Il Tirreno

Livorno

Marchetti e Batini: «Sì, usciamo dal gruppo M5S»

di Juna Goti
Marchetti e Batini: «Sì, usciamo dal gruppo M5S»

Così i grillini a Livorno non hanno più la maggioranza da soli in consiglio comunale. «Ma continueremo ad appoggiare Nogarin e il programma»

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LIVORNO. La decisione è presa. Anche se dovrebbe essere formalizzata solo nel corso del prossimo consiglio comunale, il 12 settembre. In polemica con i vertici pentastellati per lo “scippo” dell’assessore Gianni Lemmetti, finito alla corte di Virginia Raggi, due consiglieri, Edoardo Marchetti e Alessio Batini, lasceranno il gruppo del Movimento 5 Stelle. Gruppo che così, da solo, non avrà più la maggioranza in aula, visto che già oggi si regge su un solo consigliere di scarto: 17 quelli del M5S (sindaco compreso), 16 quelli delle opposizioni. I 5 Stelle perdono (nuovi) pezzi. Ma la crisi politica, o meglio di governo, per ora sembra scongiurata, perché i due assicurano che dall’esterno continueranno a dare il loro appoggio alla giunta guidata da Filippo Nogarin.

Dopo giorni di mezzi annunci e riflessioni, ieri mattina la conferma è arrivata direttamente da Marchetti: «Sì, usciremo dal gruppo. Lo ufficializzerò nel prossimo consiglio, farò un comunicato...». «La crisi – si limita a dire per ora – è nata sull’avvicendamento di Gianni, non vedo quale altro motivo dovrebbe esserci». Ma «assicureremo la maggioranza, quello non è mai stato in dubbio. Se abbiamo parlato col sindaco? Lo facciamo tutti i giorni, sulla parte livornese non c’è alcun contraccolpo.».

Il messaggio politico, insomma, è indirizzato al Movimento nazionale e non all’amministrazione. Ma è un messaggio che apre un portone, perché potrebbe portare verso una fase di equilibri complicati a un anno e mezzo dalla fine del mandato.

Marchetti – 35 anni, laurea in ingegneria edile, libero professionista, eletto nel 2014 con 39 preferenze – è dall’inizio del mandato uno dei i più attivi e legati alla squadra, o almeno a quello che chiama «progetto per Livorno». Fatto curioso, sottolinea oggi di non essere mai stato iscritto al Movimento nazionale, mentre Batini (che in consiglio fu eletto con 45 voti) risulta “congelato”, sospeso, già da qualche mese per un’altra vicenda. «Non sono mai stato iscritto al M5S, non sono mai stato iscritto a niente, solo alla Fiab, la federazione degli amici della bici», ripete: «Non so se al momento dell’accettazione della candidatura ho firmato anche l’iscrizione, ma al sistema Rousseau e a tutto il resto no. Sono sempre stato un indipendente, lo ero anche nel consiglio della circoscrizione 4 (tra le file di Rifondazione comunista, ndr) e continuerò ad esserlo». Lascia così il gruppo proprio lui che nei suoi interventi in consiglio, si è dimostrato spesso una spalla della giunta (per non dire quasi un assessore aggiunto), soprattutto per materie come traffico e urbanistica. «Ma da quel punto di vista – controbatte – per me niente cambia, porterò avanti le idee che ho sempre portato avanti. Alla fine è un’etichetta, dentro al barattolo c’è la stessa cosa». Non proprio solo un’etichetta.

Anche Batini ieri in tarda serata non si è nascosto dietro a un dito. Nei giorni scorsi era stato il primo a strappare pubblicamente con il M5S dichiarando che «non aveva il diritto di venire a fare campagna acquisti a Livorno». «Per me – va a dritto oggi – più che il M5S conta il programma che i cittadini livornesi hanno votato e con il quale siamo stati eletti. Continuerò ad appoggiare quello. La decisione è presa, usciamo, formalizzeremo nel primo consiglio utile».

Il sindaco, che si è preso qualche ora di vacanza con la famiglia in Val di Susa (e che non ha sfoggiato il sorriso per la partenza di Lemmetti), per ora non ha voluto commentare atti non ufficiali. Che non ci sono ancora atti ufficiali lo premette anche il capogruppo M5S Marco Galigani, chesi dice dispiaciuto: «Speravo rimanessero dentro».

Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, i due confluiranno nel gruppo misto. Tutto mentre il consiglio si prepara a votare, entro fine mese, il bilancio consolidato.

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