Gioco
Lemmetti e suoi fratelli, ecco l'ascensore politico M5S
Livorno, il metodo Grillo per trasformare sconosciuti in personaggi di primo piano. Scelte dall’alto senza badare all’esperienza o alla gavetta fatta, come nel calcio o con il metodo Starbucks
LIVORNO. Da movimento dal basso a sistema che decide dall’alto e muove le sue pedine a seconda di necessità, bisogni e ruoli da ricoprire. Sintesi tra il vecchio sistema di partito, un’associazione sportiva e la filosofia Starbucks, dove entri come lavapiatti e dopo qualche mese, se riesci a metterti in mostra, puoi diventare responsabile del negozio. Benvenuti nel nuovo metodo a Cinque Stelle: 45 squadre di governo cittadino sparse sul territorio, da Ragusa a Pinerolo, un presidente (Casaleggio junior), un general manager (Beppe Grillo), un progetto di base comune e soprattutto una prima squadra – la giunta capitolina di Virginia Raggi – obbligata a vincere e convincere, e pure in tempi brevi, per dimostrare che i grillini possono governare anche il Paese.
Per spiegare la rivoluzione sistemica in corso dentro ai pentastellati basta raccontare l’asse che si è creato tra Livorno-Roma. E ripercorrere il caso del trasferimento – novità nella storia amministrativa italiana – di Gianni Lemmetti, 48 anni, dottore commercialista da Pietrasanta con un passato senza sussulti da imprenditore, che da responsabile dei conti di una città di 160mila abitanti è passato in 24 ore all’assessorato più delicato del Paese, quello al Bilancio della Capitale.
La prima telefonata tra Filippo Nogarin, sindaco livornese e Beppe Grillo risale ai primi di agosto. Pochi giorni prima Andrea Mazzilo, allora assessore al Bilancio in Campidoglio, aveva rilasciato un’intervista a Repubblica spiegando come: «O la giunta cambia passo oppure tutta la città va a sbattere». Aggiungendo pure il suo disaccordo al concordato Atac, l’azienda romana dei trasporti con 1,3 miliardi di debiti molti dei quali proprio verso il Comune. Parole che agli occhi dei vertici ne hanno segnato il destino politico. «Ho bisogno di Lemmetti a Roma», avrebbe spiegato Grillo al sindaco di Livorno, virando sull’usato sicuro rispetto alla logica dei curricula e ammettendo una penuria di classe dirigente fatta e formata. Così per un paio di settimane tra i due si è innescato un braccio di ferro: Lemmetti ha incardinato il concordato preventivo in continuità di Aamps, l’azienda dei rifiuti che rischiava il fallimento, altre partecipate sono in profondo rosso, in autunno c’è da approvare il bilancio consuntivo e soprattutto non c’è un sostituto.
«Gianni va a Roma, il vostro percorso è avviato», ha insistito Grillo come se si trattasse di acquistare un attaccante e prendendosi la responsabilità di possibili effetti negativi sulla città toscana che ora ha affidato l’assessorato a Valentina Montanelli, 31 anni, empolese, indicata – si dice – proprio da Lemmetti.
È dentro a questa triangolazione che il prestito senza diritto di riscatto è andato in porto. Ultimo di una mini serie di passaggi tra la cantera (il vivaio) livornese e la Capitale. Gli altri due riguardano l’avvocato Luca Lanzalone, stratega legale della giunta Nogarin, nominato dalla Raggi presidente di Acea, la multiservizi più grande d’Italia. E Fabio Serini, commissario giudiziale di Aamps, al vertice dell’istituto di previdenza dei dipendenti capitolini. Così in due mesi lo scacchiere dei Cinque Stelle, ha dato un altro taglio netto al passato, quando per fare carriera politica ci voleva tempo e un percorso predefinito: prima in circoscrizione, poi in consiglio comunale, poi un mandato da capogruppo, uno da assessore e infine – vincendo correnti e correntine – potevi andare in Regione o addirittura in Parlamento.
La conseguenza del cambio di passo, figlio di rigidi paletti all’ingresso (quello di essere indagato è stato dimenticato) sono carriere fulminati e volti giovani (e spesso sconosciuti) alla ribalta. Come accaduto a Laura Bottici, 46 anni da Carrara: nel 2012 non eletta in consiglio comunale e nello stesso anno diventa questora al Senato e poi vicecapogruppo a Palazzo Madama. E allora guardando avanti non ci sarebbe da stupirsi se seguendo questo canovaccio, Grillo e Casaleggio, andassero domani a pescare a Carrara in caso di necessità Magari puntando su due assessori giovani che si stanno mettendo in mostra come Federica Forti, risposta toscana a Chiara Appendino che nella giunta guidata da Francesco De Pasquale si occupa di Cultura, e Matteo Martinelli, alter ego del sindaco che ha in mano proprio il bilancio.
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