Gioco
A ROMA
Autorità portuali in conclave per coordinare regole e idee
LIVORNO. Se ieri è stata una giornata campale per la nuova Authority di Livorno-Piombino, anche oggi l’agenda promette bene: il presidente dell’istituzione portuale di Palazzo Rosciano, Stefano...
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LIVORNO. Se ieri è stata una giornata campale per la nuova Authority di Livorno-Piombino, anche oggi l’agenda promette bene: il presidente dell’istituzione portuale di Palazzo Rosciano, Stefano Corsini, sarà a Roma perché c’è il “conclave” dei 15 vertici delle nuove Autorità di sistema portuale con la “conferenza nazionale di coordinamento”. Con un obiettivo: «Armonizzare, a livello nazionale, le scelte strategiche che attengono i 15 sistemi portuali della penisola», parola di Palazzo Rosciano.
In ballo soprattutto un paio di questioni: l’una ha a che vedere con il raccordo fra il presidente dell’Authority e l’imprenditoria del settore, l’altra riguarda le “linee guida” che diventeranno i binari sui quali il governo vuol far muovere il mondo portuale.
Relativamente al primo problema, c’è da fare in maniera di dettare regole omogenee nella “costruzione” dei cosiddetti “organismi di partenariato della risorsa mare”, definizione terribile per definire qualcosa di simile e al tempo stesso molto diverso rispetto a quel che erano i vecchi comitati portuali per riuscire a dar voce alle categorie economiche. Tradotto: come si eleggono i rappresentanti là dove c’è una pluralità di associazioni datoriali.
E le “Linee guida per la gestione dello Spazio Marittimo Europeo”? C’è un Tavolo Interministeriale di Coordinamento (Tic) che, sulla base di una direttiva comunitaria di tre anni fa, punta – spiegano dal quartier generale dell’Authority – a «creare una maggiore coerenza tra le diverse attività che si svolgono in mare, sviluppando migliori strumenti regolamentari relativi alla pianificazione dello spazio marittimo»
È da aggiungere che nel corso della seduta della conferenza nazionale, è previsto poi un intervento del capo della Struttura Tecnica di Missione: al centro dell’attenzione saranno le risorse pubbliche disponibili a valere sul Fondo Investimenti (articolo 1 comma 140 della legge di stabilità 2017). Si tratta di un pool – viene spiegato – che «ha compiti di indirizzo strategico, sviluppo delle infrastrutture e supporto alle funzioni di “alta sorveglianza”».
In ballo soprattutto un paio di questioni: l’una ha a che vedere con il raccordo fra il presidente dell’Authority e l’imprenditoria del settore, l’altra riguarda le “linee guida” che diventeranno i binari sui quali il governo vuol far muovere il mondo portuale.
Relativamente al primo problema, c’è da fare in maniera di dettare regole omogenee nella “costruzione” dei cosiddetti “organismi di partenariato della risorsa mare”, definizione terribile per definire qualcosa di simile e al tempo stesso molto diverso rispetto a quel che erano i vecchi comitati portuali per riuscire a dar voce alle categorie economiche. Tradotto: come si eleggono i rappresentanti là dove c’è una pluralità di associazioni datoriali.
E le “Linee guida per la gestione dello Spazio Marittimo Europeo”? C’è un Tavolo Interministeriale di Coordinamento (Tic) che, sulla base di una direttiva comunitaria di tre anni fa, punta – spiegano dal quartier generale dell’Authority – a «creare una maggiore coerenza tra le diverse attività che si svolgono in mare, sviluppando migliori strumenti regolamentari relativi alla pianificazione dello spazio marittimo»
È da aggiungere che nel corso della seduta della conferenza nazionale, è previsto poi un intervento del capo della Struttura Tecnica di Missione: al centro dell’attenzione saranno le risorse pubbliche disponibili a valere sul Fondo Investimenti (articolo 1 comma 140 della legge di stabilità 2017). Si tratta di un pool – viene spiegato – che «ha compiti di indirizzo strategico, sviluppo delle infrastrutture e supporto alle funzioni di “alta sorveglianza”».
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