Il Tirreno

Livorno

Pieraccioni: «I ragazzi di oggi? Sono tutti maleducati»

di Stefano Taglione
Leonardo Pieraccioni
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Leonardo Pieraccioni

L’attore fiorentino si scaglia contro la generazione che vive «davanti agli iPad». Appello disperato agli altri genitori: «Mia figlia chiede soldi per ubbidire»

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LIVORNO. Chissà se Leonardo Pieraccioni ci scriverà mai un film. Forse sì. Perché leggendo il messaggio pubblicato lunedì 28 agosto su Facebook, la bella foto che lo vede sorridente in compagnia di Giorgio Panariello e Carlo Conti si trasforma in quella di un padre confuso, sorpreso dal comportamento della figlia di 6 anni. Al punto da attaccare un’intera generazione. Il popolare attore toscano – nel ’98, giovanissimo, già all’apice del successo con “Il Ciclone” – negli ultimi giorni ha scoperto di avere una figlia un po’ viziata. Una bambina – nata dalla relazione con l’attrice pratese Laura Torrisi, ex Grande Fratello, con cui conviveva fino a tre anni fa – che una volta gli ha chiesto se i figli devono essere retribuiti dai genitori.

Lo ha rivelato lui stesso sulla sua pagina Facebook, ai quasi 700mila fan. Con un messaggio che ha scatenato una marea di commenti (oltre 2.000 alle 20 di lunedì 28 agosto), quasi 20mila “Mi piace” e cinquemila condivisioni, che si può riassumere in una frase: «“Babbo – mi ha chiesto seria mia figlia – ma se io da oggi faccio tutto quello che mi dici, tu mi potresti pagare?”. La risposta doveva essere un tenero calcio nel c**o alla Chinaglia e invece mi è pure scappato da ridere».

Babbo Leonardo, quella richiesta, non l’ha proprio digerita. Lui che ne “Il pesce innamorato” – la commedia uscita nelle sale nel 1999 – nelle vesti di Arturo Vannino raggiunge il successo del grande pubblico proprio scrivendo favole per bambini, stringendo una fortissima amicizia con il piccolo Marcellino Pacini (alias Umberto Fontani). Ma stavolta, rispetto a una ventina di anni fa, i toni sono diversi. Più che una favola, il suo è una critica ai ragazzi di oggi. Non a quelli «educati e felici di ricevere un balocco – precisa l’attore – ma a tutti coloro che «ne chiedono uno al giorno per poi scordarselo nel punto esatto di dove lo hanno scartato», ai quali «mettiamo in mano quel c***o di iPad, un moderno “tavor elettronico” per quando gli esauriti siamo noi».

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«Signori! – è l’esclamazione con cui Pieraccioni apre il suo lungo messaggio dato in pasto ai fan – Siamo passati da “mio padre mi fulminava con uno sguardo” a “mio padre se dice di no lo fulmino”. I nostri amatissimi pargoli sin dalla tenera età ci stanno prendendo dito, mano, braccio e cosce. Sono i cosiddetti scatenatissimi “nativi digitali”, ma mi sa che son pure “nativi” più s*****i di un tempo! Imparano velocissimi il nostro limite di sopportazione e sanno che “alla quinta volta di fila che glielo chiedo piagnucolando” noi cediamo. Maleducati per la nostra mancanza di fiato».

Da qui, l’attore toscano, lancia un appello ai genitori di tutta Italia. E non solo. «Due giorni dopo – continua – mia figlia si è lamentata perché reo di averla portata nel “solito ristorante” due volte nella stessa settimana. Altra pedata nel c**o mancata. Il risultato potrebbe essere che il passaggio da “simpatica bambina birichina” a “impertinente ragazzetta s********a” sia già scritto. Colleghi genitori, uniamoci. Se le nostre amorose e moderne spiegazioni sul vivere corretto sono accolte da pernacchie e risatine, risdoganiamo il vecchio e caro “calcio nel c**o” dei nostri nonni; non ha mai fatto male a nessuno, anzi».



L’attore ha poi sottolineato di come sua figlia non stia «a tavola più delle sue cinque penne al pomodoro». E giù con un altro sfogo. «Credetemi, gliel’ho detto in tutti i modi possibili che si rimane seduti finché tutti non hanno finito. La sua risposta è stata sempre alzarsi e andare a giocare. Non ci arriva a parole perché è nella natura ribelle di tutti i bambini fare così?», si chiede l’attore. Che nel giro di pochi secondi si dà anche una risposta. «Benissimo – conclude – userò il bonus di una terapeutica pedata nel c**o, di quel tempo che fu. Un paio a semestre riorganizzeranno sicuramente quei ruoli persi in questo lascivo vivere moderno».

 

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