Italia
Chiude la Coop a Colline, l’amarezza dei residenti
Livorno, scattata una petizione per provare a salvare il punto vendita di via Anna Frank: «Questo è un negozio importante, un punto di riferimento per il quartiere»
LIVORNO. «Per noi che abitiamo qui la Coop è un punto di riferimento e un servizio per il quartiere». Sono dispiaciuti i residenti di Colline che abitano nella zona della Coop di via Anna Frank: oggi chiude il punto vendita, una notizia che ha fatto velocemente il giro del quartiere e ha lasciato sorpresi un po' tutti. Tanto che è già scattata una petizione nel rione contro la decisione dell’azienda di sbarrare le porte di quel supermercato storico. Nella zona, infatti, abitano tante persone anziane che hanno difficoltà a muoversi in modo autonomo e quel supermercato per loro è sempre stato un punto di riferimento comodo e ben raggiungibile. «Io sono una donna invalida – spiega Annamaria Nannipieri – e mi muovo grazie a mio marito. Ma tra poco gli scade la patente e non so se gliela rinnoveranno. Abitiamo sul viale Alfieri e veniamo spesso a fare la spesa alla Coop perché è uno posto comodo. Mi sono sempre trovata bene in questo negozio, è ben fornito e non voglio che chiuda»
LA PETIZIONE. Per dar voce agli abitanti delle Colline, la Cgil ha allestito un banchetto proprio fuori dall'ingresso della Coop per raccogliere le firme. E prima di pranzo erano già state raccolte circa 400 firme contro la chiusura. «Questo negozio – ha detto Letizia Morelli, subito dopo aver firmato – è un punto di riferimento per tantissime persone. È una sicurezza per chi non ha la macchina e, facendo pochi passi, può fare la spesa senza problemi. Io guido e posso spostarmi, ma mi metto nei panni delle tante persone anziane che vivono qui e per loro questa chiusa sarà un vero problema».
UN RIFERIMENTO DI QUARTIERE. «Questo è un negozio importante – ha spiegato Alessandra Lera, che abita a poca distanza dalla Coop –, che è sempre stato qui. Io vivo proprio in via Anna Frank e mi torna benissimo venire a fare la spesa. Se chiudono sarò costretta ad andare altrove ma dovrò spostarmi e cammino male». Dall'azienda hanno specificato che il negozio chiuderà per motivi di sicurezza, visto che il piano di sopra è occupato in modo abusivo da alcune famiglie. E questa è una cosa che non è andata giù a molte persone che ieri si sono fermate al banchetto delle firme. «Non può vincere l’illegalità – ha detto Antonella Puccinelli –. Se proprio qualcuno deve andar via, quelli sono gli occupanti che vivono al piano di sopra. Ovviamente una soluzione dobbiamo trovarla per tutti, perché non possiamo mandare la gente in mezzo alla strada ed è giusto che tutti abbiano un tetto sotto al quale stare. Ma bisogna risolvere questa situazione in modo adeguato, evitando che la Coop chiuda perché è un negozio importante che serve quotidianamente a tantissime persone. La colpa di chi non rispetta le regole non può ricadere sulle persone che vengono qui a fare la spesa».
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POSTI DI LAVORO DA TUTELARE. Anche la Cgil interviene sull’imminente stop: oggi, questa la data di chiusura comunicata dall’azienda. «Siamo nel bel mezzo di una crisi sociale – ha detto la Pieralba Fraddanni, della Filcams Cgil – e tutti gli ammortizzatori sociali sono stati attivati. Il tavolo delle trattative è aperto da dicembre, ma fino ad oggi nessuno ci aveva mai detto che questo negozio fosse a rischio chiusura. L'unico che rischiava è quello in via Mastacchi, ma non se n'è saputo più nulla. L'azienda in poche ore ha preso questa decisione drastica senza dire niente e questo ci lascia perplessi. Anche perché, al di là delle loro dichiarazioni fatte dall’azienda che assicurano che i lavoratori saranno ricollocati, non sappiamo se effettivamente i dipendenti verranno ricollocati. E, soprattutto, non sappiamo dove andranno a lavorare visto che da altre parti i lavoratori sono in esubero».
E ancora, continua Fraddanni: «Le scelte aziendali non si discutono, ma almeno avremmo voluto confrontarci con loro. Gli occupanti sono un problema sociale, ma questo problema non ne può creare altri due, come la chiusura di un negozio e il rischio di perdere l'occupazione». Oggi i rappresentanti sindacali saranno presenti con un picchetto davanti alla prefettura per manifestare e chiedere alle istituzioni di risolvere il problema evitando la chiusura.
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