Il Tirreno

Livorno

Dove c’era la sezione Pci un Carrefour aperto 18 ore

di Matteo Scardigli
Dove c’era la sezione Pci un Carrefour aperto 18 ore

La sfida dei titolari del bar La Fortezza, siciliani, arrivati a Livorno 16 anni fa: «Lavoriamo dalle 6 alle 24, metà degli incassi arriva dai passeggeri del porto»

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LIVORNO. Là dove c’era una volta il Partito Comunista Italiano, sezione porto, oggi sorge un minimarket, esempio di un’imprenditoria che si rimbocca le maniche ed investe con coraggio nel proprio quartiere.

Il civico numero 56 di via San Giovanni, dirimpetto al palazzo della Compagnia Lavoratori Portuali, ha alle spalle una lunga storia da raccontare, fatta di incontro ed aggregazione. Un punto di riferimento per i lavoratori e gli abitanti che nel tempo ha mantenuto la sua funzione, anche oggi che i simboli e le bandiere sono andati altrove. Al loro posto adesso c’è il logo di una catena internazionale (Carrefour) e gli scaffali di un minimarket-tabaccheria, che ha festeggiato proprio martedì scorso i primi due mesi di attività.

In realtà Loredana Sasunna ed il marito Luigi, i titolari arrivati in città sedici anni fa dalla Sicilia e ormai livornesi di adozione, di tempo per festeggiare proprio non ne hanno. Il negozio infatti, un Carrefour Express gestito a conduzione rigorosamente familiare insieme alla sorella di Loredana e alla nipote, è aperto tutti i giorni dalle sei del mattino fino a tarda notte, guadagnandosi il titolo di negozio con l’orario più lungo della città .

I due titolari, già proprietari del vicino bar “La Fortezza”, hanno rilevato un anno fa il fondo da 300 metri quadri che ospitava il circolo del Partito Democratico e prima ancora la sede storica della sezione Pci “porto di Livorno”, trasformandolo dapprima in una tabaccheria attorno alla quale hanno rapidamente costruito quella che amano definire «una bottega tradizionale al passo coi tempi, che unisce la grande distribuzione al chilometro zero», in cui poter accedere ai servizi erogati dallo Stato (gioco e pagamenti) e trovare prodotti per la casa e generi alimentari, compresi birra e vino.

L’orario allungato fino a tarda notte, la vendita di alcolici e gli incassi della tabaccheria non spaventano i coniugi Sasunna: «Tra la Questura, la caserma della Finanza e la continua presenza dei clienti dei ristoranti adiacenti ci sentiamo sicuri. Quando la stagione estiva sarà finita – raccontano – e ci saranno meno avventori valuteremo se e come modificare l’orario, ma nel frattempo crediamo di aver contribuito a valorizzare la strada insieme agli altri commercianti offrendo un servizio che mancava».

Il quartiere sembra apprezzare l’iniziativa di Loredana e Luigi, che raccontano ancora: «I residenti ci conoscono personalmente per via del bar e piano piano stanno scoprendo anche la nuova attività, che gestiamo con la nostra consueta cortesia e prezzi accessibili anche per chi fa fatica ad arrivare a fine mese».

Ma non di soli livornesi si vive, ed ecco che l’iniziativa imprenditoriale viene premiata anche dai turisti, e non solo per agguantare il souvenir dell’ultimo minuto prima di risalire a bordo: «Il cinquanta per cento dei nostri clienti sono crocieristi stranieri e viaggiatori italiani che aspettano il traghetto per la Sardegna, due categorie che abbiamo saputo conquistare grazie ad un’opera di volantinaggio fatta direttamente agli sbarchi».

Proprio sui passeggeri del porto i due titolari del Carrefour Express ritengono che si dovrebbe investire di più: «Chi scende dalle navi viene caricato sui pullman non appena mette piede a terra e quindi non spende il suo denaro nelle vie della città, bisogna tornare all’idea di farli passare attraverso la Fortezza Vecchia», sottolineano moglie e marito. Che poi proseguono: «Quei pochi che invece girano il centro a piedi trovano poi marciapiedi pieni di buche. Abbiamo segnalato la cosa al sindaco Nogarin in persona quando venne a tagliare il nastro della rotatoria, e infatti una turista pochi giorni fa è inciampata sul cemento sconnesso e ci è caduta proprio di fronte al negozio».

Loredana e Luigi, che spiccano senz’altro come mosche bianche nella tradizionale “patana” dell’estate livornese, si levano infine come una voce fuori dal coro anche su un altro tema, che nella vicina Venezia ha sollevato molte polemiche: «Speriamo che il porta a porta arrivi presto anche qui e faccia sparire questi cassonetti brutti e maleodoranti che certo non valorizzano questa bella zona della città».


 

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