di Marte». Ma – proverbi a parte – in molti si staranno chiedendo che senso abbia iniziare la scuola di venerdì. Sì, perché in Toscana la prima campanella quest’anno suonerà proprio alla vigilia dell’ultimo weekend dell’estate, di venerdì, mentre alcune famiglie forse preferirebbero godersi gli ultimi scampoli di vacanza.

Lo ha stabilito la Regione, non la sola in Italia a decidere di partire il 15 settembre. Anche in Emilia, Lazio, Marche e Puglia è così. Due i motivi: salvaguardare la stagione turistica (secondo albergatori e commercianti penalizzata partendo prima) e mantenersi ben lontani dalla fatidica soglia dei 200 giorni di scuola, al di sotto della quale in caso di ricorsi l’anno scolastico rischia di essere invalidato.

SCELTA DUBBIA E SOFFERTA

È per questo che la Regione, per evitare contenziosi, da qualche anno ha deciso di alzare l’asticella da 200 a 205 giorni di scuola e da 167 a 172 in caso di sabato festivo, l’orario della maggior parte degli istituti comprensivi toscani. Un margine di sicurezza per restare ben al di sopra della soglia minima e scongiurare il rischio di tornare fra i banchi a luglio, come accaduto quest’estate ad alcuni alunni di Niscemi, in Sicilia. Così anziché iniziare lunedì 18 – come suggerirebbe il buon senso – si parte il 15 settembre, di venerdì. Una scelta che non entusiasma nemmeno chi, questa scelta, l’ha fatta: l’assessora regionale all’Istruzione, Cristina Grieco. «Iniziando il 18 – spiega l’ex preside del Nautico di Livorno – rischiamo di ledere l’autonomia degli istituti e invalidare l’anno scolastico. La nostra non è stata una decisione facile, ma insieme ai presidi analizzando i pro e i contro si è preferito fare così».

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IL CALENDARIO COMPLICATO

Secondo quanto stabilito dalla Regione i giorni di scuola, quest’anno, sono 208 per gli alunni che frequentano per l’intera settimana e 173 per coloro che invece fanno lezione dal lunedì al venerdì. Soprattutto per questi ultimi, quindi, il margine è veramente risicato, considerando i due possibili ponti del Primo maggio (dove può saltare lunedì 30 aprile) e sabato 9 dicembre, dopo l’Immacolata, che però interessa solo chi ha l’orario esteso a sei giorni. Ci sono poi da sottrarre le eventuali feste patronali e le altre vacanze (ad esempio i giorni in occasione del Carnevale o la settimana bianca) che ogni dirigenza scolastica può concedere in piena autonomia. Senza dimenticare le chiusure improvvise (in caso di allerta meteo o per grandi eventi, come il 23 settembre a Lucca prima del concerto dei Rolling Stones) e quelle, più facilmente prevedibili, durante le tornate elettorali, ad esempio se l’edificio scolastico è seggio. «È anche per questo che abbiamo preferito partire di venerdì – continua Grieco – in modo tale da riservarci un buon margine di sicurezza e consentire ai ragazzi di poter staccare qualche giorno almeno durante i mesi invernali».

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A LUCCA NIENTE PONTI

In alcune scuole di Lucca non ci sarà né il ponte dell’Immacolata, né quello del Primo maggio. «Il calendario è molto complicato, siamo al limite – commenta la dirigente dell’Istituto comprensivo Lucca 7, Anna Rugani, 11 plessi alla periferia della città – e abbiamo preferito concedere dei giorni durante il Lucca Comics, visto che normalmente facciamo lezione anche al sabato, sei giorni su sette». Per ora, però, nessun genitore ha protestato. Nemmeno per l’inizio anticipato. «Evidentemente le famiglie sono molto comprensive», chiosa la preside.

RISCHIO ASSENZE

Secondo alcuni presidi, però, iniziando di venerdì si rischia di rimanere con le aule deserte. «Sarà una giornata di totale accoglienza, che a causa delle assenze dovremo ripetere anche di lunedì – spiega Lucio Bontempelli, preside dell’Istituto comprensivo Tongiorgi di Pisa –. Iniziare il 15, a mio parere, ha poco senso». Secondo l’assessora Grieco, se le famiglie sono ancora in vacanza, «non sarà una tragedia». «L’anno prossimo – conclude – il calendario è più semplice, perché il 15 cade di sabato, quindi inizieremo per forza lunedì 17». Quest’anno, invece, è venerdì. E a quanto pare ogni proroga è proibita.
 

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