Gioco
«Non c’erano avvisaglie per il crollo di quel tetto»
La presidente di Casalp annuncia tempi non brevi per il rientro a casa delle famiglie Il palazzo, come tutta la stecca di Fiorentina, è nella lista delle demolizioni
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LIVORNO. Ieri mattina la ditta Mannucci Edilizia, incaricata da Casalp per effettuare la messa in sicurezza del tetto di via Giordano Bruno 2 alla Guglia dopo il crollo avvenuto sabato notte, ha iniziato a lavorare. Serviranno circa due settimane per effettuare la prima sistemazione.
Ma perché le tre famiglie residenti all’ultimo piano, evacuate dai vigili del fuoco, tornino a casa ci vorrà molto di più.
Lo dice chiaramente il presidente di Casalp Vanessa Soriani, che ieri mattina ha avuto una serie di incontri con i propri tecnici: «Ancora non è possibile stimare la tempistica necessaria - spiega -. I tecnici stanno facendo le valutazioni generali e poi dovranno predisporre il progetto. A seconda dell’entità potrebbe servire una gara. D’altra parte il tetto è stato scoperchiato».
Casalp e Comune nel frattempo cercheranno una soluzione provvisoria (che potrebbe essere anche definitiva) per le famiglie coinvolte: «Alcuni dei residenti, anziani, adesso sono ospitati al Pascoli e a villa Serena, altri si sono organizzati da soli. Se i tempi saranno lunghi si andrà alla mobilità come previsto dalla normativa».
L’immobie - evidenzia il presidente di Casalp - fa parte dei piani di recupero e come tutta la stecca di via Giordano Bruno era candidato alla demolizione e ricostruzione (anche se per adesso non rientrava nei palazzi che hanno già ottenuto il finanziamento, dal civico 14 in poi).
«Tuttavia non c’erano state avvisaglie o segnalazioni di problemi - sottolinea la Soriani -. Anche se va detto che quel tipo di strutture anni Quaranta, con i cosiddetti travetti Magona, stanno dando problemi un po’ su tutto il territorio».
Ma perché le tre famiglie residenti all’ultimo piano, evacuate dai vigili del fuoco, tornino a casa ci vorrà molto di più.
Lo dice chiaramente il presidente di Casalp Vanessa Soriani, che ieri mattina ha avuto una serie di incontri con i propri tecnici: «Ancora non è possibile stimare la tempistica necessaria - spiega -. I tecnici stanno facendo le valutazioni generali e poi dovranno predisporre il progetto. A seconda dell’entità potrebbe servire una gara. D’altra parte il tetto è stato scoperchiato».
Casalp e Comune nel frattempo cercheranno una soluzione provvisoria (che potrebbe essere anche definitiva) per le famiglie coinvolte: «Alcuni dei residenti, anziani, adesso sono ospitati al Pascoli e a villa Serena, altri si sono organizzati da soli. Se i tempi saranno lunghi si andrà alla mobilità come previsto dalla normativa».
L’immobie - evidenzia il presidente di Casalp - fa parte dei piani di recupero e come tutta la stecca di via Giordano Bruno era candidato alla demolizione e ricostruzione (anche se per adesso non rientrava nei palazzi che hanno già ottenuto il finanziamento, dal civico 14 in poi).
«Tuttavia non c’erano state avvisaglie o segnalazioni di problemi - sottolinea la Soriani -. Anche se va detto che quel tipo di strutture anni Quaranta, con i cosiddetti travetti Magona, stanno dando problemi un po’ su tutto il territorio».
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