Gioco
«In consiglio? Sì, entrerei non col Pd»
di Juna Goti
“Oltre” e Pampaloni scaldano i motori dopo l’ipotesi di uscita di Martelli
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LIVORNO. «Se accetterei di entrare in consiglio comunale? Certo, mi hanno votata i cittadini. Ma non nel Pd, questo è poco ma sicuro». Non è una che gira intorno alle parole, Simonetta Pampaloni. La ribelle ex segretaria del Pd di Shangai, che due anni fa ha lasciato il partito «formato Renzi», come ripete oggi, e che insieme ad altre ribelli, come Barbara La Comba, nel 2015 ha fondato l’associazione “Oltre per Livorno”. Associazione che oggi scalda i motori: se Marco Martelli si dimetterà da consigliere, sarà infatti Pampaloni a entrare in municipio e il Pd perderà un eletto, passando da sette a sei.
La notizia delle possibili dimissioni di Martelli ieri hanno colto di sorpresa molti: proprio mentre i 5 Stelle sono alle prese con l’uscita di due dei loro, Edoardo Marchetti e Alessio Batini, il consigliere “dem” ha congelato la propria attività politica, nel gruppo e nel partito, in polemica soprattutto con lo «spettacolo poco edificante» che il Pd sta dando con il congresso. Per ora non ha fatto passi ufficiali: si è preso una «pausa di riflessione» e potrebbe decidere di non partecipare a consigli e commissioni fino a quando non arriverà un segnale dal Pd (magari all’assemblea comunale del 18?).
«Vediamo cosa accadrà, sono convinta – premette Pampaloni – che Marco non uscirà per senso di responsabilità nei confronti del partito, a prescindere dal suo stato d’animo: so come può sentirsi, perché l’ho provato sulla mia pelle, sono scelte dolorose». Detto questo, «siccome i consiglieri comunali vengono eletti dai cittadini, in modo nominale, e chi ha votato nel 2014 ha votato me, accetterei, certo che accetterei. Ma non starei nel Pd, questo è poco ma sicuro». Una risposta a quanti già ieri, via social, le contestavano di essere stata votata tra le file dei democratici e quindi di farsi da parte.
Cinquantasette anni, in politica da quaranta – «per passione e con coerenza, sempre dietro le quinte», rivendica – per anni si è impegnata soprattutto nei quartieri nord, a Shangai. La sua storia col Pd si è chiusa in era Renzi-Bacci-Bellandi. E ai segretari ancora oggi non riserva parole affettuose: «Sono autoreferenziali, non hanno intenzione di cambiare le cose, di ascoltare la base, di mettersi contro il livello regionale del partito. Non entro nel merito del congresso, ma chiudere le porte in faccia a 51 membri dell’assemblea che chiedono di essere ascoltati...». Quelli che vogliono il congresso.
Se Pampaloni entrasse in consiglio, per “Oltre” sarebbe un bel palcoscenico in vista delle amministrative del 2019, se è vero che c’è il tentativo di costruire una lista a sinistra con altre forze. «Sicuramente – risponde lei – “Oltre” lavora a unificare la sinistra, è indispensabile sul nostro territorio: vogliamo far vincere la destra?». Ma sarebbe possibile un asse con qualche forza già presente in aula? «È prematuro dirlo», premette. Ma di getto risponde anche che «a livello regionale abbiamo trovato molte sponde con Monica Pecori, ad esempio sul difensore civico». Nello staff di Pecori c’è Marco Valiani (Livorno per tutti).
I temi da cui eventualmente partire? «La casa, che è una bomba a orologeria». C’è prudenza, comunque, in attesa di capire se Martelli arriverà mai a dimettersi. «Il mondo politico livornese – si legge intanto sulla pagina Fb di “Oltre” – è pieno di ribelli su tutti i fronti...». E ancora: «Livorno sta velocemente andando verso una scelta di civismo che sarà legata alla credibilità delle persone, alla loro competenza e al loro amore per la città, al di là di ogni schieramento possibile».
La notizia delle possibili dimissioni di Martelli ieri hanno colto di sorpresa molti: proprio mentre i 5 Stelle sono alle prese con l’uscita di due dei loro, Edoardo Marchetti e Alessio Batini, il consigliere “dem” ha congelato la propria attività politica, nel gruppo e nel partito, in polemica soprattutto con lo «spettacolo poco edificante» che il Pd sta dando con il congresso. Per ora non ha fatto passi ufficiali: si è preso una «pausa di riflessione» e potrebbe decidere di non partecipare a consigli e commissioni fino a quando non arriverà un segnale dal Pd (magari all’assemblea comunale del 18?).
«Vediamo cosa accadrà, sono convinta – premette Pampaloni – che Marco non uscirà per senso di responsabilità nei confronti del partito, a prescindere dal suo stato d’animo: so come può sentirsi, perché l’ho provato sulla mia pelle, sono scelte dolorose». Detto questo, «siccome i consiglieri comunali vengono eletti dai cittadini, in modo nominale, e chi ha votato nel 2014 ha votato me, accetterei, certo che accetterei. Ma non starei nel Pd, questo è poco ma sicuro». Una risposta a quanti già ieri, via social, le contestavano di essere stata votata tra le file dei democratici e quindi di farsi da parte.
Cinquantasette anni, in politica da quaranta – «per passione e con coerenza, sempre dietro le quinte», rivendica – per anni si è impegnata soprattutto nei quartieri nord, a Shangai. La sua storia col Pd si è chiusa in era Renzi-Bacci-Bellandi. E ai segretari ancora oggi non riserva parole affettuose: «Sono autoreferenziali, non hanno intenzione di cambiare le cose, di ascoltare la base, di mettersi contro il livello regionale del partito. Non entro nel merito del congresso, ma chiudere le porte in faccia a 51 membri dell’assemblea che chiedono di essere ascoltati...». Quelli che vogliono il congresso.
Se Pampaloni entrasse in consiglio, per “Oltre” sarebbe un bel palcoscenico in vista delle amministrative del 2019, se è vero che c’è il tentativo di costruire una lista a sinistra con altre forze. «Sicuramente – risponde lei – “Oltre” lavora a unificare la sinistra, è indispensabile sul nostro territorio: vogliamo far vincere la destra?». Ma sarebbe possibile un asse con qualche forza già presente in aula? «È prematuro dirlo», premette. Ma di getto risponde anche che «a livello regionale abbiamo trovato molte sponde con Monica Pecori, ad esempio sul difensore civico». Nello staff di Pecori c’è Marco Valiani (Livorno per tutti).
I temi da cui eventualmente partire? «La casa, che è una bomba a orologeria». C’è prudenza, comunque, in attesa di capire se Martelli arriverà mai a dimettersi. «Il mondo politico livornese – si legge intanto sulla pagina Fb di “Oltre” – è pieno di ribelli su tutti i fronti...». E ancora: «Livorno sta velocemente andando verso una scelta di civismo che sarà legata alla credibilità delle persone, alla loro competenza e al loro amore per la città, al di là di ogni schieramento possibile».
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