Gioco
Nell’indagine c’è una terza indagata che ha scelto il rito ordinario
Non ci sono solo i due operatori sociosanitari arrestati nel marzo scorso dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sui maltrattamenti ai danni di un ragazzo disabile di 23 anni. Dal materiale audio...
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Non ci sono solo i due operatori sociosanitari arrestati nel marzo scorso dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sui maltrattamenti ai danni di un ragazzo disabile di 23 anni. Dal materiale audio e video accumulato dagli inquirenti ha permesso agli investigatori di individuare una terza persona che, pur non avendo avuto parte attiva nei presunti casi di maltrattamenti, è stata comunque denunciata. Si tratta di una donna di 36 anni, operatrice della cooperativa Cuore, che in almeno una circostanza avrebbe assistito agli atti di sopraffazione che i due colleghi avrebbero compiuto nei confronti del disabile. Nel video si vedrebbe che la 36enne non interviene a difesa del giovane paziente. Dopodiché non avrebbe denunciato quei maltrattamenti alle forze dell’ordine e neppure fatto una segnalazione ai vertici della cooperativa.
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